«Smalto acrilico? Ho provato un dolore atroce!»

Una beauty blogger spiega perché togliersi lo smalto semipermanente da sole è una pessima idea.

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«Mi raccomando, anche se vedi che il colore inizia a creparsi, non cercare di staccarlo da sola. Faresti disastri». La tiritera post manicure semipermanente è più o meno sempre la stessa. Ma in poche, le più puntuali, la seguono alla lettera senza cedere al desiderio (da approfondire) di torturare le unghie piano piano. Le altre invece, cominciano staccando un angolo fragile per poi finire impegnando pomeriggi e diottrie a estirpare colore solido dalle unghie servendosi di attrezzi di fortuna. Amelia Rushmore-Perrin è una beauty blogger inglese che spesso usa il suo profilo ufficiale per condividere le foto delle sue manicure freschissime. E fa lo stesso con i suoi epic fail di bellezza. L’ultimo risale a qualche mese fa e cita: «Molte persone mi chiedono spesso di mostrare l’effetto della manicure con smalto acrilico. Beh, eccovi accontentati, il risultato è questo». E la foto scattata da Amelia parla da sé: unghie a dir poco compromesse, tra segni di “scasso”, arrossamenti diffusi e resti di gel qua e là.

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Cos’è successo alle mani perfette di Amelia? Facendo un passo indietro, prima del supplizio: Amelia si è recata nel suo beauty-salone di fiducia e ha deciso di provare l’acrilico. L’acrilico, come il più comune gel, viene utilizzato spesso nelle ricostruzioni, ma può essere applicato anche sull’unghia naturale. Ma a differenza del gel, l’acrilico richiede un’applicazione più complessa e precisione massima. La tenuta è estrema e il refill è suggerito solitamente dopo 15/20 giorni. Per rimuoverlo si ricorre alla limatura, ma può essere ammorbidito in soluzione di acetone. Teoria a parte, perchéquindi, le unghie di Amelia hanno fatto quella fine? Perché non avendo tempo di prendere un appuntamento per la rimozione, ha pensato bene di fare da sola (ricordate la tiritera dell’inizio? Ecco). Il risultato, piuttosto scontato, è sotto gli occhi social dei suoi followers: un completo disastro.

Ma Amelia, da navigata beauty blogger, è corsa subito ai ripari, e, dopo aver ampiamente manifestato il suo tormento («ho provato un dolore atroce! Le mie unghie erano iper sensibili e fragilissime!»), ha iniziato a curarle con una soluzione a base di acqua e vitamina B(si chiama Biotin) che qualsiasi dermatologo le avrebbe consigliato. «Quando le unghie sono compromesse ma ancora sane almeno alla base», spiega a Self.com Doris Day, professore di dermatologia presso il Langone Medical Center di New York, «l’effetto rivitalizzante del Biotin garantisce un risultato rivitalizzante in brevissimo tempo. In più è un ottimo aiuto nella crescita delle unghie, anche se nella maggior parte dei casi le persone non hanno bisogno di un integratore simile per incentivare l’aggiornamento di unghie, e capelli. Sono potenzialmente già sani e forti da riuscire a cavarsela da soli». Oggi le unghie di Amelia stanno bene, e lei ha capito la lezione.

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