Ehi, ehi, ehi, le rughe da smartphone si possono prevenire

Abbiamo chiesto a un dermatologo come evitare che la nuova ossessione moderna ci cambi il volto.

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Photo by Le Buzz on Unsplash

Vi siete mai chiesti perché le rughe compaiono prima di tutto sul viso? E come mai la pelle dei sun addicted invecchia e si macchia prematuramente? E avete mai sentito parlare delle rughe da smartphone, nuova piaga digital-epidermica? Abbiamo pensato di (ri)girare la domanda a un'esperta della pelle. "Le cause dell'invecchiamento epidermico sono endogene, ma per l'80% sono dovute a fattori esterni, definiti con il termine esposoma, che altro non è che l'insieme dei cambiamenti biologici indotti da fattori esterni come gli ultravioletti, l'inquinamento, lo stress sia psichico sia fisico e... la luce blu", ci spiega la dermatologa Eleonora Bellani in occasione della presentazione di Age Protect, la nuova gamma antiage di Uriage che limita gli effetti dannosi provocati all’esposizione alla luce blu grazie al brevetto Blb e al Filmexel, un complesso di attivi anti-inquinamento che crea in superficie una “seconda pelle” che impedisce alle particelle fini di aderire all’epidermide.

Ma andiamo con ordine. L'esperta ci racconta che la pelle è una barriera semipermeabile che ci protegge dagli agenti esterni e non permette la penetrazione di moltissime sostanze. "Non è un tessuto, è un organo, l'organo più grande del nostro organismo. Ha uno spessore che va da mezzo mm a 3 mm. Una palpebra, infatti, non ha lo stesso spessore di un tallone, motivo per cui applichiamo nel primo caso una crema per il contorno occhi e nel secondo una per i piedi. La pelle poi respira, è un organo endocrino, aiuta la sintetizzazione della vitamina D, regola la temperatura corporea ed è costituita da strati".

L'epidermide, infatti, è formata da quattro strati. "Lo strato basale è quello situato più in profondità, salendo abbiamo lo strato spinoso, granuloso e corneo - e si rinnova completamente ogni due settimane. È ricoperta da un fattore idratante naturale idrosolubile composto da aminoacidi, lattato di sodio e urea, zuccheri e sale. Acqua e detergenti aggressivi sono in grado di eliminare o ridurre eccessivamente questo fattore idratante naturale. Sotto l'epidermide abbiamo il derma che svolge una funzione di sostegno di tutto quello che c'è al di sopra e che contiene nervi e vasi che nutrono l'epidermide. Ancora più in profondità si colloca l'ipoderma, il grasso, che ha una funzione di termoregolazione".

Luce blu - rischi. Qualcuno potrebbe conoscerla perché ha vista in vendita in farmacia degli occhiali che aiutano a proteggersi dalle sue radiazioni. "Ma se rovina gli occhi come agisce questo nuovo male del XXI secolo sulla pelle? È causa della degenerazione maculare senile, di una degenerazione a livello sottocutaneo e, quindi, delle cosiddette rughe da smartphone. Quando noi guardiamolo lo spettro della luce abbiamo i raggi ultravioletti emessi dal sole dai quali ormai sappiamo come proteggerci, ma abbiamo anche la luce blu. Come possiamo schermarci da questa luce che, emessa dal sole, viene filtrata dall'atmosfera, quindi, è poco dannosa, mentre emessa in modo artificiale da dispositivi led, neon e device quali smartphone, tablet, pc e tv è nociva? Come possiamo proteggerci da lei sopratutto se pensiamo che trascorriamo in media sei ore al giorno davanti a questo tipo di luce?", si chiede la dottoressa Bellani.

Luce blu - proprietà. Non è solo dannosa questa luce, però. Può, infatti, curare la psoriasi, l'alopecia, la cellulite e alcuni tipi di tumore cutaneo se usiamo dei farmaci che rendono questa luce selettiva sul tumore. Se la "assumiamo" senza controllo, invece, come detto sopra, la luce blu arriva al derma, esattamente dove arrivano gli UVA, danneggiando i fibroblasti, cellule che producono collagene ed elastina a livello dermico. Sudbolamente non dà eritema, né altri segni, quindi non ci rendiamo conto che ci sta danneggiando, ma la pelle invecchia, diventa spenta e si macchia. Inoltre aumenta i radicali liberi - questi ultimi sono causati per il 67% dai raggi ultravioletti, ma 1/3 è provocato dalla luce visibile come i neon - porta un danno del dna cellulare e ipocondriale e un ritardo nella riparazione della barriera cutanea, crea un deperimento dei caroteinoidi endogeni, un sistema antiossidante molto importante, e aumenta il rischio di sviluppare un carcinoma della pelle. Sì non esiste solo il melanoma", avverte Bellani che conclude dando tre consigli: schermarsi con trattamenti mirati e limitando il più possibile l'esposizione partendo magari con la lettura di un buon libro.

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