Che cosa rispondere a chi regala trattamenti anticellulite per Natale

Nella lista dei regali che ci abbassano l'autostima, tutti quei prodotti per "correggere" gli inestetismi. Il libro I love cellulite può spiegarci come prenderla con filosofia.

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Getty Images

"Grazie, è un pensiero bellissimo, proprio non dovevi disturbarti" disse la ragazza scartando il coupon per un trattamento snellente anticellulite. Non è l'incipit di un film horror, ma una scena che puntualmente si ripete ogni Natale. Le vittime? Noi. Gli aguzzini? Partner senza idee, mamme, suocere, amiche che pensano di regalarci un attimo dedicato alla piacevole cura del corpo, ma in realtà rischiano di minare la nostra (già misera) autostima. I prodotti beauty sono un grande must dei regali di Natale, anzi fanno da àncora di salvezza quando non si riesce a escogitare nulla. Il dramma inizia quando questi prodotti servono a correggere un presunto inestetismo. Se questo poi risponde al nome di cellulite, il danno psicologico è irrimediabile. Già dobbiamo convivere con Lei tutto l'anno, almeno nei giorni di festa comandata vorremmo non pensarci.

All'inestetismo per eccellenza è stato dedicato un libro I love cellulite di Martina Semenzato e la sua lettura potrebbe aiutarci a capire come reagire nel modo giusto (cioè evitando il crollo psicologico) quando qualcuno ci regala un prodotto anti buccia d'arancia e affiliati. L'approccio che I love cellulite segue è: iniziare a studiare il nemico facendo una ricostruzione storica (quando abbiamo iniziato a considerare la cellulite come un problema?); cercando di capire in che modo affligge la società (è un fastidio sia per donne che per uomini?); quanto ci costa la battaglia (tra i prezzi dei vari trattamenti) e infine se esiste davvero un metodo per sconfiggerlo (spoiler: no).

I love cellulite ci racconta che alla figura perfetta e tonica che ci impongono i media, finalmente stiamo iniziando a contrapporre l'accettazione di noi stesse, con hashtag su Instagram come il famoso #loveyourlines e con una buona dose di ironia. La cellulite però è un demone ancora per troppe donne. I numeri parlano chiaro: facendo una stima approssimativa (sull'intero arco della nostra vita) con quel che spendiamo in creme, massaggi, filler, beper, radiofrequenza ecc. potremmo comprarci un appartamentino. Ne vale davvero la pena? E poi perché sentirci a disagio nel nostro corpo per qualche buco adiposo sulla pelle quando il 93% delle donne è "vittima" dello stesso inestetismo? Se la risposta a questo punto è "Per piacere agli uomini», nulla di più sbagliato. Quando chiedo ai miei amici cosa ne pensano della cellulite le risposte sono: "Sicuramente non è la prima cosa che guardo", "Non credo nemmeno che mi interessi", "Certo a qualcuno può dare fastidio, ma per me può essere quasi artistica".

Allora ecco la vera soluzione: fregarsene. O meglio, come dice I love cellulite "Il consiglio migliore alla fine sarà sempre la leggerezza. Leggerezza non di culo, non di cosce, ma di animo e spirito". Perché se Kim Kardashan ammette senza battere ciglio di avere la cellulite, possiamo farlo anche noi, passandoci sopra in maniera più che giusta ed elegante. E quando vostra suocera vi regalerà un set di tisane drenanti per gli accumuli di adipe sulle cosce, non dovrete prenderlo come un affronto personale, ma semplicemente rispondere "Grazie" e tornare ad abbuffarvi di panettone.

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