Il segreto del miglior lifting viso senza bisturi è una combo inaspettata

Come contrastare lassità, rughe sottili e macchie con il migliore trattamento anti age non invasivo dell’anno.

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Photo by Plush Design Studio on Unsplash

Perché sottoporsi a un lifting chirurgico se si posso ottenere risultati molto buoni senza ricorrere a un intervento invasivo? Per avere un viso dalla pelle più tonica accanto a una dieta sana ed equilibrata, all'utilizzo di creme filler e, in generale, a uno stile di vita corretto si potrebbe optare per un trattamento lifting senza bisturi. Tra le ultime proposte a disposizione abbiamo Venus Tribella di Venus Concept, azienda canadese leader nel settore della chirurgia estetica non invasiva. Per conoscere questo nuovo trattamento di Total Face Restoration che prevede l’utilizzo della luce pulsata, della radiofrequenza e della radiofrequenza nano frazionata e che ha recentemente vinto il premio internazionale al MyFaceMyBody 2018 come migliore trattamento anti age dell’anno abbiamo incontrato il dottor Filippo Brighetti, chirurgo plastico e medico estetico.

Come funziona Venus Tribella e cos’ha di diverso dalle altri apparecchiature anti age disponibili sul mercato?
Oggi, in più branche della medicina si è messo in evidenza come le terapie composte siano più efficaci rispetto alle singole. Venus Concept sposa questo principio formulando la terapia Tribella, ovvero l’utilizzo di tre dispositivi nella stessa sessione, per potere fare fronte contemporaneamente a più inestetismi cutanei. Vengono, infatti, utilizzate sia la luce pulsata di ultima generazione, o IPL, sia le radiofrequenze multipolari (MP2) e frazionate. In quest’approccio si possono, quindi, contrastare le macchie, il foto invecchiamento, la lassità cutanea e le rughe sottili e profonde.

Per quali tipi di pelle è stato pensato?
Possono essere trattati tutti i pazienti eccetto i fototipi molto elevati, cioè le pelli estremamente abbronzate o nere. La luce pulsata, infatti, “lavora” colpendo principalmente il colore nero, quindi, la melanina. Quindi, qualora il paziente presenti macchie cutanee, questa procedura è perfettamente indicata. Se, invece, la cute è estremamente scura, il raggio la colpirebbe in maniera indiscriminata producendo un arrossamento inefficace o addirittura una piccola ustione. In ambito medico-estetico vi è una regola non scritta: il fatto che un macchinario non arrossi, non dolga e in generale non abbia alcuna controindicazione significa che è un macchinario totalmente inefficace!

Quanto dura la seduta e come risulta la pelle alla fine del trattamento?
La seduta dura circa un’ora e mezzo. Al termine del trattamento la cute è lievemente arrossata e vi può essere un blando gonfiore, ma scarsamente visibile.

Quante sedute sono necessarie per ottenere buoni risultati in termini di ringiovanimento?
Il ciclo normale prevede da una a tre sedute con un intervallo di circa un mese tra una e altra. Normalmente viene chiesto al paziente di proteggere la cute dai raggi solari i primi 10/15 giorni dopo il trattamento, attraverso la crema a schermo solare.

Dopo la prima fase del trattamento a luce pulsata si passa alla tecnologia MP2. In cosa consiste?
La Radiofrequenza MultiPolare e Campi ElettroMagnetici Pulsati è un’onda elettromagnetica il cui compito è scaldare i tessuti sino al punto in cui si induce e si sollecita la formazione di collagene. In breve si tratta di una sorta di “offesa” controllata e di seguito si sfrutta a nostro vantaggio un principio patologico. Questo meccanismo in generale viene descritto tramite il binomio: danno-riparazione. Nel nostro caso utilizziamo una radiofrequenza multipolare, avanzata e potente, ma sicura e confortevole per il paziente. Inoltre il campo magnetico pulsato coadiuva l’attività della RF inducendo la formazione di nuovi fibroblasti e nuovo tessuto vascolare di superficie.

L’ultimo step dedicato al resurfacing cutaneo crea migliaia di microlesioni. Si può praticare anche sulle pelli sensibili?
Si tratta dell’ultima frontiera della radiofrequenza frazionata in medicina estetica. Gli elettrodi attraverso i quali viene emessa questa forma di energia sono estremamente piccoli e vengono chiamati PINs. Questo fa sì che la radiofrequenza venga concentrata in un’area estremamente piccola e possa avere un effetto di “ablazione”. Il tessuto, cioè, viene vaporizzato in punti piccolissimi e si formano nuove cellule, proprio come accade con il laser, oltre all’ulteriore pulsione alla creazione di collagene. In definitiva, il risultato finale è una pelle più liscia, più elastica e forte, con un colore più omogeneo.

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