Sindrome di Down & moda o come la bellezza radicale può scardinare i tabù estetici

Daniel Vais: "È arrivato il momento di guardare alla bellezza da un punto di vista individuale".

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Getty Images

La bellezza (finalmente!) sta diventando sempre più "inclusiva", un brutto termine per esprimere un concetto molto, molto, bello, bellissimo. Negli ultimi anni si devono sfilare modelle con protesi alle gambe come Lauren Wasser, modelle con vitiligine come Winnie Harlow, modelle curvy come Lovisa Lager, modelle con la sindrome di Asperger come Nina Marker, modelle che hanno negli occhi il mal d’Africa come Aweng Chuol e modelle con la sindrome di Down.

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Era il 2015 quando Madeline Stuart sfilò a New York e squarciò il velo del tabù della Trisomia 21 in passerella. In quattro anni Maddy è apparsa in oltre 60 show a livello internazionale. Lo scorso settembre, la modella e ginnasta pluripremiata affetta da sindrome di Down Chelsea Werner ha partecipato alla campagna #AerieReal di American Eagle. Un mese dopo, è apparsa sulla copertina di Teen Vogue. Poche settimane fa Kate Grant è stata nominata volto di Benefit Cosmetics.

Come si legge su bustle.com sono quasi 6mila i bambini che nascono con la sindrome di Down ogni anno negli Stati Uniti, individui che finora difficilmente sarebbero stati rappresentati nel mondo della moda. Usiamo la parola "finora" perché un progetto molto bello e molto smart, The Radical Beauty Project, sta cercando di cambiare il destino segnato delle persone colpite da Trisomia 21 creando una piattaforma ad hoc. Lanciato nel 2016 con Culture Device Dance Project, una serie di scatti di ballerini professionisti con sindrome di Down, Radical Beauty Project ha come obiettivo quello di sradicare i canoni di bellezza tradizionale per mettere sotto i riflettori la bellezza delle persone con sindrome di Down.

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Daniel Vais, il fondatore del progetto, racconta a bustle.com che mentre stava lavorando come coreografo al Culture Device Dance Project aprì un apposito account Instagram. Ora il suo scopo è pubblicare un libro. "Non si tratta solo del libro in sé, ma della bellissima comunità che stiamo costruendo da tutto il mondo". L'attrice Sarah Gordy Chi, la prima donna con sindrome di Down, diventata membro dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico nel 2018, è stata scelta come modella del Radical Beauty Project dopo avere ballato per anni al Culture Device. "Sono felice quando sono con persone creative. Mi è piaciuto molto il modo in cui i fotografi mi guardavano, cercando in me qualcosa da immortalare", spiega Gordy a bustle.com.

Come si legge su radicalbeautyproject.com sono più di 60 i fotografi che hanno preso parte al progetto e Gordy è una delle persone con sindrome di Down che hanno posato per la campagna. "Chiedo molto ai miei modelli in termini di pazienza e sopportazione, ma è il momento di portare le persone con diversi tipi di disabilità nel mondo della moda!", afferma la fotografa olandese di arti visive Marinka Masséus che sta lavorando sul tema della bellezza radicale anche attraverso la bellissima serie di immagini Chosen [not] to be.

Altri fotografi come Elizaveta Porodina, Eva al Desnudo e Samuli Karala, che hanno lavorato per brand quali Louis Vuitton, Bloomingdale e Chanel, stanno collaborando a The Radical Beauty Project. Un progetto meraviglioso, coraggioso, innovativo, "che sta creando il futuro della moda allontanandosi dai classici standard di bellezza che ci propina l'industria della moda. È arrivato il momento di guardare alla bellezza da un punto di vista individuale", conclude Vais.

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