Come scegliere cosmetici davvero BIO e cambiare la beauty routine

"Un'emulsione classica contiene acqua e oli inerti, una bio mixa acque floreali con oli vegetali attivi".

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Unspleash (Kien Do)

I cosmetici bio sono più efficaci, sensoriali e sicuri dei loro "fratelli" meno naturali? I produttori di skincare e make up bio sono unanimi: un trattamento a base di ingredienti naturali è assimilato meglio dalla pelle. "La base di una classica emulsione è composta da acqua e oli inerti che non apportano nulla alla pelle. In quelli bio si mixano le acque floreali con gli oli vegetali, che sono attivi e vengono assorbiti dalla pelle", spiega Claire Gagliolo, fondatrice dell'app Clean Beauty e del brand Officinea.

Héléna Marino, ideatrice di bazaar-bio.com sito dedicato alla cosmesi naturale, va oltre: "La pelle interagisce con gli ingredienti naturali, prende da loro ciò di cui ha bisogno. Le formule sintetiche, male assimilate, possono aumentare la sensibilità, portare all'infiammazione e, quindi, all'invecchiamento prematuro".

Per quanto riguarda gli attivi, i fornitori di materie prime naturali ormai offrono ingredienti che competono con le molecole di riferimento per le industrie cosmetiche. "Possiamo portare come esempi ottimi acidi ialuronici a basso peso e ad alto peso molecolare, l'acido lattico ricavato dalla fermentazione e da molti attivi vegetali ottenuti grazie a solventi oleosi", aggiunge Daniel Joutard, fondatore di Aïny, un laboratorio che crea formule per numerosi brand green.

Tuttavia, i sostenitori della bellezza naturale affermano che per avere il bollino di Cosmos Organic, un ente che certifica la conformità al principale standard internazionale per i prodotti cosmetici, bisogna rispettare degli standard troppo limitati per garantire buoni risultati. "Non tutti gli alfaidrossiacidi (AHA) sono bio, la vitamina C naturale è più difficile da formulare rispetto all'acido ascorbico di riferimento e nessun ingrediente può sostituisce il retinolo nelle creme antirughe. L'acido ialuronico, infine, non può essere incapsulato senza ricorrere ai "vecchi" standard di riferimento", dice Colette Haydon, fondatrice del brand bio Lixirskin.

A sostenere la stessa tesi Mathilde Thomas, fondatrice di Caudalie: "Farò certificare bio due prodotti nel 2020, ma la maggior parte delle mie formule non potranno esserlo perché uso estratti di vite che hanno bisogno di stabilizzanti vietati, ma anche di peptidi "diversi" per occhiaie, compattezza e rughe. Ma sono tutti ingredienti sicuri e ben tollerati".

I cosmetici bio sono efficaci? Diciamo che sono efficaci, ma danno risultati in tempi meno rapidi. "I trattamenti agiscono in profondità e lavorano sull'equilibrio globale della pelle in modo definitivo invece di risolvere un problema in superficie", afferma Héléna Marino.

Se alcuni li temono (ancora!) è a causa degli oli essenziali, molto efficaci, ma anche molto potenti. Gli standard europei consigliano di limitare la loro percentuale al 5%, una presenza troppo alta per le pelli sensibili. "La maggior parte degli oli essenziali contiene allergeni e alcuni sono particolarmente irritanti o sensibilizzanti. Alcune aziende hanno talmente paura di usarle che utilizzano dosi omeopatiche, quantità così basse che non hanno alcuna efficacia", prosegue Jean-Claude Le Joliff, cosmetologo indipendente.

È consigliabile utilizzarli gradualmente, evitando la sovrapposizione di prodotti e, quindi, l'accumulo. Ma non tutti i cosmetici bio contengono oli essenziali. Sebbene spesso costituiscano almeno una parte dei profumi, come nei cosmetici convenzionali, oggi vengono utilizzati da circa la metà dei brand bio. Oggi esistono anche aziende che producono prodotti ipoallergenici, come Eau Thermale Jonzac (di Léa Nature) od Officinea.

Un altro argomento controverso sono i conservanti. Additati per la loro potenziale azione di perturbatori endocrini (parabeni) o irritanti (fenossietanolo), le versioni convenzionali lasciano il posto agli acidi organici. "La formulazione deve essere accurata perché molti individui sono sensibili a queste sostanze. Quando vengono sovradosate, la pelle diventa subito rossa", spiega Mathilde Thomas.

Niente di grave, ma attenzione alle irritazioni ripetute. Da lì a dire che i cosmetici bio sono mal tollerati c'è un passo... da non compiere. I cosmetici tradizionali non sono da meno, a causa di conservanti offensivi, ma anche di ingredienti sospettati di essere perturbatori endocrini. Per non parlare dei profumi e dei coloranti sintetici, importanti fonti di allergie.

Le texture bio possono essere sensoriali come quelle industriali? Quasi. "Difficile eguagliare la consistenza dei trattamenti asiatici che contengono, però, oli di silicone in quantità", avverte Jean-Claude Le Joliff. Ma i nuovi emulsionanti naturali garantiscono ai trattamenti delle texture altrettanto piacevoli - dal gel all'olio passando per il latte - e morbidi al tatto grazie agli estratti della noce di cocco che fungono da siliconi naturali.

E mentre il settore si espande, il miglioramento è rapido e costante. Anche le profumazioni dei prodotti si stanno perfezionando. Grazie alla distillazione frazionata si scelgono le molecole odorose degli oli essenziali eliminando però gli allergeni. Altri estratti vegetali arricchiscono la tavolozza olfattiva delle profumazioni ipoallergeniche. Solo alcune non sono ancora state replicate, come le note acquatiche, impossibili da riprodurre in modo non chimico.

Mathilde Thomas assicura: "Ho cercato di rendere naturali tutti i profumi dei miei prodotti, ma alcuni non corrispondevano all'idea che mi ero fatta di una buona sensorialità. Oggi, ho 20 prodotti profumati in modo naturale contro 50 più tradizionali. "

Una tavolozza limitata per il make up bio: "Ci sono pochissimi coloranti di origine naturale. Sono perlopiù molto potenti ed è difficile stabilizzarli", riassume Jean-Claude Le Joliff. Ci sono tutti i marroni, ma non il rosso. Vietata dal sistema di riferimento Cosmos, la cocciniglia, insetto utilizzato come alternativa ai coloranti sintetici, lascia il posto agli estratti di barbabietola molto trasparenti. Per gli occhi si usano pigmenti minerali che, però, hanno una gamma che spazia solo su tonalità tenui.

Una mancanza di scorrevolezza: "È difficile da realizzare con gli oli convenzionali. In un fondotinta o ne mettiamo troppo e la pelle è appesantita o non ne mettiamo abbastanza e non siamo soddisfatti per la poca coprenza. Stesso problema per il mascara: troppo grasso cola, troppo poco grasso non aderisce bene", conclude l'esperto. Tutto questo però potrebbe cambiare presto grazie a dei siliconi volatili estratti dall'olio d'oliva o dalla canna da zucchero.

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