Dalla pelle bronzea a quella di alabastro, come è nato il mito dell'abbronzatura

Una storia di amore e odio che ci ha portato dalla tannoressia al periodo dell'alta protezione o dell'astinenza.

Sunbathing In Capri
Slim AaronsGetty Images

Coco Chanel l'ha lanciata, Brigitte Bardot l'ha erotizzata, Stephanie di Monaco l'ha idolatrata. Oggi la prendiamo con le giuste precauzioni. Ripasso sulla tintarella e sui tipi di abbronzatura, una storia di amore e odio che ci ha portato dal corpo color caramello all'era dell'alta protezione solare.

Anni Venti. Mademoiselle Chanel decide di lasciarsi "dorare" a Deauville. Scandalo! All'epoca si erano appena scoperti i benefici dell'elioterapia o cura della luce per trattare i pazienti affetti da tubercolosi. La spiaggia era riservata ai bagni di mare, possibilmente con i capelli in piega. Se avere la carnagione immacolata era segno di distinzione, l'abbronzatura selvaggia del pescatore di sardine era considerata volgare.

Ma a Coco non importa: le piace stare all'aperto (anche) in costume da bagno. Lunga vita ai capelli corti e alla libertà... di scottarsi. Perché a disposizione c'è solo l'eau de Chaldée di Jean Patou, un raffinato olio profumato senza filtri solari. Fu solo nel 1935 che Eugène Schueller, fondatore del futuro gruppo L'Oréal, lanciò la linea Ambre Solaire, che protegge la pelle dalle scottature solari.

1956: il corpo bronzeo detronizza il corpo color alabastro. Nascono le ferie pagate che spazzano via i valori della decenza con la stessa velocità con cui ci si spoglia in spiaggia. Il celebre film E Dio creò la donna di Roger Vadim insabbia per un po' il costume intero. Brigitte Bardot in un bikini vichy abbronzata entra nella storia del cinema (e del beachwear) rivelando il suo ombelico. Le donne francesi emulano l'icona sexy della Nouvelle Vague e, poco dopo, nel 1962 una meravigliosa Ursula Andress, in una scena di Agente 007 - Licenza di uccidere, esce dall'acqua in uno stupendo bikini bianco.

Segno dei tempi, esce una Barbie in bikini e abbronzata. Spazio all'immaginazione negli anni della "liberazione", ancora sotto il controllo della censura. Romy Schneider e Alain Delon trasudano erotismo in La piscina (1969). Un'ondata di voglia di libertà travolge l'Europa. Il Flower Power dalla California dei Beach Boys arriva anche da noi. Con la pillola contraccettiva si diffondono l'amore libero e la libertà dei sensi. Gusto, olfatto e tatto non sono più considerati volgari. L'abbronzatura è energica, tonica, indispensabile. Ci si cosparge di olio d'oliva e ci si munisce di cartoni riflettenti... ogni acceleratore di abbronzatura è lecito. Autoabbronzanti inclusi. "Non siate pallidi!" esorta una pubblicità di Coppertone.

Il corpo color bronzo ha detronizzato la carnagione di alabastro. Perché questa mania? "Stare sdraiati al sole è un piacere regressivo e può essere paragonato ad abbandonarsi in un bagno caldo", afferma David Demann, fondatore dell'analisi emo-comportamentale. "Il sole ci consente di sintetizzare la vitamina D", afferma Luc Sulimovic, presidente del Syndicat des dermatologues et vénéréologues de France. Aumenta il nostro metabolismo. Il sole può causare dipendenza come il tabacco.

Anni Ottanta: monokini, topless e tanga. 1981: "Il 2 settembre tolgo il pezzo di sopra" (la settimana prossima, il pezzo di sotto). La campagna pubblicitaria di Avenir che mostra una ragazza che si spoglia in più tempi riscuote un enorme successo. "Grazie all'abbronzatura si creano tatuaggi naturali ed effimeri", analizza il filosofo del corpo Bernard Andrieu. Abbronzarsi (solo) nella figura geometrica della pelle disegnata dal costume da bagno diventa antiestetico.

Abbasso i segni! E per eliminarli prima di andare in spiaggia o quando la spiaggia non c'è le cabine solari vengono prese d'assalto. Avere la pelle abbronzata tutto l'anno significa mostrare agli altri che si ha successo. Dietro questa nuova "pelle sociale" si stanno creando nuovi codici che cambiano rapidamente. Stiamo entrando nell'edonismo, la punta di diamante dell'élite. In inverno "andiamo al caldo". I magazine di gossip sono pieni di foto rubate di celeb in topless a Natale dall'altra parte del mondo.

In meno di dieci anni, il bikini diventa topless poi tanga che viene arrotolato per non sembrare un semplice sleep. Cosa nasconde questo pezzo di tessuto che sparisce tra i glutei? La donna si depila. Mare, sesso e sole. Essere giovani, magri e sexy sono i nuovi canoni di bellezza. Il perizoma brasiliano è l'apoteosi e l'apice di questo movimento di liberazione dei corpi. In questa corsa all'emancipazione, il corpo diventa uno strumento per misurare la propria autostima. "L'abbronzatura diventa una forma di narcisismo", afferma Bernard Andrieu. L'erotismo diventa obsoleto di fronte alle rappresentazioni del corpo abbronzato e libero da qualsiasi ostacolo, anche morale.

1990: il sole diventa pericoloso. L'adorazione del sole ha avuto il merito di fare nascere alcuni tabù. "Le cabine solari sono la tomba della pelle", afferma il dottor Sulimovic, "sono vietate in Brasile e in Australia. La Francia arriverà in ritardo". Uno studio mostra che il numero di melanomi è triplicato tra il 1980 e il 2005, raggiungendo 11.176 nuovi casi in Francia nel 2012. L'eccessiva esposizione al sole artificiale e l'esposizione al sole naturale senza un'adeguata protezione portano a un'impennata di casi di cancro alla pelle. Il sole, da amico per la pelle diventa un potenziale assassino. Le industrie farmaceutiche e cosmetiche comprendono e anticipano il rischio inserendo in etichetta i termini "schermo totale", "SPF" e "waterproof". Le creme solari diventano concentrati tecnologici. Martellati dalle campagne di sensibilizzazione finiamo per convincerci dell'importanza della protezione solare.

2010-2019: i paladini dell'ecologia. Siamo al centro di una consapevolezza globale. Dopo avere capito i nostri errori, siamo invitati a indossare (anche) indumenti anti-UV e a rispettare gli orari. "Friggere" al sole non fa bene a noi e nemmeno al pianeta. Ci viene presentato il conto. Ed è salato. Venti tonnellate di creme solari vengono versate ogni anno nei nostri oceani andando a rovinare le barriere coralline. La carnagione diafana delle nostre nonne torna di moda. Evitiamo il sole oppure usiamo creme solari ecosostenibili. Sulle passerelle, negli ultimi anni, la lingerie e i costumi da bagno sembrano quelli degli anni Cinquanta: sono tornati body, corsetti e sleep a vita alta. La bianchezza ragionata riuscirà a detronizzare la tintarella selvaggia?

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