La violenza sulle donne in una mostra a raggi X in ospedale

L'invisibilità della violenza sulle donne non è un super potere ed è combattuta in ospedale con fotografie, raggi x e progetti di empowerment femminile

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L’invisibilità non è un super potere © Marzia Bianchi

L'invisibilità non è un super potere. Lo sanno bene i supereroi generati dalle nostre frustrazioni e i fantasmi delle nostre paure. Lo imparano presto le vittime di violenza di genere che finiscono al pronto soccorso e si rivolgono allo portello antiviolenza, quando non riescono più a tollerare quel silenzio che manda in frantumi la loro esistenza, con la stessa potenza di un bacio o di un pugno. Un silenzio complice di paure, vergogne, sensi di colpa e storie di ordinaria violenza. Familiare, domestica e inconfessabile. Strappata all’invisibilità dalla fotografia e dall’installazione artistica di Marzia Bianchi e dalle radiografie anonime di corpi violati. Nasi rotti, braccia infrante, costole schiacciate, gambe frantumate e tutto quello si spezza nel profondo e non riescono a visualizzare neanche i raggi x. Una tragedia silenziosa che strilla L'invisibilità non è un super potere! dall’atrio dell’Ospedale San Carlo di Milano (fino al prossimo 8 dicembre), con radiografie, visualizzazioni fotografiche, scultoree e frammenti aguzzi di storie d’invisibilità, nel tentativo d'infrangere il corso degli eventi, denunciati e combattuti da ogni edizione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donna.

Radiografia (anonima) di donna finita al pronto soccorso dichiarando di aver subito violenze
Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano
Installazione scultorea "ti vedo attraverso" con radiografia
© Marzia Bianchi, Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano

Una giornata simbolica che lavora sull’immaginario di 365 giorni all’anno, dal 25 novembre 1999 a oggi, partendo dalle storie reali di chi prova a liberarsi, per spezzare il circolo vizioso della violenza più sommersa, psicologica, efferata e difficile da 'estirpare', perché sostenuta da un sistema culturale, sociale ed economico, più radicato e resistente delle erbacce.

"La sera che sono finita in ospedale ne ho contate 43. 43 mattonelle. Quando non restavo zitta e rispondevo alle sue offese faceva così, mi prendeva per i capelli e mi sbatteva contro il muro della cucina. Allora io le contavo le mattonelle, per non concentrarmi sul dolore, altrimenti sarei morta. E più non urlavo e più me ne dava".

Marzia Bianchi - L’invisibilità non è un super potere!
© Marzia Bianchi, Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano
Radiografia (anonima) donna finita al pronto soccorso dichiarando di aver subito violenze
Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano

La narrazione fotografica articolata da Marzia Bianchi con testi e immagini, è esposta insieme all’installazione scultorea ti vedo attraverso che integra le radiografie anonime di donne finite al pronto soccorso per aver subito violenze. Entrambe le visualizzazioni nascono dalle storie denunciate allo sportello antiviolenza on line della Reama – la Rete per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto promossa dalla Fondazione Pangea Onlus, impegnata da anni in progetti di empowerment economico e sociale al fianco delle donne di tutto il mondo.

Il progetto espositivo trasforma singole storie personali in un racconto universale, facendo tesoro della sensibilità artistica sviluppata dalla fotografa Marzia Bianchi collaborando con Pangea – Reama, delle testimonianze raccolte da CASD Centro Ascolto Soccorso Donna dell’Ospedale San Carlo e dell’esperienza sul campo maturata dalla dr.ssa Maria Grazia Vantadori, chirurga referente per il Centro Ascolto e Soccorso Donna – CASD – del Pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo – ASST Santi Paolo Carlo di Milano.

Marzia Bianchi - L’invisibilità non è un super potere
© Marzia Bianchi, Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano

Esperienza importantissima per decodificare i silenzi e vere e proprie sindromi attraverso le lesioni dei corpi, perché come precisa la dott.a Vantadori "Spesso le donne che giungono in pronto soccorso, non sapendo ancora nominare ciò che loro è accaduto, non dichiarano di aver nell’immediatezza di aver subito violenza. Questo ha un nome: Sindrome di Procne. Però i corpi, le lesioni parlano per loro e raccontano di vertigini di orrore quotidiano. Chi accoglie deve saper decodificare i silenzi, attribuire la giusta dimensione alle lesioni incompatibili con quanto narrato".

Marzia Bianchi - L’invisibilità non è un super potere
© Marzia Bianchi, Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano
Radiografia (anonima) donna finita al pronto soccorso dichiarando di aver subito violenze
Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano
L’invisibilità non è un super potere, installazione espositiva atrio dell’Ospedale San Carlo di Milano
Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano

L'esposizione punta ad abbattere i baluardi dell’invisibilità che isola e indebolisce, con la consapevolezza che "Insieme si può". Una dichiarazione d’intenti anche per il convegno che ha accompagnato l’inaugurazione della mostra lo scorso 21 novembre, focalizzando l’attenzione sull’importanza del lavoro in rete, come strumento per denunciare e combattere l’invisibilità. Nel dubbio, va tutto bene, tranne stare zitti!

Marzia Bianchi - L’invisibilità non è un super potere
© Marzia Bianchi, Courtesy Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano

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