Perché il lockdown ha peggiorato la mia pelle?

Niente smog, niente make up, più tempo per la skincare, eppure... Tre dermatologi ci spiegano cosa può succedere alla pelle durante un isolamento forzato.

Nonostante una maggiore attenzione alla detersione e all'idratazione del viso durante questi due mesi di lockdown moltissime donne hanno riscontrato di avere la pelle grassa. "Perché se sono chiusa in casa da due mesi, applico maschere detox, sono meno esposta all'inquinamento ho i pori dilatati e l'epidermide della zona T è più impura del solito?". Nei servizi gratuiti di consulenza dermatologica online attivi in questo periodo di emergenza sono molto frequenti domande come questa. Abbiamo chiesto a tre dermatologi di spiegarci le cause più comuni che possono avere scatenato questo fenomeno.

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"In questo periodo di confinamento lo stress prende il sopravvento e la pelle ne è la prima vittima. La sua barriera protettiva si indebolisce, diventando più sensibile agli attacchi esterni. La maggior reattività causa una iper-produzione di fattori infiammatori e sebo. Il risultato: rossori, spesso accompagnati da fastidi e bruciore, o addirittura acne", spiega la dottoressa Nathalie Broussard, Direttrice della Comunicazione Scientifica di Shiseido. "Gli effetti della quarantena e dello stress sono molteplici e visibili sulla nostra pelle. Si parla di “quarantine acne” ovvero di brufoli da stress. Lo stress, in particolare, innalzando i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, nel sangue favorisce la comparsa di impurità e l’aumento di sebo. A peggiorare il tutto in alcuni soggetti c’è anche la tentazione continua a trovare conforto in cibi ad alto contenuto glicemico oppure in 'cibi spazzatura'. È importante, dunque, avere una corretta beauty routine e seguire una dieta salutare. Se la pelle è tendenzialmente grassa, è utile scegliere mousse o gel a pH leggermente acido contenete sostanze sebonormalizzanti e dermopurificanti come l’acido salicilico; se invece la cute è normale o sensibile, meglio optare per acque micellari o detergenti delicati a base di ingredienti lenitivi", afferma la dermatologa Mariuccia Bucci.

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"Va bene esfoliare la pelle una volta a settimana con dischetti a leggera azione esfoliante a base di alfa-idrossicacidi o gluconolattone, per poi procedere all'applicazione di siero e crema idratante. Indipendentemente dal tipo di pelle, è consigliabile utilizzare una crema idratante non comedogena meglio all'acido ialuronico. Sempre una volta ogni sette giorni, si possono applicare maschere all'argilla, bianca e verde, per assorbire le impurità. Spesso la pelle impura deriva da un eccesso di dolci, alcolici, latte e latticini, bibite zuccherate ed energetiche. Occorre correggere la propria dieta. È bene assumere alimenti freschi e di stagione, soprattutto a base di cibi skin-friendly come l’avocado ricco di acidi grassi poli e monoinsaturi utili per mantenere la pelle idratata e scongiurare il rischio di sfoghi e irritazioni; salmone, ricco di omega 3; mirtilli, concentrato di antiossidanti e vitamina A; curcuma, dalle proprietà antinfiammatorie; probiotici e prebiotici, presenti, per esempio, nei cibi fermentati come il kefir, essenziali per mantenere in equilibrio il microbiota cutaneo favorendo, così, una pelle luminosa e resistente alle aggressioni esterne", prosegue la dermatologa.

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“Come intervenire? Con prodotti specifici a base di acido salicilico, perossido di benzoile e retinolo. Il primo purifica i pori, il perossido di benzoile svolge una funzione antinfiammatoria e antibatterica, mentre il retinolo che può essere usato con una certa costanza stimola il turnover cellulare. Da seguire con cautela alcuni trend come le cosiddette sheet mask negli ultimi anni distribuite dalla Korea e da effettuare quotidianamente: chi soffre di acne dovrebbe evitare il ricorso a maschere giornaliere, ma ridurle a una volta a settimana o due volte al mese”, conclude il professor Noviello, Direttore Sanitario di Sergio Noviello Cosmetic Surgery & BAT Centre di Milano e fondatore della Sergio Noviello Academy.

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