Ma, alla fine, cosa significa che un cosmetico è green?

Creme vegane, shampoo bio, saponi ecologici, balsami sostenibili: come trovare i prodotti adatti a noi, tra le tante definizioni (e certificazioni) della cosmetica verde.

cosmetici bio
Jirapatch Iamkate / EyeEmGetty Images

Il mondo dei cosmetici green è ormai in piena espansione, anche per le richieste dei consumatori sempre più insistenti. Le persone infatti mostrano sensibilità sempre più spiccate riguardo la tutela dell'ambiente, quella degli animali e l'utilizzo di determinati ingredienti nei prodotti di bellezza. Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica, è molto seguita sui social per la sua conoscenza su questi temi e ha pubblicato da poco La scienza nascosta dei cosmetici, un libro che si addentra nella questione dei cosmetici naturali o biologici, oltre ad avere capitoli interessanti dedicati alle tinte, al talco, alle creme solari, alle colorazioni. «Il mondo cosiddetto della cosmetica "ecobio" è una galassia di cose molto diverse e la stessa definizione "ecobio" non vuole dire nulla di specifico», spiega, «per questo ho voluto dedicare un capitolo specifico alle principali certificazioni esistenti per i cosmetici naturali e biologici». Ogni certificazione utilizza un proprio regolamento, è rilasciata da enti privati e ha un costo per le aziende che vogliono ottenerla, continua Mautino: «Per un'azienda è un metodo per posizionare un prodotto in una certa fetta di mercato. Per un consumatore un determinato bollino può essere d'aiuto a identificare prodotti che sono più vicini alla sua sensibilità o stile di vita».

Le certificazioni relative alla naturalità degli ingredienti nei cosmetici «forniscono standard da rispettare che possono essere simili in linea generale, ma possono anche differenziarsi su alcuni punti. Per questo lo sforzo richiesto al consumatore rimane: dovrebbe leggersi i regolamenti per capire quali sono i più affini alla propria sensibilità. In genere sono scritti in modo divulgativo e sono facilmente scaricabili online. Il bollino è comunque uno strumento utile perché evita al consumatore di analizzare tutti gli ingredienti sulla confezione». Le leggi europee vietano determinati ingredienti considerati dannosi o pericolosi per la salute, mentre queste certificazioni aiutano a orientarsi se, per esempio, vogliamo cosmetici senza derivati del petrolio o senza ogm, perché non compatibili con i nostri desideri o stile di vita. Oppure, sono utili per i vegani, che vogliono assicurarsi la totale assenza di prodotti animali. A volte i valori di riferimento delle persone possono anche essere in contrasto, come spiega Mautino: «Prendiamo il colore carminio: può essere naturale, ovvero derivato dalla cocciniglia, un insetto che viene polverizzato. Oppure di sintesi, cioè creato in laboratorio. A seconda di quello che io ritengo importante potrei orientarmi in maniera diversa sull'utilizzo di questo ingrediente».

È stato fatto un tentativo di uniformare il mondo dei cosmetici green con lo standard Iso 16128. Continua Beatrice Mautino: «Stabilisce delle linee guida per calcolare un indice di naturalità o biologicità riconosciuto da tutti. Non c'è una black list di ingredienti vietati come accade nelle certificazioni, ma vengono presi in considerazione tutti gli ingredienti legalmente ammessi dalle normative, a cui viene dato un valore, che tramite un calcolo finale va a indicare un indice di naturalità del prodotto». È uno standard ancora poco utilizzato, quindi qui a seguire un piccolo riassunto delle principali certificazioni relative ai cosmetici naturali, biologici e vegani che si possono trovare nei prodotti sugli scaffali: Natrue, Cosmos, Ecobio e Cosmesi Naturale, VeganOk.

"La scienza nascosta dei cosmetici" di Beatrice Mautino (Chiarelettere).
Courtesy photo

NATRUE è un'associazione internazionale con sede a Bruxelles che dal 2007 è impegnata a promuovere i cosmetici naturali e biologici. Per ottenere la certificazione Natrue in un cosmetico «è consentito l'uso soltanto di materie prime naturali, di derivazione naturale e di alcune equivalenti a quelle naturali (natural-identiche)». Nel lungo regolamento, che si può consultare anche in italiano, sono spiegati molti requisiti: gli ingredienti devono provenire da fonti biologiche controllate e/o da raccolte spontanee controllate certificate. È vietato l’uso di organismi geneticamente modificati (con una piccola deroga su alcuni enzimi) e i tensioattivi utilizzati devono essere completamente biodegradabili. Sono consentiti solo determinati processi di lavorazione fisici e chimici e un chiarimento specifico è dato sull'acqua: «È in tutti casi considerata soltanto come sostanza naturale se è derivata direttamente da una fonte vegetale (succhi vegetali ottenuti direttamente)». Un'attenzione speciale è riservata anche alle confezioni, che devono essere ridotte al minimo e solo in materiali riciclabili. I prodotti con bollino Natrue possono essere certificati come "cosmetici naturali", oppure come "cosmetici naturali con parti biologiche" (almeno il 70% delle sostanze naturali o sostanze naturali derivate sono bio) o come "cosmetici biologici" (almeno il 95% delle sostanze naturali o sostanze naturali derivate sono bio). Si può consultare facilmente il catalogo online dei prodotti certificati divisi per marchi e per Paesi.

COSMOS è promosso da un'associazione internazionale con sede in Belgio ma è gestito localmente da una decina di enti diversi per Paese. In Italia, il bollino è rilasciato dall’Istituto per la certificazione etica e ambientale (Icea). C'è un comodo database online mondiale per trovare i prodotti certificati e si possono scaricare i dettagli sui requisiti richiesti. Le certificazioni sono due, in realtà: Cosmos Organic e Cosmos Natural. «Per ottenere il marchio di certificazione Cosmos Organic almeno il 20% del totale degli ingredienti deve essere biologico. Fanno eccezione i prodotti da risciacquo e i prodotti che contengono almeno l’80% di ingredienti di origine minerale (in questo caso il limite scende al 10%). Gli ingredienti di derivazione agricola fisicamente trasformati presenti in formula, devono invece essere bio almeno per il 95%». Quei prodotti che rispondono ai criteri di naturalità degli ingredienti ma a quelli sull’origine biologica possono comunque essere certificati come Cosmos Natural. Anche per questa certificazione sono specificati i processi di lavorazione e di manipolazione consentiti sugli ingredienti e un'attenzione specifica è riservata agli imballaggi. Per quanto riguarda gli ingredienti di origine animale: «Non possono essere utilizzate materie prime derivanti da parti di animali vivi o macellati. È ammesso invece l’impiego di latte, miele, cera e altri ingredienti di origine animale prodotti dagli animali stessi e non derivati dalla loro soppressione o sofferenza». Chi desidera essere certo di escludere qualsiasi ingrediente di origine animale deve quindi guardare alle certificazioni vegane.

ECO BIO COSMESI e COSMESI NATURALE sono due altre certificazioni rilasciate da Icea. Sono nate nel 2000, quando ancora non esistevano regole in questo ambito, infatti oggi sono piuttosto diffuse. I prodotti con bollino Eco Bio Cosmesi e Cosmesi Naturale garantiscono: «Formulazioni costituite da ingredienti di origine naturale, selezionati sulla base di criteri di sostenibilità ambientale e salubrità. Nel caso dei prodotti della Eco Bio Cosmesi, tensioattivi, principi funzionali ed estratti vegetali provenienti dall’agricoltura biologica e certificati. Test obbligatori sul prodotto finito per prevenire effetti indesiderati. Etichette e claim veritieri supportati da test o bibliografia scientifica attendibile. Un sistema di controllo e certificazione indipendente con accreditamenti internazionali». Icea fornisce quindi le liste degli ingredienti per loro vietati che si possono consultare online, tra questi molti tensioattivi, derivati animali, siliconi o derivati siliconici, alcuni emulsionanti e conservanti…. È utile sottolineare che Icea rilascia anche una certificazione vegana per chi invece desidera escludere tutti gli ingredienti di origine animale.

VEGAN OK è una certificazione italiana piuttosto diffusa non solo per i cosmetici, ma anche per il cibo, la ristorazione, gli alberghi, l’arredamento e l’abbigliamento. Lo staff è interamente composto da persone vegane e gestisce un vero e proprio network di siti di informazione, che include anche il Biodizionario, molto consultato da chi desidera capire meglio gli ingredienti segnati sull’Inci di un cosmetico (funziona come un motore di ricerca). VeganOk certifica singoli prodotti come vegani e non l'intera azienda, che quindi può produrre altre linee con derivati animali (è la stessa politica della certificazione rilasciata da The Vegan Society). Sottolineano però di essere «l'unico standard al mondo che estende il controllo anche al packaging del prodotto». Si assicurano quindi che anche l'imballaggio non contenga parti animali (sego bovino nelle plastiche, lanolina negli inchiostri, caseina nelle guarnizioni, collanti animali nei cartoni ecc.). Questa certificazione è utile per chi cerca cosmetici che non contengano alcun derivato animale, inclusi miele, cera d'api o derivati del latte, oltre ovviamente a collagene animale o bava di lumaca.

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