Sessualità e disabilità, fotografie di un dibattito necessario

Il desiderio non si ferma con la disabilità: come sconfiggere i pregiudizi anche con una campagna Instagram.

sesso e disabilità
Campagna Disabile DesiderAbile

"Non ho mai accettato la malattia né quello che essa porta con sé, quindi ho sempre lavorato per migliorare il mio fisico e le mie emozioni. Ho iniziato con il valorizzare il corpo: con il trucco creavo maschere perfette, con i vestiti camuffavo ciò che la malattia rendeva un’area difettosa e svelavo le zone più sensuali". A parlare è Giulia, una dei 121 utenti disabili e caregiver di MySecretCase intervistati grazie a Disabile DesiderAbile, la campagna che rovescia i tabù, in nome del diritto al piacere inclusivo e universale, con la quale il brand che ha cambiato l’immaginario sulla sessualità in Italia e primo shop online per il piacere delle donne e delle coppie, vuole raccontare desideri, testimonianze e storie di persone con disabilità e di coloro che se ne prendono cura. "Così scoprivo me stessa - prosegue la donna - conoscevo la nuova “me” e la ricostruivo. Mi piacevo un po' di più! Da lì, ricominciando a guardarmi intorno, notavo degli sguardi affascinati, curiosi e intrigati da me. Grazie a questi sono riuscita a tirare fuori maggiormente la mia interiorità, facendomi conoscere agli altri e così sono nate nuove amicizie, nuovi flirt e il vero amore! Anche se in un modo totalmente diverso, sono tornata a sentirmi come un tempo".

A prendere parte a questo progetto che invita a vivere la sessualità oltre i pregiudizi, oltre l’ossessione di corpi perfetti e performanti, ci sono decine e decine di utenti che con Giulia condividono la disabilità che però a seconda della propria specificità manifesta problematiche diverse. C'è chi a causa di una malattia all’apparato riproduttivo e ai conseguenti dolori causati da un rapporto sessuale ha paura del sesso, chi per via della sclerosi multipla ha poca sensibilità, ma grazie alla ginnastica intima è tornato a provare piacere. Un ragazzo che ha perso la gamba sinistra e ha avuto la fortuna di incontrare ragazze cui importava poco della sua protesi e una ragazza che fa molta fatica a entrare in intimità con i ragazzi "perché quello che prima di tutto si nota di me è la mia carrozzina. Tutti pensano, prima di ogni cosa, "ma come farà?", "Ah, ma perché puoi scopare?". Ed ecco che vengono precluse tante esperienze”.

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Ma quanto è ancora radicato in Italia il tabù "sessualità e disabilità"? Era davvero necessario un progetto che si occupa di questi temi? Sì, stando ai risultati del sondaggio diffuso a giugno e a luglio alle associazioni italiane che si occupano di disabilità e supporto ai caregiver familiari e agli utenti di MySecretCase. Da questo, infatti, è emerso che il 60% degli utenti afferma di vivere la sessualità all’interno della coppia, il 14,6% di non avere mai avuto alcun tipo di relazione e di non sentirsi a proprio agio con la sessualità, né in solitudine, né in coppia, l’8,5% di vivere solo l’autoerotismo e il 38% di vivere la sessualità in modo naturale, sia in coppia sia in solitudine. Altri dati: il 56% dei disabili vive la sessualità con il proprio compagno, il 31,7% la vive in solitudine, il 6,1% con una lavoratrice del sesso e quasi il 10% dei caregiver ricorre a questa figura per supportare il proprio familiare.

“La maggior parte delle persone disabili è vista come asessuata, quasi fosse scontato che la disabilità precluda la sfera sessuale", spiega un caregiver. "Disabilità e sesso sono tabù che si sommano: è giusto parlarne per smantellare tutto questo riserbo ipocrita. Un altro passo verso l'autonomia!”. Ci sono dei genitori che su richiesta del figlio che ha subìto danni neuro-psichici in seguito a un incidente motociclistico lo accompagnano da una escort una volta al mese. Di più non possono permettersi. Un altro caregiver esprime il desiderio che questo argomento possa essere affrontato e discusso già nelle scuole a partire dall’adolescenza. Un'educatrice che vuole specializzarsi su questa tematica afferma che "in Italia soprattutto, è ancora un tabù, sia da parte delle istituzioni sia nell'ambiente familiare. Le famiglie spesso non vogliono parlarne anche se magari il/la loro figlio/a si masturba regolarmente e a volte attuando comportamenti antisociali, oppure ti dicono di non svegliare il can che dorme. Pochissime sono disposte a concedere questa libertà al proprio figlio proprio perché hanno finora fatto molta fatica ad accettare il fatto che se ne dovranno prendere cura per tutta la vita, quindi non concepiscono questo bisogno "adulto". In tutto questo discorso chiaramente sto parlando di disabilità non solo fisiche ma anche cognitivo-comportamentali”.

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Cosa è emerso ancora dalla campagna Disabile DesiderAbile? Il 94% dei disabili, il 100% dei caregiver intervistati e il 98% degli utenti di MySecretCase ritiene necessario che il percorso terapeutico e di cura venga affiancato, da parte delle istituzioni, da un percorso con una psicologa o una sessuologa; quasi il 50% degli utenti ritiene che i sex toys abbiano avuto un ruolo importanti nella scoperta del proprio piacere personale e di coppia. Il 92,7% dei disabili, l’85,7% dei caregiver familiari e il 93% degli utenti di MySecretCase, risulta, inoltre, d’accordo con la legalizzazione, in Italia, della figura dell’assistente sessuale, un operatore che dopo un percorso di formazione psicologico, sessuologico e medico, è in grado di aiutare le persone a vivere un’esperienza erotica, sensuale o sessuale oltre che personale e affettiva.

“Il benessere sessuale è stato inserito dall’OMS tra i diritti primari dell’uomo ma sappiamo bene che, in alcune condizioni, rappresenta una dimensione “esclusiva” che spesso necessita di risposte istituzionali e che, ancora oggi, viene liquidata da alcuni media con una retorica del pietismo, ben lontana dalla realtà di persone DesiderAbili: abili, appunto, di desiderio”, dichiara Norma Rossetti, fondatrice di MySecretCase. Il progetto inoltre ha coinvolto Valentina Tomirotti, scrittrice, attivista e influencer, e Max Ulivieri, fondatore di Love Giver, e comprende una campagna visiva di autoritratti - postata sull'account Instagram di MySecretCase - di chi affetto da disabilità o malattie croniche ha deciso di metterci la faccia, interviste, testimonianze scritte e un ciclo di dibattiti e dirette Instagram. Dopo il primo incontro Parliamo di orgasmo andato in onda 31 luglio, in occasione della Giornata mondiale dell’orgasmo, in co-diretta con Valentina Tomirotti seguiranno, a partire da fine agosto, i seguenti incontri: Come seduco una donna con Max Ulivieri, Mi avevano detto che con la Chemio il desiderio sarebbe calato con Fraintesa, Sesso, intimità e trasformazioni con Ginevra di Spirito e Innamoramento e romanticismo con Iacopo Melio.

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