La pelle imperfetta ritratta da Maddalena Arcelloni è poesia

La Other Size Gallery di Milano ospita dodici immagini realizzate dalla fotografa, che durante il lockdown ha ritratto il corpo di uno sconosciuto trasformandolo in un luogo intimo.

maddalena arcelloni incredibly close
Maddalena Arcelloni

"La pelle nuda è l'unica cosa per cui valga la pena vivere", afferma lo scrittore americano Paul Auster. Per l'autore della Trilogia di New York infatti la pelle è come un libro, capace di svelare gli esseri umani più delle parole; più dei loro stessi racconti. Quasi fosse una mappa in grado di accompagnarci fino alla destinazione desiderata. La mappa scelta dalla fotografa Maddalena Arcelloni è quella del corpo maschile, tutt'altro che idealizzato. Imperfetto e precario.

Maddalena Arcelloni, Incredibly Close, 2020
Maddalena Arcelloni

L'artista milanese, che ama spaziare dall'arte alla moda attraversando generi sempre differenti, è protagonista di Incredibly Close, intensa mostra curata da Giusi Affronti e allestita in questi giorni alla Other Size Gallery di Milano. Dodici scatti in tutto, dove i nudi di Mapplethorpe, Herb Ritts o Von Gloeden sembrano lontani anni luce. Perché la pelle raccontata da Maddalena è tutt'altro che eroica. Mostra i segni del tempo, ed è soprattutto fragile.

Maddalena Arcelloni, Incredibly Close, 2020
Maddalena Arcelloni

La storia di queste immagini è curiosa. La serie è stata realizzata negli Stati Uniti durante il lockdown. Maddalena, che vive fra New York e Milano, si trovava nel Maine quando il Coronavirus ha imposto la chiusura forzata di negozi, cinema, teatri. Così, all'improvviso, si è vista costretta a condividere un appartamento con un uomo sconosciuto. Proprio lui diventerà il soggetto della mostra allestita negli spazi di via Maffei.

Maddalena Arcelloni, Incredibly Close, 2020
Maddalena Arcelloni

Maddalena, da sempre impegnata a indagare le infinite sfaccettature delle relazioni umane mixando scienza, fotografia e sensualità, ha usato la macchina come un microscopio, scrutando pieghe e cicatrici, e trasformando quei lineamenti per lei fino ad allora inediti in un luogo intimo. Il suo obbiettivo ha scandagliato ogni lembo di carne, tanto da riuscirne a scorgere pori, arrossamenti, cicatrici, macchie.

Maddalena Arcelloni, Incredibly Close, 2020
Maddalena Arcelloni

Bocca, lingua, palpebre, ombelico, natiche: più l'artista affondava la fotocamera dentro la carne di quell'uomo mai visto prima e più quel corpo diventava astrazione. Più si esploravano le sue imperfezioni e più veniva restituita un’estetica eterea, quasi spirituale.

Maddalena Arcelloni, Incredibly Close, 2020
Maddalena Arcelloni

Il messaggio dell'esposizione è in netta controtendenza con una certa estetica contemporanea, dove il difetto non può essere contemplato e l'imperfezione va cancellata a tutti i costi. Un vecchio proverbio africano dice “Le macchie sulla pelle del leopardo non fanno paura ai suoi piccoli", ecco noi dovremmo imparare a non aver paura delle nostre.

La mostra Incredibly Close prosegue fino al 20 novembre.

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