«Provare a rendere il sesso più ricco e più equo» l'educazione sessuale di Jüne Plã

Chiacchierata molto intima (e assai istruttiva) con Jüne Plã, autrice-illustratrice del libro Club Godo. Passiamo alla pratica?

un ritratto di june pla di christophe pouget
CHRISTOPHE POUGET

Va be’ diciamolo: di sesso ormai pensiamo di sapere tutto. In effetti ricapitolando, siamo nel 2020, siamo (o sembriamo) tutti/tutte liberi/e o liberati/e e l’argomento non è certo un tabù, anzi talvolta suscita uno sguardo di sufficienza e l’effetto “eterno ritorno dell’uguale” di vichiana memoria. E invece no, non si finisce mai di imparare.

Infatti a sparigliare le carte, ad allargare i nostri orizzonti e illustraci (è il caso di dirlo, visto che è un'illustratrice) le mille sfaccettature del piacere (al di là della penetrazione, sempre gradita ma un filo sopravvaluta, sostiene l’autrice) e a darci lezioni giocose di educazione sessuale e creatività ci ha pensato Jüne Plã, 37enne di Marsiglia, che ha sempre avuto una passione per il disegno ed è riuscita a farne un lavoro (disegna personaggi per videogame) e che a un certo punto, un po’ tediata dalla sua vita sessuale ha ben pensato di porsi delle domande, cominciare a esplorare. E condividere le sue scoperte su Instagram. Risultato: un account che in un anno e mezzo ha superato i 600mila follower (@JoussanceClub) e un libro Club Godo, una cartografia del piacere (L’ippocampo Edizioni, € 16,90) che illustra con dovizia di dettagli, anatomia, zone erogene, tecniche (innumerevoli) per godersela un po' di più. Una sorta di baedeker illustrato, un manuale cui ispirarsi (e da mettere in pratica) per «fare un po’ di chiarezza e provare a rendere il sesso più ricco e più equo, qualcosa di speciale e sempre diverso».

Bene Jüne riavvolgiamo il nastro. Cos’è successo? Un giorno hai pensato: bisogna parlare di sesso? Perché?
Dunque, io sono stata eterosessuale per molta parte della mia vita, e per quanto riguarda il sesso facevo appunto quello che facevano gli etero, senza metterlo in discussione. La mia era una sessualità molto "penetrocentrica", diciamo così. Non capivo perché, ma mi annoiavo parecchio. Praticamente non avevo orgasmi e tutto si esauriva quando il mio lui raggiungeva il piacere. Non era male ma avevo costantemente bisogno di guardarmi in giro per vedere se altrove l’erba era più verde. Poi a 20 anni ho incontrato un ragazzo che aveva problemi di erezione, e non era particolarmente dotato, ma è stato e resterà il miglior amante della mia vita. Non aveva bisogno del pene per darmi piacere, ci divertivamo in altri modi. Dopo di lui è stato complicato far capire ai miei partner che quello era esattamente ciò che volevo. 15 anni dopo ho incontrato un ragazzo un po’ più curioso degli altri, ha iniziato a farmi domande, mi ha chiesto dove fosse una zona precisa della vagina e siccome non era facile spiegarlo da illustratrice gli ho fatto un disegno. Ho pensato di aver trovato il modo di rendere la mia vita sessuale più ricca. E ho continuato a disegnare quello che non riuscivo a descrivere a parole.

Cosa c'è ancora da spiegare?
Un sacco di cose ! Intanto che la maggior parte delle persone nate con la vulva non raggiunge l'orgasmo con la penetrazione. Che quelli che vengono chiamati preliminari in realtà per noi sono il modo migliore di arrivare al piacere. Che odio la parola preliminari perché sottintende che la penetrazione è al centro della nostra sessualità (se sei etero). E infine bisogna spiegare e comprendere che siamo tutti/e dotati dello stesso organo sessuale che si è semplicemente evoluto in modo diverso.

Courtesy L'ippocampo Edizioni
Una pagina tratta dal libro Club Godo, di Jüne Plã.

Qual è oggi il punto, il problema con il sesso?
Credo che tutti abbiamo delle insicurezze, e che abbiamo bisogno di guide per sapere come toccare il/la nostro partner senza chiedere lumi ogni volta. E credo anche che se tutto si gioca sulla penetrazione, questo ci mette addosso parecchia pressione. Da una parte "i peni" soffrono di eiaculazione precoce, disturbi erettili etc. Dall’altro "le vulve" spesso soffrono di dispareunia (provano dolore durante il rapporto) e sono frustrate perché non raggiungono l'orgasmo. Insomma la penetrazione è fantastica, ma ha i suoi limiti.

Come scrivi, nel sesso c’è molto di più della semplice penetrazione. E allora com’è che si finisce sempre o quasi sempre, lì?
Be’ è qualcosa di molto piacevole, e di facile. Talmente facile che ci possiamo adagiare e farci prendere dalla pigrizia. Penso anche che il mondo del cinema, proprio come quello del porno abbia impresso immagini quasi indelebili su di noi. In tutti i film si vedono coppie che fanno sesso e raggiungono insieme l’orgasmo. Trovo questa cosa colpevolizzante, perché la maggior parte delle persone (di chi ha la vulva intendo) questa cosa magari non potrà mai sperimentarla e si sente quasi anormale perché non ci riesce.

Un mito da sfatare (a proposito di sesso)?
Per citarne uno, bisogna far capire a chi è nato con un clitoride che è normale che ci voglia tempo a raggiungere l’orgasmo. E soprattutto che non è colpa loro se non ci arrivano. Non ci dimentichiamo che in questo gioco bisogna essere in due e se il/la tuo/a partner non si è preso il tempo di interessarsi al tuo corpo allora non ti devi prendere tutta la responsabilità per questa piccola mancanza.

Cosa dovrebbero sapere tutti?
Che non si sono regole ! Che siamo tutti/e diversi e i nostri corpi non reagiscono allo stesso modo. Bisogna tenerne conto e imparare a comunicare senza vergogna.

Courtesy L'Ippocampo Edizioni
Qualche altro utile suggerimento (e una frase da stampare sulle T-shirt) tratta da Club Godo di Jüne Plã.

Cosa vuol dire, come scrivi a un certo punto, che «dobbiamo muovere il culo»? Che è un peccato dormire sugli allori e fare sempre la stessa cosa. Non c’è da stupirsi che tanti smettano di fare sesso. Immagina di mangiare lo stesso piatto tutti i giorni, una noia no?

Di cosa ci dobbiamo ancora liberare?
Del peso delle regole, delle imposizioni. Non sei obbligato a essere etero o a far ruotare tutto intorno alla penetrazione se non ti piace. Hai anche il diritto di non provare desiderio o di avere dei cali di libido. Non è che se lo facciamo spesso siamo per forza appagati. Bisogna piantarla di mettere così tanta pressione su qualcosa che non dovrebbe essere altro che piacere, divertimento e svago. Non c’è niente di obbligatorio.

Nella prefazione si legge che hai scritto questo libro perché avevi la triste sensazione che «i conti della mia vita sessuale non tornassero». Va meglio?
Ora non sono più eterosessuale, anche perché i miei partner maschili non si interessavano ai miei disegni. È spiacevole da un lato ma piacevole dall’altro perché ho scoperto una sessualità incredibile e ricca con una persona del mio stesso sesso. E per arrivarci non ha avuto bisogno di guardare i disegni.

Da dove iniziare per godercela di più?
Dall’autoesplorazione, prendiamoci il tempo di conoscere il nostro corpo, le zone erogene, quelle che ci danno piacere. E parliamone il più possibile.

E adesso che progetti hai?
Vorrei puntare più in alto e contribuire all'educazione sessuale nelle scuola medie e superiori.


Courtesy L'ippocampo Edizioni
Club Godo di Jüne Plã (L'ippocampo Edizioni), ovvero tutto quello che c'è da sapere sul sesso. Da consultare e tenere a portata di mano.

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