La nuova generazione Clarins raccontata da Virginie Courtin-Clarins

La trentacinquenne è a capo della strategia di responsabilità sociale nell’azienda di famiglia.

virginie courtin clarins, social responsibility strategy
Courtesy Clarins

Biodiversità, commercio equo, sostenibilità non sono certo parole nuove nel vocabolario di Clarins. L’azienda cosmetica, fondata nel 1954 da Jacques Courtin-Clarins, ha sempre creduto nel potere delle piante. Indipendente al 100% e a conduzione familiare, oggi è diretta dai figli Christian e Olivier. Una garanzia di continuità di valori e di una visione a lungo termine. Virginie, figlia di Christian, ha assunto da poco il ruolo di guida nel settore Social Responsibility Strategy. Giovane, impegnata, disponibile e simpatica, quando parla spesso esclama «oh là là».

Come si sente nel suo nuovo ruolo?
Ne sono molto orgogliosa, Clarins si è sempre impegnata nella responsabilità sociale. In passato i consumatori erano più interessati all’efficacia cosmetica rispetto alle questioni ecologiche. Oggi però è diverso. Le persone vogliono conoscere gli ingredienti e la loro filiera, si interessano dei packaging. È un dovere della mia generazione
accelerare questo processo.

Quando è nata l’idea del Domaine Clarins?
È una lunga storia di famiglia, iniziata con mio nonno. Sulle Alpi francesi, a 1.400 metri di altitudine, le piante godono di aria fresca e pura e resistono alle intemperie. Utilizziamo antiche pratiche di coltivazione, non usiamo macchinari ma ariamo il terreno con i cavalli. Mi piace pensare che sia un laboratorio a cielo aperto con tante specie di piante da studiare e da proteggere.

Il terreno del Domaine Clarins, nelle Alpi Francesi, è arato con l’aiuto dei cavalli
Courtesy Clarins

Avete un etnobotanico che vi consiglia?
Sì, Jean-Pierre Nicolas. È con noi da molti anni. In qualunque giardino si trovi conosce la storia di ogni pianta. Una volta mi ha detto di aver trovato nella Francia del Sud un arbusto di origini romane utilizzato in passato per guarire le ferite. I suoi racconti hanno anche una valenza storica!

Il Domaine Clarins nelle Alpi francesi
Courtesy Clarins

Che cosa possiamo fare quotidianamente per prenderci cura del pianeta?
Oh là là... Tante piccole cose. Dobbiamo guardare dentro casa nostra e imparare a riciclare quello che è possibile. La raccolta differenziata è molto importante e, se è abituale farla in cucina, dobbiamo imparare anche con i cosmetici che teniamo in bagno. Per aiutare i consumatori abbiamo l’obiettivo di rendere ogni boutique Clarins un punto di riciclo che raccoglie i flaconi vuoti.

Il Domaine Clarins nelle Alpi francesi
OlivierLoser #olivloz

Quali sono i valori che trasmetterà ai suoi figli?
Ho due gemelli di tre anni e un bimbo di ventiquattro mesi. L’ascolto era essenziale per mio nonno. Ascoltava tutti per ore e ogni donna che incontrava si sentiva la più importante del mondo perché lui ne capiva i bisogni. Quando ti metti nei panni di un’altra persona riesci a prendere decisioni diverse. Altri valori fondamentali sono il rispetto e l’empatia. Mio nonno diceva sempre di non volere che soltanto le persone ricche si potessero permettere i prodotti migliori.

Quali sono i ricordi più belli legati a suo nonno?
Mi manca molto. Mi mancano la sua saggezza, i suoi consigli. Ascoltava tutto senza conoscere la parola social network. Sarei molto curiosa di sapere che cosa penserebbe oggi del nostro mondo, mi piacerebbe conoscere il suo sguardo. Ricordo quando mi ha regalato la mia prima macchina, una Mini. Un giorno sono andata a prenderlo per fare un piccolo tour di Parigi. Ho impostato sul navigatore l’indirizzo del ristorante dove eravamo diretti. Lui era stupito: «Come fanno a sapere dove siamo?». Mi sono divertita tantissimo! Sono sicura che oggi sarebbe felice di tutto il nostro impegno verso il pianeta.

Le vostre prossime sfide?
Lo scorso anno abbiamo raggiunto la neutralità carbonica e abbiamo l’obiettivo di conseguire la certificazione B Corp entro il 2023. Dobbiamo dimostrare il nostro impatto positivo verso i dipendenti, le comunità in cui operano, i fornitori, l’ambiente. Inoltre, credo che ogni prodotto debba avere una seconda vita. Abbiamo appena lanciato in due nostre boutique in Francia un refill system. Riempiamo a un costo inferiore i flaconi che ci vengono riportati vuoti. Così c’è un impatto inferiore sull’ambiente. È l’economia circolare.

Nato nel 1965 e green al 100%, Huile Tonic è uno dei prodotti iconici di Clarins.
Courtesy Clarins

Nel vostro Dna c’è l’impegno sociale a 360°. Che cosa c’è di nuovo?
Ci occupiamo di oltre 150 cause in tutto il mondo. Quest’anno celebriamo il decimo anniversario di Feed. È nata come iniziativa locale negli Stati Uniti e poi si è allargata in tutto il mondo e stiamo raggiungendo 35 milioni di pasti distribuiti in 40 Paesi. Sosteniamo anche Plastic Odyssey, un’iniziativa creata da giovani per promuovere la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti plastici.

Che cosa le ha insegnato la natura?
Tantissimo, e c’è ancora tanto da imparare. È molto importante ascoltarla, esserne guidati. Per esempio, la crema Extra-firming neck and décolleté è nata osservando i girasoli. La loro corolla così pesante ha bisogno di uno stelo forte che la sostenga, un po’ come il collo per il viso.

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