Piangere dopo aver fatto l’amore è la più grande libertà rimasta

C’è chi piange per amore (e chi per fare l’amore): il nuovo studio conferma che il momento più intimo è anche quello più vero.

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C’è chi piange perché non lo fa (affatto), c’è chi piange perché lo ha fatto: nessun gioco di parole ma uno dei tabù che sembra impregnato lì tra le lenzuola post-coito. Piangere dopo aver fatto l’amore è: a) un mistero, b) un segreto, c) un problema? Nessuna delle tre opzioni bensì la quarta: d) una certezza. Piangiamo perché qualcosa ci ha toccato nel profondo (ancora, nessun gioco di parole), piangiamo perché le endorfine sono lo strumento più potente per le nostre emozioni. Almee Knight su Broadly ha analizzato lo studio dei ricercatori R.D. Schweitzer e Jessica O’Brien pubblicato sulla US National Library of medicine: quasi la metà delle donne piange dopo aver fatto l’amore. Celatamente o no. Si chiama Tristezza post coito e per definizione della dottoressa Marie Tudor è «l'effetto conclusivo di una serie di emozioni, ultimo l'orgasmo». In pratica non ci commuoviamo - o non sempre - per momenti di massimo amore con il partner bensì per momenti di massima emotività privata: dove lui/lei non sempre sono associati al pianto in questione. «Spesso» prosegue la Tudor «può trattarsi di un pianto che è la reazione a un brutto flashback vissuto durante il rapporto: capita alle donne che hanno avuto pessime esperienze sessuali».

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Un altro studio della Queensland University of Technology ha indagato un comportamento curioso che riguarda le donne e il sesso. Infatti le due donne sotto esame hanno condiviso lo stesso risultato del test pur avendo background sessuali diversi (un passato traumatico per una, routine assolutamente classica per l’altra). Entrambe però, in fase di fine rapporto, manifestavano insofferenza, rabbia e frustrazione fino a raggiungere una quasi crisi di nervi (con annesso pianto). Anche questo studio, quindi, confermerebbe che piangiamo indifferentemente dal partner con il quale stiamo avendo un rapporto molto intimo. Del resto la soglia di estraniazione che il singolo individuo vive durante il rapporto è al limite: durante l’amplesso reagiamo indifferentemente dal trasporto subito. Siamo profondamente individualisti: al punto che quello che sta accadendo al nostro corpo ci è del tutto indifferente. Altro che corsa all’orgasmo mai avuto: non è che viviamo perennemente nel passato di mille amori (e orgasmi) fa?

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