Il profilo Instagram da seguire che spiega il sesso senza tabù

Virgin&Martyr è nato nel 2017 con una missione molto importante: fare educazione e informazione sessuale via social.

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Photo by Charles Deluvio on Unsplash

Santa, vergine e martire. Esclusa la santità, nonostante la sacralità del sesso (protetto e fatto bene), è da due qualificativi della religione che nasce il nome del profilo Instagram Virgin&Martyr. Uno dei più interessanti dell’intera galassia e nel boom dei gramers su qualunque argomento verticale possa essere sviscerato liberamente. Le due fondatrici di V&M, Greta (Elisabetta Vio) & Greta (Tosoni), hanno scelto un tema difficile. Parlare di sesso sui social in modo semplice e diretto senza sembrare un manuale di anatomia alla facoltà di Medicina. Parlare di sesso su Instagram affrontando le censure di Mr. Zuckerberg e riuscire a condensare argomenti con chiarezza, nello spazio di una breve descrizione che gioca sul filo dell’ironia sbattendo via ogni tabù o domanda pruriginosa: fatto. In un anno (circa) dalla sua comparsa online, Virgin&Martyr continua a spaziare dalla consapevolezza del corpo alla sessualità sotto ogni aspetto, senza provocazioni gratuite. “È un progetto d'informazione ed educazione dall'approccio nuovo, positivo ed inclusivo, aperto e dedicato a tutti” ci hanno spiegato le fondatrici rispondendo via mail alle nostre curiosità. “Non siamo (ancora, perlomeno!) dei professionisti del settore, ma studiamo e ci impegniamo a ricercare con attenzione e cura nei dettagli, per poter diffondere sempre e solo informazioni vere, chiare e fruibili da tutti”: una ricerca costante di semplicità, che non significa banalità o freddezza. “Il nostro obiettivo è sensibilizzare riguardo l’importanza dell’informazione relativa al corpo, per imparare a sentirsi bene nel proprio, ma anche per poter stare meglio con gli altri senza sentire il bisogno di giudicare o discriminare, ma solo rispettando l'unicità di ognuno di noi” continuano le ragazze.

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Avete mai sentito dire di una persona che parla spesso di sesso che è una ninfomane o un erotomane? Probabilmente sì, ma forse nei termini sbagliati, perciò eccoci qui a fare un po’ di chiarezza: 🌿EROTOMANIA: è un vero e proprio disturbo delirante in cui il soggetto è ossessivamente convinto di essere amato da un’altra persona - spesso famosa o irraggiungibile - con cui, in realtà, ha poca (se non nessuna) connessione. I comportamenti, che, ad esempio, possono scaturire da un gesto mal interpretato del presunto amante, sono caratterizzati da paranoia, irascibilità, egocentrismo e illogicità. Nell’immaginario comune spesso le viene attribuito il significato di versione maschile della ninfomania, pur non avendo nulla a che vedere con l’ipersessualità. 🌿NINFOMANIA/SATIRIASI: pur non essendo più considerate come patologie dall’OMS, rimangono elencate come sottotipi di ipersessualità (o dipendenza sessuale) e sono due facce della stessa medaglia. La ninfomania nelle donne e la satiriasi negli uomini sono descritte come forti accentuazioni degli istinti sessuali con conseguente ricerca di diversi partner con cui sfogarli. Sono accompagnate da sintomi psicofisici come ansia, anorgasmia, anedonia o frequenti erezioni e spesso caratterizzate da un disagio interiore che si cerca di alleviare con una sessualità estremamente attiva. Insomma, chi pensa al sesso e ne parla liberamente non è una persona disturbata! Come tutti gli istinti primari ci balena in mente più volte di quante crediamo, tanto quanto ci succede con il cibo, l’acqua o il sonno. Mai provato a contare? . . 🇬🇧 english version in the comments . . words by @gretaelisabetta ✏️ pic by @pusssywitch 🌷 . . #virginandmartyr #sexpositive #sexeducation #health #bodypositive #education

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In una società che stigmatizza l’educazione sessuale, il lavoro di Virgin&Martyr è un barlume di informazione diretta. Di così facile fruizione che lo capirebbero anche i turbatissimi teenager confusi che digitano su Google domande sul sesso. “Ci piacerebbe anche aiutare le nuove generazioni a non avere quel tipo di insicurezza che ha caratterizzato molti di noi durante l’adolescenza, cercare di smussare quella sensazione di disagio e inadeguatezza nei confronti di noi stessi o degli altri” spiegano le due fondatrici. Virgin & Martyr è il safe place dove le domande e i dubbi sono bene accolti, perché possono aiutare una collettività. C’è il sesso nudo e crudo, anche goffo, ci sono i dubbi e le curiosità tabù sul sesso che possono aver attraversato la testa di chiunque: come funziona il sesso tra donne? Come si amano i gay maschi? Cos'è un erotomane? Perché si chiama satiriasi e in cosa consiste? Perché parlare di sesso dopo i 60 anni fa così impressione? Chi plana sul profilo attirato dalle immagini di una naturalezza disarmante trova risposte a domande (in due lingue, rigorosamente) che magari non si era ancora posto. La visione sulle varie sfaccettature di un mondo così complesso e bellissimo come quello della sessualità diventa più ampia e chiara, anche se i dibattiti non mancano: “Le persone di solito vengono smosse soprattutto quando si mettono in discussione valori e stereotipi tradizionali, erroneamente considerati normali, legati principalmente alla sessualità, il tema con più tabù per eccellenza" raccontano Greta e Greta. "Fece scalpore portare alla luce il pegging. Poco importa che uno dei punti di massimo piacere per l’uomo sia proprio la prostata, che si trova appunto nel retto, zona erogena sommersa di tabù che ne stigmatizzano la libera e corretta esplorazione e informazione” commentano le ragazze.

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Ancora oggi nell’immaginario collettivo l’infezione da HIV è circondata da un alone di pregiudizio e ignoranza. Ecco 10 cose importanti da sapere per evitare di trovarsi impreparati: . 1) “Cos’è l’HIV?” L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è un virus, la cui infezione, se non trattata adeguatamente, evolve in una decina d’anni (circa) in AIDS. . 2) “Cos’è l’AIDS?” L’AIDS è la “sindrome da immunodeficienza acquisita”, una grave malattia che colpisce il sistema immunitario che negli anni è stato indebolito dall’HIV e rende incapaci di difendersi dai microbi che ci circondano. . 3) “Come si contrae l’HIV?” Il virus è trasmissibile attraverso sangue, sperma e secrezioni vaginali. La principale via di trasmissione del virus è quella sessuale (anale, vaginale e orale) e qualsiasi contatto con sangue contaminato è rischioso, per esempio con lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti. Esiste anche la possibilità di trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza. L’HIV non si trasmette con tosse, starnuti, baci, zanzare, posate, bicchieri e contatti casuali. . 4) “Chi è a rischio?” TUTTI, se non si utilizzano le dovute precauzioni. Questo significa fare uso del preservativo SEMPRE e in QUALSIASI rapporto occasionale. Per chi fa uso di sostanze stupefacenti è importante avere un approccio rigorosamente “usa e getta”. . 5) “Ho paura di fare il test, non voglio saperlo…” Se si ha il sospetto di aver avuto un comportamento a rischio, fare il test è un atto di responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Conoscere il proprio stato sierologico è importante! 6) “Perché è importante? Preferisco non saperlo…” È importante perché, senza volerlo, il rischio è di passare l’infezione ad altre persone che, a loro volta, non sapranno di averla presa finché non compariranno i primi sintomi, solitamente dopo anni. È così che il virus si è fatto strada in tutto il mondo.. CONTINUA NEI COMMENTI 👇🏾 . . english version in the comments section 🌐 . words by @ellebielle92 ⌨️ Grazie! 🧡 . . #virginandmartyr #hiv #aids #themoreyouknow #sida #intimaconsapevolezza #educazionesessuale #sessosicuro #safesex

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I tabù più duri da sfatare sono quelli alimentati dall’ignoranza, intesa come non conoscenza di argomenti e pudore spintissimo dovuto all'influenza della religione e delle tradizioni: “Molti problemi o disfunzioni sessuali, quando non legati a problemi fisici, hanno come cause più comuni l’ansia e il timore dovuti ai sensi di colpa, di vergogna o di inadeguatezza, la cui soluzione - erroneamente - si trova spesso nella repressione di ogni desiderio ritenuto fuori dallo standard”. Parlarne, quindi, è il solo e unico modo di superare il tabù: che non significa trasformarsi in esperti sessuologi (per quello esistono i titoli di studio), ma raggiungere la consapevolezza che quello che ci piace non è una perversione, una cosa sporca o brutta. È piacere, punto. E sì, può dare ansia o creare problemi. Ma parlarne significa innanzitutto cercare di risolverlo.

Si può partecipare all’installazione di educazione collettiva di Virgin & Martyr scrivendo in Direct o al tumblr ufficiale, sottoponendo domande o le proprie fotografie in anonimo per partecipare alla body consciousness comune. Tutto quello che secondo un determinato canone di bellezza troppo spesso ribattuto è considerato difetto, o per politically correctness “peculiarità”, viene esposto in tutta la sua vera naturalezza. Non c’è bodyshaming, non c’è canzonatura, non c’è la berlina di un corpo “imperfetto”: c’è la pura e semplice messa in luce delle diversità. E mai termine potrebbe definire più chiaramente il concetto: la natura ci ha fatti diversi. Ci sono corpi reali con smagliature, con pieghe, con cicatrici e segni. Ci sono corpi che hanno affrontato la chirurgia correttiva, corpi sopravvissuti a malattie devastanti e per questo ancora più veri. Nelle foto di Virgin&Martyr emerge chiaramente che ciascuno di noi ha un corpo da abitare, da vivere, da liberare dal pudore. Da far vedere se vuole, da nascondere se preferisce, ma è il suo corpo e merita comunque attenzione. Senza esibizionismi. Correlate a questa liberazione fisica, le didascalie come spiegazioni scardinano le porte mentali di tantissimi tabù sessuali che ancora ci si porta dietro. Affrontarli, leggerli, rifletterci su e superarli è educazione sessuale 2.0.

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Se diciamo pubertà, molti di voi alzeranno gli occhi al cielo sospirando "grazie a Dio, è finita". Scompensi ormonali, crisi di pianto, peluria da grandi in corpi giovani, tutto contribuisce a rendere un incubo l'adolescenza. Questi sono però anni preziosi per il nostro orientamento sessuale, anni in cui reattività genitale e fonte del piacere sessuale si fondono. Infatti, se a sei anni si iniziano a costituire le preferenze e l'attrazione sessuale, verso i dieci anni si stabiliscono più o meno definitivamente (se niente intorno o dentro di noi ce lo impedisce). L’orientamento sessuale fa sì riferimento all’attrazione emozionale, romantica e/o sessuale, ma anche ad un senso di identità sociale: propendere verso l'una o l'altra strada può essere influenzato dall’apprendimento, mediato dalle risposte e dal comportamento dei coetanei che indicano gli stimoli sessualmente rilevanti o meno. Famiglia, contesto scolastico, apertura e/o chiusura mentale di educatori, insegnanti o gruppi di appartenenza sono quindi rilevanti nella connotazione del proprio orientamento sessuale. Certo è che proprio durante l'adolescenza, le esplorazioni in cui tutti ci siamo addentrati sono un importante aspetto della serie di apprendimenti che avvengono come parte essenziale dello sviluppo sessuale. L'esperienza omosessuale, ad esempio, in età adolescenziale è molto comune, solo 17% dei ragazzi tra i sedici e i diciannove non ha mai avuto esperienze con persone del loro stesso sesso; per le donne si scende al 6%. I pregiudizi e i bigotti tradizionalismi della società in cui viviamo, però, possono a volte causare degli ingiustificati sensi di colpa in grado di indurre turbamenti emotivi, arginabili con un atteggiamento sereno e realistico di adulti, tutori e, ovviamente, amici fidati. Siate curiosi e sentitevi liberi di esplorare le vostre emozioni e pulsioni con una bella dose di apertura mentale e con ogni esperienza che reputiate positiva per voi e per chi la condividerà con voi, ne guadagnerete in autoconsapevolezza e benessere, provare per credere :) . words by @juliajoints 🍒 pic by @lepremierdelaclasse . . #virginandmartyr #orientamentosessuale #sexualorientation #stopomofobia

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E la censura di Instagram, come la si affronta? Virgin&Marty non è scampata dalle maglie strette delle segnalazioni. “Gli utenti della piattaforma possono segnalare tutti i contenuti che considerano inappropriati, riuscendo in alcuni casi anche a farli rimuovere, come ci capitò personalmente con foto in cui si intravedevano peli pubici, capezzoli o sangue mestruale” ci hanno raccontato Greta e Greta, rievocando anche la loro campagna social per reagire al ban di una foto. “Abbiamo lanciato l’iniziativa #censuramiquesto, in cui abbiamo invitato la gente a condividere nelle stories delle immagini in cui venissero reinventate la censura dei nostri corpi e l’informazione libera, taggando noi e l’hashtag. Questo ha generato un grande movimento che ci ha permesso sia di essere raggiunti da moltissime nuove persone che altrimenti non ci avrebbero trovato, sia di riaprire la discussione riguardo la liberazione dei corpi e della sessualità consapevole, portando nuove voci, approcci e prospettive”.

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