Perdere l'amore è dolore puro, ma la medicina per guarire c'è (ed è dolcissima)

Ci sono storie che finiscono così, all'improvviso, con pochi o zero sintomi, e che ti lasciano stordita come se avessi preso una scossa elettrica, finché non ti rimbocchi le maniche e...

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Tiko Giorgadze su Unsplash

Arriva come un colpo di pistola al cuore, un giorno in cui non te lo saresti mai aspettato. Perdere l’amore della vita è un’esperienza sconvolgente, un dolore senza preavviso. Può essere così forte da stordirci momentaneamente e trasformarci nel profondo, quale che sia il motivo che ha portato alla fine della relazione. All’improvviso tutto intorno a noi si tinge di un filtro grigio, sbiadito, in bocca permane un sapore metallico, simile a quello che si sprigiona quando proviamo un forte spavento. Qualcuno sperimenta anche degli attacchi di panico perché il cervello non riesce a immaginare i prossimi dieci minuti, figuriamoci un anno, una vita, senza la persona che abbiamo perso. Il rischio di abbattersi è forte. Ma siamo tutti creature straordinarie, dotate già dentro di noi di tutte le medicine che ci permetteranno di guarire e della giusta dose di resilienza. Sì, a volte si indugia nel dolore per paura che, minimizzandolo, si deprezzi l’importanza dell’amore. Ma l’amore conta finché c’è da entrambe le parti. Quando diventa unilaterale deve prendere il sopravvento l’amor proprio. Sapere come reagire alla perdita dell’amore, come fare per ritrovare fiducia in se stessi, come gettarsi il passato alle spalle il passato e tornare a sognare un nuovo amore è utile quasi quanto una serie di lezioni di primo soccorso.

Brennan Ehrhardt su Unsplash

Perdere l’amore è come un lutto. Chi lo ha sperimentato lo sa già senza bisogno della conferma della scienza: per la psicologia perdere l’amore può avere lo stesso impatto emotivo della morte di una persona cara. Ognuno elabora questo lutto a modo suo e reagisce alla situazione in modo diverso: nel momento in cui si viene a conoscenza della perdita, alcune persone reagiscono subendo un vero e proprio attacco di panico, manifestando sintomi come tachicardia, senso di svenimento, sudorazione eccessiva. Altri, invece, riescono a controllare le emozioni, mostrandosi distaccati in un primo momento, per poi accusare il colpo nei giorni successivi. Sta di fatto che perdere l’amore è come subire una lesione fisica, un vero e proprio danno, tanto che c’è chi arriva a provare dolore fisico, soprattutto al primo risveglio dopo la notizia. Ci si sente come se le ossa fossero rotte. Questo è dovuto al fatto di aver dormito in tensione. Perdere l’amore fa morire una parte di noi, trasformandoci in qualcosa di diverso.

Perdere e ritrovare l’amore. Per riuscire a superare il dolore e lo stato confusionale in cui ci si ritrova dopo la fine di un amore c’è bisogno di un elemento imprescindibile: il tempo. Solo dandosi il giusto tempo, con razionalità, per superare le varie fasi che seguono la fine di una relazione si riesce davvero a “guarire” dalla perdita dell’amore e a ritrovare l’entusiasmo perduto. Sono fasi formulate in psicologia – osservare il proprio dolore dal punto di vista scientifico lo rende anche meno romantico, quindi più sopportabile - e risultano comuni alla stragrande maggioranza dei rapporti. La prima è, naturalmente, la negazione: questa fase corrisponde al rifiuto della verità, dal negare appunto che tutto quello che c’è stato e che ci sarebbe dovuto essere è svanito.

Kristina Litvjak su Unsplash

La seconda fase è la rabbia. Emerge il risentimento verso il partner che ci ha lasciati. Ma anche verso gli altri che non sono in grado di capirci. E soprattutto verso noi stessi, per gli errori che si pensa di aver commesso. In questa fase è fondamentale riuscire a riconoscere le emozioni che si stanno provando per poterle analizzare con il maggior distacco possibile e non farsi trascinare in un vortice di livore. Inevitabile a questo punto che si entri nella fase più difficile che segue a ogni rottura amorosa: quella della delusione. La si prova quando si pensa che l’amore che avevamo vissuto e immaginato non era altro che un’illusione e quando lo stupore e la rabbia delle prime due fasi lasciano il posto ad un dolore più stabile, consapevole, ma anche più difficile da accettare. In questa fase è facile lasciarsi prendere dallo sconforto e scivolare verso la depressione: si ripensa con malinconia a quanto di bello si è vissuto con il partner, perché i ricordi negativi sono stati già rivissuti nel corso delle prime due fasi. Ma non bisogna mai pensare di aver perso tempo. Qualsiasi amore – a parte quelli con un partner violento – è valso la pena viverlo, anche se è finito. Poi lo si archivia. Altrimenti è come pensare di non fare mai un bel viaggio perché poi si deve rientrare a casa.

Si esce dalla fase della delusione solo dopo aver raggiunto il punto più basso dello sconforto. Proprio quando ci si sente irrecuperabili può arrivare la svolta. È il momento dell’accettazione: si accetta la realtà, i fatti, per quello che sono, riuscendo a far pace con sé stessi e a iniziare nuovamente a vivere. Riuscire a rivivere la relazione come un ciclo ormai concluso: ci siano innamorati, abbiamo fatto parte l’uno della vita dell’altra, non ha funzionato, ci siamo lasciati. E ora è il momento di ricominciare. Solo così è possibile tornare a vivere e a cercare nuovamente l’amore. Quello che meriti.

Kristina Litvjak su Unsplash
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