A Natale si fa più sesso?

È sicuramente il periodo più romantico dell'anno: ci vogliamo tutti più bene. Ma sono anche giorni utili per stare in famiglia e non fare nulla. Le opinioni di una scrittrice, Federica Bosco, e dello chef Rubio a confronto.

Serendipity film
Courtesy Photo

È vero che a Natale si fa più sesso? E che il tempo delle vacanze è un tempo ideale per dedicarsi al nostro lui/lei? E se sì come mai? E se no perché? La risposta di una scrittrice, Federica Bosco, e di uno chef, Chef Rubio.

Federica Bosco
Certo che lo si fa, e lo si fa molto di più. Del resto Natale è il periodo più romantico dell’anno. Non passa inosservato a nessuno, neanche ai più scettici o quelli con un pessimo carattere alla Ebenezer Scrooge. Ci vogliamo tutti più bene, siamo più propensi ad amarci e a fare l’amore.
E poi quegli alberi addobbati, la neve che cade, la parte hollywoodiana gioca un ruolo importante. Sogniamo una fuga a New York, a Parigi, alla Maldive o in una baita in montagna davanti al camino, per passare una notte d’amore meravigliosa. E non prendiamoci in giro: è così per tutti, donne e uomini. Anche per me che, nata il 25 settembre, ho sempre romanticamente creduto di essere stata concepita a Natale. Non me ne voglia la zia Silvia, da cui vado per il pranzo del 25 dicembre, ma se mi capita un incontro come quello nel film Serendipity (in apertura un'immagine del film), sulla pista di ghiaccio al Rockefeller Center, fuggo anch’io.

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«È il periodo più romantico dell’anno: perfetto per sognare una notte d’amore»

Sono giorni di festa, in cui siamo tutti impegnati a fare e consegnare regali, ci sono molte più occasioni di incontri, si incastrano tanti aperitivi e cene. E ogni occasione può essere quella giusta, basta uscire di casa e ci sono infinite possibilità. L’ideale è farsi belle per se stesse. Smalto rosso e rossetto, che secondo me sono di classe e super femminili, e un grande sorriso. Questo per le single, per gli sposati, invece, vai con le baby sitter o i nonni per riscoprire la vita di coppia e tenere viva la sessualità che durante l’anno finisce spesso in secondo piano. Facciamo tanto l’amore, così si smaltiscono anche le calorie di panettone e pandoro.

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Milanese di nascita, fiorentina d’adozione, la scrittrice 47enne è stata finalista al Premio Bancarella nel 2009. Il suo romanzo Pazze di me è diventato un film diretto da Fausto Brizzi. L’ultimo libro è Il nostro momento imperfetto (Garzanti).

Chef Rubio
Non mi ricordo nessuna impresa mirabolante. Anzi, per me, è il periodo più lontano dalla sessualità. Il Natale di solito lo trascorro con i genitori, il fratello, i cugini, gli zii. Insomma parenti e amici che non vedo durante l’anno, li recupero proprio in quel periodo. Sono giorni di festa (pochi perché dopo devo tornare a lavorare) e di riposo assoluto. Non faccio programmi e non voglio fare nulla. Figuriamoci il sesso. Ritmo diverso, lentezza maggiore. Mi impongo addirittura la noia.

«Durante le Feste per me il piacere della carne è solo a tavola. Mangio, bevo e non vedo nessuno»

Ho cucinato per anni, ora lascio volentieri anche quel compito alle zie. Pranzo di pesce il 24, a Natale agnello o qualsiasi piatto di origine animale, la sera un brodo di cappone per far scendere quello che non è ancora andato giù. E a Santo Stefano abbuffata di avanzi. Poi divano, in un piacevole stato comatoso. Da ragazzino giocavo a carte, ora si chiacchiera. Ma niente politica, quella c’è già tutti i giorni, meglio staccare. Sono per l’abbrutimento e il relax. Il mio piacere non è condizionato dalle feste e non credo si debbano inseguire gli eventi. Ma posso capire che il freddo e i bambini dai nonni creino occasioni per dedicarsi al partner. Per me no: mangio, bevo e non voglio vedere nessuno. Il mio piacere non dipende dal calendario, se c’è la voglia non guardo in faccia a nessuno. A Natale scelgo solo il piacere della carne in tavola.

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info@carbonelli-seganti.it

Gabriele Rubini, 35 anni, in arte Chef Rubio è un cuoco impegnato e noto per le serie tv Unti e bisunti e Camionisti in trattoria. Ha scritto molti libri, l’ultimo è Mi sono mangiato il mondo (Rizzoli), un viaggio fotografico tra cibi e storie.

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