Elogio dell'invidia, il sentimento che fa di noi persone migliori (prego?)

Tutti ci vergogniamo di provare invidia: e se invece - sorpresa! - fosse il sentimento più importante verso la crescita personale?

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Unsplash.com / Oskars Sylwan

Quante volte lo abbiamo sentito dice che l’invidia è una brutta bestia? È un sentimento molto forte, uno dei più intensi, che può portare una persona a ferire il prossimo e a commettere errori anche gravi di cui un giorno, svanita la causa dell'invidia, si potrà pentire amaramente. Ciò nonostante, dall’invidia può arrivare un impulso importante, positivo, che può spingere a lavorare su se stessi per migliorarsi ogni giorno. Proviamo a scoprire insieme come superare l’invidia e come diventare una persona migliore sfruttandola, o come dicono i buddisti, trasformando il veleno in medicina.

Come dicevamo, l’invidia è un sentimento molto potente. Si manifesta dentro di noi soprattutto quando si esce sconfitti da un confronto sociale. L’oggetto della nostra invidia è sempre una persona che riteniamo migliore di noi sotto qualche aspetto, dal successo sul lavoro all’amore, nell’aspetto esteriore o nella felicità che mostra di godersi nella sua vita. Essere invidiosi è un sentimento molto comune, ma la gente invidiosa non è sempre facile da individuare perché la maggior parte di noi è conscia del fatto che non si tratta di un sentimento positivo e dunque tende a nasconderlo. Anzi, si può dire che tra tutti i sentimenti che si ritengono negativi, l’invidia sia quella che occultiamo con più convinzione. Pensiamoci: molte persone non hanno paura di mostrarsi gelose, rabbiose o possessive, mentre faticano ad ammettere di essere invidiose.

Per questo motivo, l’invidia si coltiva per lo più alle spalle del soggetto che la provoca. Questo sentimento può spingerci a parlare male di una persona con il desiderio di danneggiarla e, dunque, di privarla di quel bene o qualità che ci spinge ad invidiarla. Altra caratteristica propria dell’invidia è che si prova nei confronti di coloro che ci sono più vicini, anzi soprattutto verso coloro che hanno ottenuto qualcosa di positivo partendo dalla nostra stessa condizione. Questo meccanismo spiega, ad esempio, perché gli invidiosi trovino in amici o addirittura familiari - esemplare è l’invidia tra fratelli - l’oggetto della loro invidia.

Chi campa di invidia muore di rabbia”, dice il saggio. In realtà, questo è solo uno degli esiti ai quali l’invidia può portare. Esiste anche una via positiva per incanalare questo sentimento e trasformarlo in una ragione di crescita personale, di auto-miglioramento. Secondo alcuni psicologi, l’invidia ha però una ragione evoluzionistica: mossi da questo sentimento, infatti, si può essere spinti ad attivarsi e a migliorarsi per raggiungere lo status dei “rivali”. L’invidia, dunque, attiverebbe un meccanismo competitivo che ci aiuterebbe a raggiungere uno status personale migliore. Accenderebbe dentro noi stessi uno stimolo all’emulazione positiva, spingendo a evolverci. Questo processo è stato sfruttato in campo economico dal capitalismo, che “sull’invidia del consumatore” ha fondato la crescita di un intero sistema economico. Ma a livello individuale questo stesso meccanismo può aiutare a evolvere la propria personalità, a migliorare e a conquistare un nuovo stato di benessere psichico e economico. È possibile, dunque, gestire l’invidia per diventare una persona migliore? La risposta è sì. E ci lavoreremo da questo momento.

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