La dipendenza affettiva è il mostro dagli occhi verdi che divora le storie d'amore

Se quando il partner è lontano ci manca l'aria e quando è vicino stiamo sempre attenti a non contraddirlo, forse sta divorando anche la nostra (ma c'è rimedio).

image
Getty Images

Ti manca l’aria. Ti sembra che l’unica aria respirabile sia quella intorno a lui/lei, e tutto il resto è fumo tossico. Quando siete in due luoghi diversi non fai altro che contare i minuti che mancano prima di tornare insieme, e tutto il tempo fra la separazione e il ricongiungimento è solo un tunnel nell’ansia, pura ansia. Molte più persone di quanto si pensi soffrono di dipendenza affettiva. La dipendenza affettiva si manifesta soprattutto nelle le relazioni stabili, principalmente nel rapporto di una coppia, ma non solo. Per qualcuno è un segno di vero amore e di legame serio, in realtà le relazioni contaminate da dipendenza affettiva sono destinate a essere distruttive. In queste relazioni, il partner è posto al di sopra di qualsiasi cosa, anche di sé stessi, e la relazione genera disagio, invece che felicità, anche perché spesso è un’ossessione unilaterale. Il partner diventa il motore principale della vita, che ruota attorno alla coppia e alla relazione. Come capire se la stiamo vivendo

Dipendenza affettiva, come riconoscerla. I sintomi della dipendenza affettiva sono un mix di comportamentali psicologici ed emotivi, che si possono riassumere in un decalogo. Vediamolo insieme.

Un pensiero al giorno (per donne che amano troppo)
UNIVERSALE ECONOMICA amazon.it
8,50 €


#1 Idealizzazione dell'altro: i "dipendenti affettivi" si creano un'immagine idealizzata della coppia. Vedono il partner come un essere eccezionale, speciale e perfetto. Può sembrare normale, in amore. Ma quando è una questione patologica, in questa immagine mentale che si crea, sovrastimano le virtù ed eliminano i difetti che l'altra persona può presentare.




#2 Panico al pensiero dell'abbandono o di un rifiuto del partner. L'idea di essere abbandonati o respinti dal partner genera molta ansia in tutti. Ma quando si tratta di dipendenza, si vive perennemente anticipando gli scenari anche quando non ci sono avvisaglie di rottura. E cominciando a soffrire d’anticipo per qualcosa che non si sa nemmeno se accadrà, finendo per scatenare anche attacchi di panico. Questa condizione può creare un forte squilibrio nella coppia perché la persona dipendente adotta la strategia della sottomissione, si adatta a tutto senza obiettare e cerca di soddisfare tutti i desideri e i bisogni dell'altro, convinti che facendo così, non verranno abbandonati mai.

#3 Paura della solitudine. Stare un po’ da soli, è stato dimostrato dalla psicologia, fa bene. Ma le persone con dipendenza affettiva percepiscono la solitudine come uno stato d’angoscia. Quindi si aggrappano ossessivamente alla persona da cui dipendono.



#4 Bassa autostima. Il classico soggetto in preda alla dipendenza affettiva si porta dentro un problema di autostima condizionata dagli altri. Per queste persone, solo la relazione, il suo andamento, ciò che il partner gli comunica, è fonte di autostima. Tuttavia, sviluppando atteggiamenti di sottomissione, la loro autostima si deteriora inevitabilmente.

#5 Difficoltà nel processo decisionale. Chi soffre di dipendenza emotiva incontra reali difficoltà nel prendere decisioni che nelle situazioni di coppia. Tende tutte a delegare le decisioni al partner.

#6 Bisogno di piacere: per raggiungere l'accettazione da parte del partner la persona ne adotta e assume le opinioni e i desideri, e non manifesta mai i propri, per paura che non coincidano con quelli dell’altro. Finendo a volte per non capire più cosa gli piace o gli interessa davvero.


#7 Necessità di star vicino all'altro in ogni momento. Come già accennato sopra, la persona dipendente soffre di ogni separazione sia definitiva che temporanea. Ad esempio, quando l'altro svolge normali attività individuali, come uscire con gli amici o recarsi al lavoro. In queste situazioni il dipendente ha bisogno di sapere che l'altro è vicino almeno col pensiero, e stabilisce contatti multipli e ossessivi per telefono o tramite messaggi, e-mail, WhatsApp e tutto ciò che la tecnologia mette a disposizione.

#8 Rinunce. In ogni relazione si scende a compromessi e si sacrifica qualcosa per l’altro. Ma il dipendente emotivo rinuncia praticamente a tutto: alle amicizie, ai familiari, ai progetti, ai bisogni, perché inizia a contare solo ciò che è importante è l'altro.

#9 Dipendenza affettiva e sensi di colpa. La persona che soffre si sente vuota e senza speranza se non è con il partner e nel contesto di una relazione, quindi la perdita della persona amata è una preoccupazione costante nella sua vita. D'altra parte, si sente in colpa per gli stati emotivi negativi del partner, credendosene responsabile anche quando non lo è. Come in un famoso messaggio virale humor che girava via email prima dell'avvento dei social, in cui lei si chiedeva tra sé e sé cosa avesse fatto per provocare il silenzioso malumore di lui e come porvi rimedio, mentre lui intanto pensava semplicemente alla squadra del cuore che aveva perso.

Donne che amano troppo
amazon.it
8,07 €


#10 Ansia da separazione e sindrome da astinenza. Una separazione momentanea genera una grande ansietà che la persona con dipendenza affettiva non riesce a gestire. Anche dopo che la relazione è finita, si cerca di mantenere i contatti, generando, nei casi estremi, situazioni di stalking.

Dipendenza affettiva, come uscirne? Ora che abbiamo capito se siamo intrappolati anche noi in questa sorta di sindrome, possiamo provare a intraprendere quattro passi. Il primo, riguarda lo sviluppo dell'autonomia e dell'indipendenza. Si devono recuperare i gradi di autonomia e indipendenza che consentono l'equilibrio nella relazione. Poi, lavorare sullo sviluppo di un'autostima incondizionata e che dipenda da risorse interne, non da fattori esterni. Bisogna ragionare molto sulle aspettative irrazionali che riguardano la relazione, il legame e i ruoli dei membri della coppia per accettare convinzioni più adeguate e che consentano uno sviluppo all'interno della relazione. Infine, se da soli non ce la facciamo ad uscire da uno stato di disagio, non c’è mai da vergognarsi chiedendo aiuto ai terapeuti. In fondo, sono lì solo per aiutarci.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito