L'ozio è il padre dei vizi, e dovremmo concedercelo moooooolto di più

Rimanere ORE a fare SOLO quello che ci piace è davvero un peccato capitale, o la cura che ci hanno sempre negato?

Close-Up Portrait Of Woman Lying On Bed At Home
Cristina Silva / EyeEmGetty Images

“Non fai altro che oziare tutto il giorno”! C’è chi se lo sente dire spesso, chi invece, a forza si sentirselo dire da bambino e – soprattutto – da adolescente, ha sviluppato un’iperattività forzata e un attaccamento non necessario al troppo lavoro, per non dare spazio ai sensi di colpa. Poi guardi il gatto di casa che poltrisce tutto il giorno, rimane atletico anche senza fare sport, e ti chiedi: “mah… “. Possibile che la parola oziare debba avere un’accezione totalmente negativa? Ma ci siamo mai chiesti cosa voglia dire effettivamente? Cosa significa oziare? Secondo l’immancabile Treccani, si tratta di “un’astensione dall’attività, dalle occupazioni utili, per un periodo più o meno lungo o anche abitualmente, per indole pigra o indolente”. Raramente si pensa che invece possa essere un qualcosa di positivo. Il motivo? Più di uno.


Tanto per cominciare non per forza oziare è stare in panciolle a non fare niente, vuol dire anche prendersi del tempo per sé stessi, staccare dalla routine quotidiana e soprattutto passare ore a fare ciò che ci piace davvero, anche se è improduttivo. Se ci sentiamo sopraffatti dagli impegni e abbiamo bisogno di staccare la spina possono essere utili alcuni dei seguenti suggerimenti per godersi meglio il tempo libero e riposarci se abbiamo voglia di oziare. Prima di tutto, qualcosa di essenziale, ovvero dimenticare l'orologio, il cellulare e il computer, niente diavolerie moderne. Dobbiamo disconnetterci per riconnetterci con noi stessi. È un buon momento per prendersi cura della famiglia, degli amici e dei nostri animali, di coloro che amiamo insomma, coloro che lo stress della vita quotidiana non ci lascia godere come meriteremmo di fare.


Imparare che è bello oziare è utile anche per quanto riguarda la coppia, perché bisogna fare attenzione all'eccesso di convivenza e agli attriti che ne derivano. Alcuni periodi molto salutari di solitudine e riflessione personale per rimettere un po' in ordine le idee, anche per pianificare il futuro, allontanano il rischio di discutere per sciocchezze. Tutti abbiamo bisogno del nostro piccolo spazio vitale, di godere dei nostri hobby, comuni e individuali. Né è necessario essere d'accordo su tutto o fare tutto insieme, ci deve essere spazio per tutto, compresi i momenti in cui non si fa nulla. Ci sono anche opinioni autorevoli, sull’ozio. Come oziare secondo Bertrand Russell, è un’elevazione intellettuale del non fare. Secondo l’autorevole saggista, l'ozio è molto utile e gli ha dedicato un delizioso trattato intitolato, appunto Elogio dell'ozio. È una magnifica lettura estiva, come la Conquista della felicità, dello stesso autore. In questo libro Russell propone che si lavori per un massimo di 4 ore al giorno al fine di poter dedicare il resto del tempo al pensare, al socializzare. Il fattore comune di questi saggi consiste nel dimostrare come bigottismo, intolleranza e troppo amore per il lavoro siano causa di sofferenza in una società moderna che invece richiederebbe calma e capacità di rimettere in discussione i dogmi con grande apertura mentale.


In poche parole, la vera saggezza della vita non si trova nelle grandi schermaglie negli uffici, ma nel godimento delle piccole cose. L’ospitalità, la generosità, il sorriso, preoccuparsi meno di se stessi e più di quello che si ha di fronte. Secondo i grandi saggi, così la vita andrà meglio. Oziare, nel senso buono, è un buon momento per crescere e migliorare nel vero piacere del tempo libero e della vita. Anche Lucio Anneo Seneca si è soffermato sull’argomento scrivendo L’arte di oziare. Del resto, ai tempi degli antichi romani, l’ozio è stata una cosa da rispettare e il filosofo romano è stato il primo ad occuparsi in modo articolato e completo del tema, anche nel dialogo De brevitate vitae. Secondo il suo schema di pensiero, l'ozio sarebbe da intendersi come sinonimo di “vita ritirata”, a cui l'uomo saggio dovrebbe necessariamente votarsi per non vivere in una società corrotta. Quindi impariamo a dare all’ozio l’accezione giusta, utilizzandolo come arma per goderci meglio la vita. E non come scusa per evitare compiti e responsabilità.

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