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Sì, il carbone vegetale aiuta a sgonfiare la pancia, ma ha delle controindicazioni

Nato come farmaco antiveleno ha proprietà benefiche che possono trasformarsi in un boomerang.

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Polvere ottenuta dal legno carbonizzato, il carbone vegetale è una sostanza organica naturale che può essere utilizzata come additivo colorante o come integratore alimentare consigliato per contrastare flatulenza e gonfiore. «Le proprietà del carbone vegetale nel gonfiore intestinale sono note da tempo e per questo è commercializzato come integratore con una posologia di 1-2 g al giorno. L’effetto anti-meteorico deriva solo dagli integratori assunti della dose di 1 g per porzione 30 minuti prima del pasto più 1 g subito dopo», spiega la dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista e diet coach.

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«Recentemente il suo uso e abuso in prodotti da forno ha fatto sorgere diverse perplessità, di natura normativa e di sicurezza. La legislazione europea e il Ministero della Salute lo considerano un additivo (E153) che poteva essere aggiunto a molti alimenti con unica finalità di colorante in quantità non superiore a quella necessaria a ottenere una colorazione e senza che a questo si possa attribuire alcun effetto benefico aggiuntivo al prodotto di partenza ovvero 5-10 g di carbone vegetale per ogni kg di farina», conclude Macorsini. Il pane al carbone attivo, infatti, successivamente è stato vietato dal Ministero della Salute. L'Unione Europea consente la messa in vendita di una gamma limitata di prodotti che contengano carbone vegetale come colorante come cracker, grissini, fette biscottate e simili (l'ultima tendenza californiana è il gelato al carbone, #DarkCinn), ma non il pane stesso. Il motivo? Come detto sopra il carbone vegetale non è considerato un ingrediente, ma un additivo.

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Ma come agisce? La sua funzione più nota è la capacità di legare le sostanze indesiderate presenti nell'organismo, favorendone l'espulsione. Proprio per questa sua proprietà detox il carbone vegetale è utilizzato nella composizione di filtri anti-smog, per potabilizzare acque impure e risulta molto prezioso ed efficace nei casi di avvelenamento provocato, per esempio, da funghi, alcol, litio, cianuro e mandorle amare. Gli esperti concordano sul fatto che possa ridurre l'assorbimento di alcuni farmaci salvavita, come quelli per i diabetici o per chi ha disfunzioni tiroidee. In questi casi il carbone vegetale dovrebbe essere assunto almeno a due ore di distanza dall'assunzione del farmaco.

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