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7 falsi miti alimentari da sfatare

Le false credenze ancora diffuse su ciò che mangiamo e beviamo smentite dagli esperti.

7 falsi miti alimentari da sfatare
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Il vino, il caffè, le arance sono solo tre degli alimenti più "ambigui". Per esempio fanno acidità? Quanti se ne possono bere/mangiare? Qual è la dieta più sana? Una mela al giorno toglie il medico di torno? I miti sul cibo sono ancora molto diffusi. A togliere una volta per tutte qualsiasi dubbio è scesa in campo l'AIGO - Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri Italiani.

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Di seguito 7 credenze popolari da sfatare in tema di alimentazione stilate dal dottor Gioacchino Leandro e dalla dottoressa Maria Cappello del Policlinico di Palermo e coordinatrice della Commissione Nutrizione di AIGO durante l'ultimo congresso dell'associazione tenutosi a Perugia a fine novembre.

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1. Il caffè fa male al fegato. No, anzi due tazzine al giorno possono dare benefici contro la steatosi epatica, malattia caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato, come dimostrato da diversi studi pubblicati su Hepatology. Inoltre, tra le altre cose, favorisce la diuresi e contrasta la ritenzione idrica.

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2. Il tè verde è un toccasana. È antiossidante, ma bisogna fare attenzione soprattutto quando lo si assume come ingrediente all'interno di prodotti e integratori, anche dimagranti, che contengono altre sostanze. Si sono registrati casi di insufficienza epatica determinati da alcuni estratti di tè verde.

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3. Il vino minaccia il fegato. L'alcol in generale è certamente una sostanza tossica per l'organismo. Sono tuttavia noti gli effetti benefici del vino sul fronte della prevenzione del rischio cardiovascolare. Da uno studio, anche questo apparso su Hepatology, è emerso che un moderato consumo di vino ha anche un potere antiossidante sul fegato, grazie al resveratrolo, sostanza contenuta nell'uva rossa.

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4. La moda del "senza glutine". La maggior parte delle persone che segue una dieta senza glutine non è celiaca, non ha quindi un'intolleranza genetica a questa sostanza. Si tratta piuttosto di una moda alimentata dalla convinzione che una dieta povera dei carboidrati che contengono glutine sia dimagrante e salutare. Il rischio connesso a questa scelta è di ridurre il consumo di fibre contenute nei carboidrati, benefiche per la salute dell'intestino e compensare la mancanza di pasta e pane con i grassi saturi.

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5. Una mela al giorno toglie il medico di torno. Mele e pere contengono zuccheri fermentabili che hanno effetti nocivi sulle persone che soffrono della sindrome del colon irritabile, come confermato anche da uno studio apparso su Gastroenterology. In questi casi è consigliabile un consumo molto ridotto di questi frutti.

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6. Succhi di frutta. Non sono tutti uguali. La differenza la fa il fruttosio, zucchero semplice che se assunto con frequenza e abbondanza, ha l'effetto negativo di aumentare i grassi nel fegato. I succhi di frutta che ne sono ricchi vanno assunti con moderazione. Fa eccezione però il succo di arance rosse che aiuta, invece, a ridurre i grassi nel fegato.

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7. La dieta mediterranea non sbaglia mai. Grazie al suo apporto equilibrato di carboidrati, verdura, pesce e carne e alla ridotta presenza di grassi è tra i protocolli alimentari più salutari. La salute dell'intestino ne beneficia grazie alle fibre presenti nella verdura.

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