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Microbiome Diet, la dieta che nutre i batteri buoni

Sì a probiotici, frutta, verdura e cereali integrali, cibi amici dell'intestino.

Getty Images

Creata dal medico olistico Raphael Kellman, la Microbiome Diet si basa su un regime alimentare ricco di probiotici e povero di cibi che contengono "batteri dannosi" - alimenti trasformati, cereali, zuccheri, glutine e latticini - almeno per le prime tre settimane. «Dopo la fase iniziale di 21 giorni si possono reintrodurre molti alimenti come uova, cereali integrali senza glutine, patate dolci e alcuni prodotti lattiero-caseari».

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Il microbioma è la somma di tutti i microrganismi che vivono stabilmente in simbiosi con l’uomo e di tutti i loro geni. Quando è in equilibrio, l'organismo è in salute, l'apparato digerente funziona, la mente è lucida. Quando, al contrario, non è in equilibrio, si rischiano sintomi come vuoti di memoria, depressione, ansia, insonnia e, a lungo andare, obesità, diabete e cancro. «Ci sono numerosi fattori che scatenano questo disequilibrio: lo stress, la mancanza di attività fisica, dormire male, l'inquinamento. Ma il fattore più importante è la dieta. Ciò che mangiamo determina il buono o il cattivo stato di salute dei microbi che abitano il nostro intestino», racconta Kellman all'Huffington Post.

«La capacità dinamica del microbioma permette al nostro organismo di adattarsi a diversi tipi di dieta. È per questo che dico ai miei pazienti che possono essere elastici ogni tanto su quello che mangiano. Attenzione, però alla carne, perché molti studi hanno dimostrato che, assunta in grandi quantità, è dannosa per il microbioma. Lo stesso vale per le farine raffinate, lo zucchero, i grassi "cattivi", gli additivi, i conservanti e i dolcificanti artificiali, perché questi ingredienti alimentano il tipo "sbagliato" di batteri», prosegue. Tra i cibi promossi, invece: legumi, cereali integrali, frutta, verdura (in particolare asparagi, carote, aglio, topinambur, porri, cipolle, ravanelli e pomodori), probiotici (crauti crudi, verdure fermentate, yogurt, kefir, miso, tempeh e tè kombucha). «Tutti questi alimenti sono i probiotici naturali che alimentano i batteri "amici"», conclude il dottor Kellman.

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