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Che cos’è la dieta emozionale e perché è in assoluto quella più efficace?

Emo-dieta alias quando perdere peso è tutta una questione di emozioni (buone).

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Quando credi di avere provato tutte le diete più efficaci senza risultati invidiabili alias dimagrimento lento e scarso, arriva IL regime alimentare. Quello che non garantisce soltanto silhouette snella ma continuità nei risultati: si chiama dieta emozionale e ha molto a che fare con l’umore. Appunto.

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Ma facciamo un passo indietro: hai deciso di metterti a dieta. E fortunosamente riesci a tener fede alle calorie prescritte. Nonostante le birre gelate, nonostante tutti mangino la focaccia calda, nonostante patatine, biscotti e un sacco di cose che non va bene enumerare per filo e per segno.

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Quindi tutto bene dici? Neanche per idea: umore sull’ottovolante, crisi omicide ai primi accenni di fame, stanchezza totale. Benissimo perdere peso però così diventa un po’ ingestibile forse. E quindi? Parola chiave: detox emozionale. Kimberly Snyder, nutrizionista delle celebrità che pubblica il mese prossimo Radical Beauty (scritto con Deepak Chopra), ci spiega che il detox fisico si accompagna sempre ad un omologo emozionale. Peccato nessuno ne parli. Tolti cibi industriali, zuccheri, grassi sbagliati come i temibili PUFA, latticini etc - ecco che il corpo si libera di tossine piene di effetti collaterali. Mal di testa, spossatezza, umore scorbutico: va bene, significa che il corpo reagisce.

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Per dire, il cervello secondario che risiede nel nostro stomaco (in termini tecnici, il sistema nervoso enterico) usa una trentina di neurotrasmettitori che sono poi quelli che usa anche il cervello principale. Il 90% della serotonina nel nostro organismo viene prodotto nella pancia, così come il 50% della dopamina. Questo secondo cervello contiene circa 100 milioni di neuroni e fino a 30 mila specie di batteri, funghi e microbi. Hai voglia a sentirti fuori forma… sono questi 30 mila ospiti a domandare al cervello di potersi continuare a nutrire di biscotti, patatine, caffé e margarita. Come dialogare allora con questo mondo sommerso che gioca con il nostro umore?

Per esempio con la dieta proposta da Jeannette Hyde in The Gut Makeover, della nutrizionista Jeannette Hyde. Jeannette, sulle pagine del Telegraph, ci propone una dieta basata sulle recenti scoperte scientifiche secondo cui la perdita di peso dipende in parte anche da una corretta gestione della flora batterica. Sono quei 100 trilioni di organismi quelli responsabili dei terribili svarioni all’umore tipici delle prime settimane di dieta detox. La nutrizionista ci spiega che una flora molto varia è quasi un prerequisito di una dieta che funzioni, e che quindi non serve tanto contare le calorie se poi non abbiamo una pancia colonizzata correttamente dai micro organismi giusti. In effetti poi basta un mese di alimentazione corretta per rimpinguare le specie di batteri mancanti ed esser sicure di non inimicarsi nessuno giù nelle profondità del proprio intestino.

Intanto una piccola lista di cibi off limits se volete provare il restyling di cui sopra: alcool, caffé, zuccheri e dolcificanti, latticini, cereali e legumi per chi è intollerante a glutine e lectina.

→ I primi 15 giorni, dieta riparatrice della flora.

Le verdure sono essenziali a nutrire la flora batterica. Un buon mix è cinque porzioni quotidiane di verdura e due di frutta. Un consiglio speciale: iniziare il pasto con foglie amare (radicchio e cicoria) che stimolano il rilascio di enzimi per la digestione. Idem per aceto o limone come condimento: aiutano il rilascio di acido naturale nello stomaco.

Olio di oliva: contiene polifenoli utili alla flora batterica. Idem per l’olio di cocco. Benissimo per un’aggiunta di semi o di noci. Attenzione però alle quantità.

Proteine ad ogni pasto, sapendo che la quantità di antibiotico presente nella carne sarà inferiore per la carne bio e del tutto assente nella selvaggina. Per i vegetariani: uova, noci e semi nella prima settimana e poi lenticchie e ceci nella seconda.

→ I secondi 15 giorni, dieta di ricostruzione della flora.

Aggiungere probiotici e prebiotici. E’ permessa una porzione di Roquefort o altro formaggio fermentato. Cibi con alto valore nutritivo per la flora: banane, carciofi e asparagi, finocchio e aglio, patate fredde, cipolle.

Probiotici: una porzione al giorno di cibi fermentati, che ricostruiscono flora potenzialmente danneggiata da alcool e antibiotici. Consigliati: Roquefort, kefir, miso e crauti.

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