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Vegetariani contro carnivori: chi vive di più?

Nessuna correlazione tra aspettativa di vita e consumo di carne, a patto che sia moderato.

Getty

A ottobre 2015 lo IARC - International Agency for Research on Cancer di Lione, un'agenzia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che valuta e classifica le prove di cancerogenicità delle sostanze, ha definito la carne rossa come probabilmente cancerogena (classe 2A della classificazione dello IARC) e la carne rossa lavorata (insaccati e salumi) come sicuramente cancerogena (classe 1 della classificazione dello IARC).

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Gli onnivori possono ora tirare un sospiro di sollievo: ora la carne sembrerebbe non essere più un cibo pericoloso. O meglio non esiste alcuna correlazione tra consumo di carne e riduzione dell'aspettativa di vita. A patto che il consumo sia moderato. A dichiararlo uno studio condotto dall'Università di Oxford su oltre 60mila adulti, tra vegetariani, vegani e consumatori di carne del Regno Unito negli ultimi 30 anni. I vegani e i vegetariani inglesi, secondo la ricerca, infatti, non vivono più a lungo rispetto a chi mangia carne.

Eccedere, però, con la carne sembrerebbe accorciare la vita. Le morti per cancro pancreatico e per malattie respiratorie nei soggetti che consumavano carne con moderazione sono risultate del 30-45% inferiori rispetto a quanto rilevato tra coloro che ne mangiavano carne cinque volte alla settimana. La mortalità per cancro pancreatico è risultata dimezzata per vegetariani e vegani. La mortalità per tutti i tumori, invece, è risultata inferiore del 10% in chi non consuma alimenti di origine animale rispetto agli altri gruppi.

Non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa nella mortalità per le prime sei maggiori cause di morte tra vegani e consumatori abituali di carne, anche tenendo anche presenti il peso (BMI), il sesso, l'abitudine al fumo, sia confrontando la mortalità prima dei 75 anni e a 90 anni.

«Moderazione, all'interno di una dieta varia è, quindi, la parola d'ordine per raggiungere il perfetto equilibrio nutrizionale. Un corretto modello alimentare deve prevedere il consumo di tutti gli alimenti, senza nessuna esclusione, proprio perché solo dall'equilibrio si riesce a comporre il difficile mosaico di nutrienti, quotidianamente essenziali, per mantenersi in salute o per la crescita e lo sviluppo», afferma Carni Sostenibili.

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A confermare questa tesi le nuove linee guida americane che demonizzano il consumo eccessivo di zuccheri e sale, esortano il consumo di carne magra e pollame e non fanno nessuna menzione particolare alla carne rossa. Cosa fare quindi? Piuttosto che essere carnivori cerchiamo di essere onnivori e di scegliere carne di qualità, perlopiù magra e bianca.

Credito foto: getty images

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