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Curarsi alle terme

Posologia, controindicazioni e avvertenze: occhio alla “crisi termale” tra il quinto e l'ottavo giorno.

Il piacere di curarsi. Considerate terapie complementari a tutti gli effetti, acque, vapori e fanghi danno benefici da tre fino a otto mesi.

Remise en forme, stati di stress, riabilitazione post trauma sportivo o cadute, recupero dopo interventi chirurgici, malattie croniche della pelle, di ossa e articolazioni, del tratto respiratorio, digerente o di quello urinario... I motivi edonistici, sempre al primo posto quando si tratta di fare le valigie e scegliere uno tra i tanti stabilimenti termali italiani - una delle eccellenze del nostro territorio -, spesso ci fanno dimenticare che i soggiorni alle termesono soprattutto delle ottime occasioni di cura. Non a caso gli anglosassoni, che questi stabilimenti non li hanno, stanno cercando di racchiuderne i bene ci in pillole, con farmaci a base di idrogeno solforato, una delle principali componenti delle acque sulfuree.

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Cervocale&Co. Contro infiammazioni e contratture muscolari, mai provato i vapori in grotta?
«Ideali per l’artrosi di vertebre, articolazioni e giunture - grazie all’azione analgesica e rilassante sulle contratture muscolari - i trattamenti termali assicurano un recupero del movimento, ma anche un rallentamento nella progressione della malattia», spiega Umberto Solimene, presidente del Centro di Medicina Termale e Scienze del Benessere dell’Università di Milano. «In particolare in caso di gonfiore sono più utili le acque salsobromoiodiche tipo Salsomaggiore, Terme della Fratta, Bagni di Pisa. Mentre le acque solfuree - ad Acqui, Bagno di Romagna, Castrocaro, Porretta, Salice, Saturnia, Sciacca - agiscono meglio quando l’infiammazione è minore, ma in più stimolano la rigenerazione delle cartilagini. Riabilitazione in acqua calda e fanghi funzionano bene anche in caso di traumi sportivi e dei legamenti. Per periartrite e sciatalgia ottime anche le grotte».

Pelle e capelli. Molti non lo sanno, ma i problemi cutanei e del cuoio capelluto migliorano parecchio con bagni sulfurei e ferruginosi.
Immergersi in acque minerali tiepide o farsi uno scrub a base di fanghi è già una cura antiage. Ma le terme possono offrire terapie vere e proprie in caso di problemi cutanei tipo eczemi, dermatiti atopiche e seborroiche, acne, ma soprattutto psoriasi. «I fanghi hanno un’azione particolarmente efficace sulle forme squamose, grazie al loro effetto di pulizia e rigenerazione dello strato più superficiale della cute, specie quelli provenienti da fonti sulfuree o arsenicali ferruginose», spiega ancora il professor Solimene. «La rigenerazione cellulare richiede comunque un po’ di tempo: per questo non di rado il miglioramento diventa più visibile alcuni giorni dopo il ritorno a casa. Non bisogna demordere». Le località giuste? Se la mecca per la pelle è il mar Morto, anche in Italia alcune fonti sono particolarmente rinomate, per esempio quelle trentine di Comano, ma anche Porretta e Ischia.

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Naso, gola bronchi. Inalazioni e aerosol sono tra le cure più richieste durante i soggiorni. Immediata la loro efficacia.
Quasi la metà dei trattamenti termali riguarda malattie respiratorie o di naso e gola. «Riniti e sinusiti croniche, otiti e sordità temporanee di origine rinogena, ma anche bronchiti di lunga data e asma bronchiale o di tipo allergico traggono grande giovamento da inalazioni e vapori», spiega Attilio Menconi Orsini, direttore sanitario del Coter, Circuito Termale dell’Emilia Romagna. «Le acque utili sono varie: quelle solfuree hanno la capacità di uidi care il muco e favorirne l’eliminazione; quelle salsobromoiodiche, solfatoalcaline, alcalino-terrose, bicarbonate e arsenicali-ferruginose hanno un’azione antin ammatoria». Dunque quasi tutti gli stabilimenti italiani sono attrezzati per curare naso e bronchi. Ottimi sempre i vapori in grotta.

Women only. Vaginiti, circolo, cistiti: le fonti sono le naturali alleate del benessere femminile.
«In molti stabilimenti termali si vedono statue della cicogna», racconta il dottor Menconi Orsini. «E non a caso: per i disturbi dell’apparato genitale e urinario femminile le terme restano un toccasana. Le acque salsobromoiodiche, agendo sulla tiroide, stimolano l’attività ovarica e aiutano chi ha problemi di ciclo. In più queste acque, insieme a quelle salse, hanno anche un’azione detergente, decongestionante e antinfiammatoria, utilissima in caso di vaginiti ostinate tipo quelle da Trichomonas, un protozoo spesso resistente ai farmaci. Le tecniche? Irrigazioni vaginali, ma anche fanghi applicati “a mutandina”. Per cistiti ribelli e calcoli è efficace anche l’idropinoterapia, ovvero grandi bevute di acque bicarbonate, solfatobicarbonate e calciche. Per chi ha problemi di circolazione e linfedema, consigliate le acque carboniche, che stimolano la circolazione e migliorano il tono delle pareti venose».

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