Perché l'epidurale in Italia è praticata poco (anche se in molte la desiderano)?

Un diritto sancito dall’OMS e dai LEA spesso negato non per cause fisiologiche.

Ci sono donne che al parto associano il dolore a tutti i costi, altre che preferiscono sperimentare la realtà virtuale, e la maggior parte che ha implorato medici, ostetriche e infermieri per avere un'anestesia epidurale

Se questa procedura viene eseguita nel 75% dei casi in Francia, nel 65% negli Stati Uniti, nel 60% in Spagna, nel 45% in Svezia, nel 30% nel Regno Unito, in Italia scende al 20%. Secondo l'Osservatorio O.N.Da in media in Italia ottiene l'epidurale una futura mamma su cinque, con percentuali inferiori al sud rispetto al nord. Qualche esempio? Nel 2016 in Lombardia la percentuale di epidurali sul totale di nascite naturali si aggirava intorno al 25%, in Veneto ed Emilia Romagna intorno al 20%, mentre nel Sud mancano dati certi, ma si stima che le analgesie praticate siano state meno della metà.

Cosa fanno molte donne per paura del travaglio? Molte richiedono un cesareo, di solito in piccoli punti nascita. Ricordiamo che l'Italia risulta ancora tra i Paesi europei che eseguono più parti con il bisturi anche se i cesarei nel Belpaese stanno calando dal 29% del 2010 al 24,5% del 2016. Cosa fare, quindi, per avere la certezza di ottenere un'epidurale gratuita sempre e comunque? La prima cosa che dovrà fare una futura e aspirante madre è informarsi su quali ospedali garantiscono l'analgesia 24 ore su 24, mettendosi in contatto con la struttura o visitandone il sito oppure navigando sulla piattaforma doveecomemicuro.it realizzata con la collaborazione di O.N.Da.

in apertura foto di Derek Thomson su Unsplash

photo: GettyImages.com

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