"Perché non perdo la pancia nonostante la mia fede nel cibo sanissimo?" Risposta nuda & cruda

Lo abbiamo chiesto all'esperto che ci ha rivelato molto papale papale quanto una spesa healthy non sia la soluzione a quel marsupio naturale.

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Imaxtree

"La mia collega non fa sport e segue una dieta ricca di grassi e zuccheri e ha la pancia piatta". "Ho seguito la dieta insieme a mio marito e a lui la pancia è scesa subito, io sto ancora aspettando di vederla diminuire". "Vado in palestra e mi ammazzo di addominali, ma la mia pancetta è sempre lì". Perché non riusciamo a perdere il cosiddetto grasso addominale nonostante tutti i nostri faticosissimi sforzi? Perché non perdo la pancia è la domanda che rimbalza nella testa di chi, a colpi di insalatine tiepide e plank vede sempre quel marsupio naturale adagiato sull'addome?

No, non stiamo parlando della pancia gonfia che possiamo eliminare mettendo al bando, per esempio, gli zuccheri aggiunti che possono facilitare il trasporto di sostanze che fermentando gonfiano l’intestino, ma di quel "grassetto" addominale durissimo a morire. "Per prima cosa devi sapere di quale tipo di grasso addominale stai parlando", anticipa il medico nutrizionista Faïza Bossy a Madame Le Figaro. Il grasso sottocutaneo, il più visibile e innocuo, si annida sotto la pelle, mentre il grasso viscerale si installa più all'interno ed è più pericoloso per la salute. "In linea di massima se hai un giro vita inferiore a 88 cm, un indice di massa corporea normale e un po' di pancetta si tratta di grasso sottocutaneo". Qualunque sia la sua origine, diversi sono i fattori che causano la sua comparsa e rendono difficile la sua scomparsa.

"Uno dei motivi per il quale alcune donne fanno fatica a perdere la pancetta è genetico", spiega al magazine femminile francese Pierre Nys, endocrinologo e nutrizionista a Parigi. "L'insulina, l'ormone che controlla il livello di zucchero nel sangue, è coinvolto nel processo di conservazione del grasso nella zona addominale. Se c'è una storia familiare di diabete, ci può essere uno squilibrio metabolico con eccessiva secrezione di insulina al minimo eccesso di zucchero". Tradotto: se si ha questo disturbo ormonale e si segue una dieta sana ed equilibrata e ci si concede un solo dolce a settimana questo può essere la causa della nostra pancetta. Secondo l'esperto poi responsabile dello stoccaggio è anche il cortisolo, un ormone che viene prodotto dal nostro organismo per fare fronte allo stress. In sostanza quando siamo stressati aumentano nel nostro organismo i livelli di cortisolo che è responsabile dello stoccaggio del grasso addominale. In soldoni: più zen sei, meno cortisolo produci, più possibilità hai di aspirare ad avere la pancia piatta.

"È ingiusto, ma la natura sa quello che fa: prima e durante la menopausa accumuliamo grasso per proteggere le nostre ossa", prosegue Bossy. "Ricordiamoci anche che a volte la pelle cadente può dare l'impressione di avere un sovraccarico addominale, in realtà è solo pelle rilassata". Cosa fare, allora, per ridurre ai minimi termini una pancetta "resistente"? I due medici concordano sul fatto che sia necessario sì seguire una dieta sana povera di grassi e zuccheri, ma che sia fondamentale praticare attività fisica ogni giorno, lavorando sui muscoli addominali ovviamente, ma anche sui muscoli traversi dell'addome e sul pavimento pelvico e fare almeno una sessione di cardio a settimana, tipo la corsa o la bicicletta, per bruciare i grassi. Il resto sta a noi, dunque, alla costanza, al metodo e anche, forse, ad accettare quell'accessorio naturale senza massacrarlo così tanto.

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