Le uova di giada di Gwyneth Paltrow sono un falso storico clamoroso (oltre ad essere pericolose)

Ennesima bufala (di marketing) su Goop scovata da due scienziate.

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Cara Gwyneth Paltrow imprenditrice digitale, ora che farai? E di conseguenza cosa succede con Goop, ora che le uova di giada per la vagina sono una bufala conclamata. Non solo perché sono un rischio per la salute della vagina (carica batterica, affaticamento muscolare inutile e via puntualizzando), ma anche perché la loro presunta storia antica è pura invenzione. Di marketing. Lo studio pubblicato dall’American Urogynecologic Society ha definitivamente sbufalato l’utilità del prezioso strumento che prometteva miglioramenti ormonali e più sensibilità all’orgasmo: le uova di giada vaginali non servono assolutamente a nulla. Anzi, nel peggiore dei casi sono un problema. La ricerca, intitolata “Vaginal Jade Eggs: Ancient Chinese Practice or Modern Marketing Myth?” e condotta da due studiose, Jennifer Gunter e Sarah Parcack, è andata oltre il discorso della salute, puntando a chiarire anche il mito lontanissimo della presunta origine antica delle uova di giada. Che secondo quanto riportava la blogger e beauty guru Shiva Rose collaboratrice di Goop, erano la risorsa preferita dalle regine e concubine cinesi per aumentare l’efficacia degli esercizi di Kegel, in modo da mantenere ancora più elastici i muscoli della vagina (semplificando molto).

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Nella ricerca le due studiose hanno analizzato oltre 5.000 oggetti di giada da 4 principali collezioni di arte antica cinese. E hanno repertato gioielli, armi, ma soltanto un uovo. Di giada, okay, però fatto da Fabergé in Russia, di certo non in Cina e non per uso vaginale. Gli unici due sex toys ante litteram sono stati un butt plug (di giada, questo sì) e un fallo di bronzo. “Non c’era nessuna indicazione sulle uova di giada nelle scritture degli eruditi sul sesso dell’antica Cina” riportano le due ricercatrici. Gwyneth Paltrow e le sue Goop-ers hanno preso in giro i clienti, insomma. La ginecologa Jennifer Gunter, che già in passato aveva criticato aspramente il marketing di Goop, ha comunque chiarito che la loro ricerca non avrà molto effetto -purtroppo- sulle vendite del sito di lifestyle: “Tutti i dati sull’efficacia e la sicurezza non hanno alcun impatto. Vendono molte cose e si espandono nonostante tutti gli articoli che dicono che nel migliore dei casi quei prodotti sono inutili, e nel peggiore possono fare male” ha commentato amaramente via email a Quartzy.

E in tutto questo la Gwyneth Paltrow paladina del green lifestyle a base di consigli amicali, la donna che promuoveva i bagni di vapore vaginali (pessimi secondo molti ginecologi) e che vendeva a carissimo prezzo le preziose uova di giada sostenendo che fossero un antico rimedio cinese per la fertilità, sta rischiando un po'. Il mese scorso Goop ha dovuto patteggiare 145mila dollari con la California Food, Drug, and Medical Device Task Force che la accusava di pseudoscienza rischiosa, in questa stessa settimana la National Trading Standards and the Advertising Standards Authority in Inghilterra ha denunciato Goop presentando 113 lamentele sulla pubblicità falsa relativa all’integratore The Mother Load, che per il suo carico di vitamina A può essere rischioso nelle donne in gravidanza nonostante sia raccomandato per tutte apertamente dal sito. Il piccolo impero della ricchissima Gwyneth Paltrow inizia davvero a traballare? Il marketing continuerà imperterrito a garantirle introiti da favola nonostante accuse, denunce e qualche causa legale abilmente tenuta sotto silenzio. Ma le uova di giada Paltrow del castello di Gwyneth, intanto, si stanno rompendo.

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