Il lievito di birra è il grande amore dei nostri capelli o il peggior nemico della pancia piatta?

Nessun "integratore", che integratore poi non è, si porta dietro una reputazione più bipolare del lievito di birra: facciamo chiarezza con la nutrizionista.

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Il lievito di birra ci confonde e ci attira. Ci illumina (la pelle) e ci custodisce (la salute). Quelle belle scatoline di lievito di birra in bustine in farmacia sono veramente attraenti perché ispirano purezza interiore e nutrimento speciale. Dire da decenni, e oltre, che il lievito di birra fa bene alla salute è stata la sua consacrazione come pioniere dei superfood. Ma del lievito sappiamo poco, troppo poco. Per molti è addirittura qualcosa di vegetale, ma non lo è. Il lievito di birra è un organismo vivo, un fungo dal nome scientifico Saccharomyces Cerevisiae. “Un bel nome, se avessi un gatto lo chiamerei così”, scherza la biologa nutrizionista Giulia Vincenzo, pronta a chiarire, confermare o smentire tutte le leggende su quello che da ingrediente per soli panificatori è diventato un integratore a tutti gli effetti. Cominciamo con l’accostamento lievito di birra B12, che è tanto caro ai vegani: “Il lievito è ricco di TUTTE le vitamine del gruppo B e contiene un sacco di selenio, magnesio, zinco. Tutti i benefici che promette, li mantiene proprio grazie al suo alto contenuto di minerali, per cui sì, fa bene a unghie e capelli, confermo quindi che i vegani lo assumono come vero e proprio integratore”.

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Ma non tutti sono convinti, c’è chi si chiede se il lievito di birra fa bene o male solo perché ci viene detto che i prodotti da forno lievitati gonfiano l’intestino. E l'esperienza lo conferma. E quindi? “Quello che può dare fastidio”, chiarisce una volta per tutte la dottoressa Vincenzo, “è che quando un prodotto da forno non è lievitato bene, o è effettivamente pesante di suo, il lievito fa il suo mestiere: lievita, si gonfia. Non esiste un’intolleranza al lievito ma ci può essere una certa sensibilità, e chi ne soffre può ricorrere a un solo trucco: tostare le cose lievitate prima di mangiarle, così diventano più tollerabili. Un po’ perché eliminando l’acqua si dà meno lavoro da fare allo stomaco, un po’ perché il lievito viene definitivamente, diciamo così, ucciso”. Secondo la dottoressa, quando la pizza ci risulta pesante, ci gonfia, vuol dire che è lievitata male, oppure la parte centrale si è cotta troppo poco perché il sugo, che è freddo, glielo ha impedito. "Quando la pasta del pane, o della pizza, non è ben cotta il lievito resta attivo e continua a lievitare dentro allo stomaco”. Ma allora il lievito di birra come si usa correttamente? Proprio per tutti i motivi spiegati per assumerne i suoi principi preziosi lo si assume a digiuno. In farmacia o in qualche supermercato ben fornito si trova il famoso lievito di birra in scaglie, o il lievito di birra capsule che sono perfetti. “Il lievito disidratato aiuta anche a controllare l'iperomocisteinemia, che è quel valore che si trova in rosso nelle analisi quando l’omocisteina è alta, e che un indicatore dello stress ossidativo del corpo”, spiega la dottoressa Vincenzo. Ultima leggenda su lievito di birra benefici seno: quanto c’è di vero? “Niente, essendo molto nutriente può essere d’aiuto assumerlo durante l’allattamento ma niente di più”, smentisce definitivamente la dottoressa. Probabilmente l’equivoco nasce dalla leggenda che la birra può far aumentare leggermente il seno. Ma quello dipende dalla presenza di luppolo e dall'impressione che le braccianti che lo raccoglievano in passato avessero sempre il seno più sodo delle altre donne solo perché ne mangiucchiavano un po' nei campi. Ma a meno che non si tenga una pianta di luppolo in casa e si mangi solo quello, la quantità nella birra è così basso, e il risultato è talmente esiguo che no, non vale la pena diventare alcolizzate per mezza taglia di reggiseno in più. Accontentiamoci della buona salute che ci porta il lievito di birra.

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