Strategie di (auto)difesa per prepararci al grande freddo

Medici - e non - svelano le migliori tecniche per prevenire i mali stagionali dell'inverno

Strategie di autodifesa dall'inverno
Getty Images - STAN HONDA

SARÀ LA CALIFORNIANA, la cinese (di Hong Kong) o l’australiana a costringerci a letto tra dicembre e febbraio? Troppo presto per sapere quale ceppo virale prevarrà, ma il vaccino antinfluenzale 2016/17 li contiene tutti e tre. Nel frattempo, per prepararci all’urto di virus e malattie da raffreddamento, conviene alzare la guardia delle difese naturali (o meglio, non abbassarla). Come ci spiegano medici ed health guru a cui abbiamo chiesto di rivelare - per una volta - segreti e strategie personali, più che dettare linee guida. Preparatevi a qualche sorpresa.

BROCCOLI&CO antiossidanti e anti-inquinanti Attilio Speciani, specialista in allergologia e immunologia clinica, agopuntore. Non sono spaventato dai microbi, è normale che durante la stagione fredda circolino di più negli ambienti chiusi e affollati. In genere supero raffreddamenti e febbricole con una bella dormita e qualche ora di riposo in più. Ma se proprio devo mettermi a letto be’, ammalarsi un pochino ogni tanto male non fa: serve ad allenare il sistema immunitario. Per supportarlo, nei mesi invernali non mi faccio mancare la prevenzione naturale, a cominciare da un estratto di broccolo e varie crucifere (cavolo, broccoletti, verza) più zinco, manganese e betaglucani: si tratta di una preparazione originale che sfrutta l’azione antinfiammatoria e anti-inquinanti (in aumento esponenziale col riscaldamento) di queste sostanze. Poi, ovviamente, punto sull’alimentazione con spremute di arance e una buona dose di antiossidanti. Sempre valida la formula dei cinque colori: frutti e verdure di stagione cromaticamente diversi, per assicurarsi la massima varietà di vitamine e oligoelementi. E nei momenti critici, mi aiuto con un integratore naturale di vitamina C, abbinato a rosa canina ed echinacea. A tavola, cerco di curare la mia alimentazione mangiando solo a rotazione le cose di cui sono goloso ma che, ahimè, innalzano i miei livelli infiammatori (vedi il buon vino, i formaggi... Ciascuno ha cibi problematici diversi). Perché, come diceva il grande pediatra Roberto Burgio, in inverno il sistema immunitario deve occuparsi di tonsille, non di pancia.

VACCINO indispensabile a contatto col pubblico Cristina Rossi, referente dell’area di prevenzione della Simg (la Società italiana dei medici di famiglia). Con il mio lavoro (sempre a contatto con le persone) ovvio che non manco mai all’appuntamento col vaccino antinfluenzale. Preferisco però rimandarlo a novembre, per garantimi una buona copertura fino a febbraio. Nei periodi di massima circolazione dei virus mi tengo comunque lontana dai luoghi superaffollati e dagli sbalzi di temperatura: non è il freddo il vero nemico, ma la forte escursione termica tra i locali super-riscaldati e l’esterno. Poi cerco di mantenermi in forma. Dunque niente cibi spazzatura - se no a cosa servono tutte le vitamine di cui ci riempiamo d’inverno! In più una buona dose di attività fisica: in genere mi alzo presto e amo camminare un’oretta, prima delle visite. E dato che le prime vie aeree sono la barriera iniziale contro virus e batteri - io soffro spesso di riniti - cerco di tenerle libere con lavaggi nasali di acqua fisiologica.

PRANAYAMA per attivare il guerriero che c’è in noi Gabriella Cella, decana di yoga, autrice di Fai un bel respiro (Rizzoli). Inutile dire che per me lo strumento di “manutenzione ordinaria” del benessere è la pratica, abbinata al pranayama (la respirazione energetica). Che resistenza e performance respiratorie migliorino non è una supposizione arbitraria. Qualche anno fa, dopo una permanenza senza bombole al campo base dell’Everest - 5.400 metri - io e altri praticanti siamo stati oggetto di studi del Policlinico di Pavia e dell’università di Albuquerque, che hanno documentato la tenuta dei nostri polmoni in condizioni estreme. Non a caso: una buona respirazione migliora l’ossigenazione delle cellule. E nei periodi più freddi dà calore a tutto il corpo. A questo scopo insegno ai miei allievi il “respiro del vittorioso”, che ha un effetto riscaldante e stimolante a livello metabolico: in piedi, si inclina lievemente il capo in avanti col mento in basso, si ispira dal naso riempiendo la parte alta dei polmoni e producendo un suono simile a un grido soffocato (proprio come i guerrieri indù); poi si espira dalla narice sinistra, chiudendo la destra. Mai visto un guerriero a letto col raffreddore?

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