Nel 2019 cosa sappiamo dei pro e contro del parto in casa?

La Società Italiana di Neonatologia ribadisce la sua posizione in occasione della Giornata del Parto a Domicilio.

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Torna caldo l'annoso dilemma dibattuto soprattutto tra madri, neomamme o genitrici navigate, e ostetriche ospedaliere o indipendenti: il parto in casa ha o non ha rischi? Perché nel terzo millennio avendo a disposizione in ospedale specialisti e strumenti per fare fronte a eventuali complicazioni si deve preferire dare alla luce il proprio figlio tra le mura domestiche? Perché delle future madri scelgono questa opzione sconsigliata dalla maggior parte delle strutture ospedaliere? Come queste donne possono anteporre il desiderio di un'atmosfera più accogliente alla sicurezza sanitaria del figlio che stanno per mettere al mondo?

A porsi queste e altre domande (anche) la SIN - Società Italiana di Neonatologia che in questi giorni ha ribadito la sua posizione contraria a questa antica pratica in occasione della Giornata Mondiale del Parto a Domicilio. Una pratica che in Italia, secondo dati purtroppo non precisi, sembra sia scelta per 500 parti all’anno, parti che avvengono a domicilio o in casa maternità. Secondo queste informazioni lo 0,1% dei circa 450mila nati all'anno, quindi, verrebbe dato alla luce in casa grazie o per colpa di una visione più olistica della gravidanza da parte della madre.

Gli esperti della SIN hanno voluto sottolineare che dalla diffusione del parto in ospedale avvenuta dalla metà del secolo scorso la mortalità e la morbilità materna e neonatale si sono considerevolmente ridotte e che partorire in ospedale è senza dubbio più sicuro che farlo tra le mura domestiche. L'ennesima conferma arriva (anche) da un recente studio israeliano che ha dimostrato che con il parto in casa il rischio di complicazioni per mamma e neonato si triplica e la possibilità di mortalità neonatale è 2,6 volte maggiore rispetto a un parto in ospedale.

Se è vero che la maggior parte delle donne sane va incontro a una gravidanza a termine senza problemi e a un parto fisiologico, che nella gran parte delle nascite potrebbe realizzarsi senza la necessità di interventi medici, è anche vero che esiste una percentuale di rischio, in particolare nelle primigravide, che si verifichino complicanze improvvise e non preventivabili e che richiedono un intervento medico del ginecologo e/o del pediatra-neonatologo, nonché attrezzature e strumentazioni che solo un ospedale può garantire.

Non solo. Anche in caso di parto fisiologico ci sono poi tutti i controlli post-parto da fare per la valutazione completa sullo stato di salute del neonato come lo screening metabolico allargato, lo screening per le cardiopatie congenite, lo screening audiologico, il test del riflesso rosso, la valutazione e il monitoraggio dell’iperbilirubinemia e ipoglicemia, calo ponderale, che possono essere effettuati solo in una struttura ospedaliera, grazie a un'équipe multidisciplinare altamente qualificata e specializzata.

“I dati della letteratura scientifica dimostrano come il parto a domicilio comporti un aumentato rischio di mortalità e morbilità materna e neonatale, perché a casa non è possibile controllare adeguatamente parametri clinici e strumentali e, in caso di emergenza, è più complicato intervenire tempestivamente” spiega il professore Fabio Mosca, Presidente della SIN, che porta a esempio positivo il calo di questa pratica in Olanda dal 40% negli anni Novanta al 17% del 2017.

Secondo la SIN le madri che allestiscono una sala parto a casa propria perché desiderano un ambiente più intimo e accogliente devono sapere che la maggior parte degli ospedali da tempo tende a demedicalizzare l’evento e ha migliorato strutturalmente le sale parto, sia attraverso il contatto pelle a pelle mamma-neonato, sia attraverso la pratica del rooming-in sia incentivando l’allattamento al seno.

La piccola percentuale di mamme che, nonostante tutto, decide di partorire in casa, deve, secondo la SIN, essere correttamente informata sui rischi cui va incontro e sull'organizzazione del parto a domicilio nella propria città, per affrontare la nascita nelle condizioni di maggiore sicurezza possibile. In caso di emergenza è fondamentale la presenza di un presidio ospedaliero attrezzato facilmente raggiungibile e un trasporto rapido in ospedale con personale esperto. Devono essere, inoltre, garantiti a mamma e neonato tutti i controlli necessari nelle ore successive al parto.

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