Quindi, alla fine, l'urinoterapia è la bufala del secolo?

Mettere in pratica quest'antica usanza ayurvedica non è affatto una buona idea. I nefrologi spiegano perché.

Empty Chairs In Row Against Wall
Kantinan Chuamwarasart / EyeEmGetty Images

Fa parte dell'urinoterapia e si basa sulla convinzione che l’urina bevuta sia una sorta di fontana d’oro della giovinezza. Se il lato del gusto e dell'olfatto dell'urofagia sicuramente non è invitante forse lo è il suo côté economico ed estremamente pratico. Quel che è certo è che ha molti proseliti. Non solo datati, come Eleonora Brigliadori che dalla fine degli anni Novanta ogni giorno beve un po' della propria pipì per combattere e prevenire ogni male, ma ha anche nuovi adepti. Qualche mese fa Boy George, al Jonathan Ross Show ha confessato di assumere la propria urina ancora calda.

“Non solo bevo la mia urina, ma durante il giorno la raccolgo in barattoli di vetro e di sera la uso per farmi la doccia, lavarmi il viso, i denti e i capelli”, confessa Leah Sampson, ex obesa 46enne di Alberta (Canada), al Sun aggiungendo che grazie a questa nuova abitudine ha dimezzato il proprio peso corporeo. Nel 2014 la specialista di medicina alternativa di Birmigham Sylvia Chandler si vantava di bere la sua pipì fresca o invecchiata e soprattutto del fatto di non avere avuto bisogno di un dottore da più di 10 anni. L'anno seguente morì di cancro ai polmoni. Aveva 64 anni. Addirittura c’è chi sostiene che l’urinofagia potrebbe prevenire aborti spontanei! Come mai ci chiediamo, quindi, questa terapia miracolosa non è oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche dove vengono elencate le sue strabilianti proprietà? La risposta dei sostenitori dell'urinoterapia è: "Non viene ufficializzata perché dietro NON c'è business!".

Ma come si è diffusa questa pratica tanto alternativa quando infondata? A diffonderla fu nel 1944 la pubblicazione di The Water of Life: A Treatise on Urine-therapy di John W. Armstrong. Ad amplificarne il verbo ci fu poi il dottor Evangelos Danopolous, che negli anni Settanta e Ottanta sosteneva di essere riuscito a guarire alcuni pazienti affetti perlopiù da cancro al fegato, grazie a un composto a base di urina. Tornò di moda nel 1997 quando su Medical Hypothesis fu pubblicato uno studio del dottor Joseph Eldor che definiva ancora una volta l’urina come un'arma per sconfiggere i tumori. Ora la pratica dell'urinoterapia sembra essere tornata in auge. Basta dare un’occhiata alla quantità di nuovi libri che affrontano l’argomento. E la cosa non dovrebbe stupirci se secondo un rapporto del 2012 del National Center for Complementary and Integrative Health il 33% degli adulti crede nell’efficacia di pratiche alternative come l'agopuntura e l'ipnosi.

Ma vediamo fin dove si sono spinti i sostenitori dei benefici della pipì. In un video pubblicato su Facebook e ripreso da Newsweek la scorsa estate appare una 21enne, Lynn Lew, che si è filmata mentre beve l'urina del proprio cane sostenendo entusiasta che questo nuovo gesto abbia guarito la sua acne, la sua depressione e il suo (fantomatico) cancro. Il video diventato virale è stata l’ennesima occasione per ribadire il concetto: nessuno studio ha dimostrato che l’urinofagia ha proprietà curative come sostiene invece una comunità di induisti dell’Uttar Pradesh che beve pipì di mucca per prevenire e/o curare malattie gastrointestinali e patologie come il cancro e il diabete. “Bere urina è una pessima idea - spiega il dottor Zaki Almallah, consulente urologo presso l’ospedale BMI Priory di Birmingham a Marie Claire UK - perché contiene oltre 3mila composti, tra cui sostanze metaboliche di scarto e batteri. I reni filtrano il sangue e i liquidi in eccesso, che vengono espulsi. Lo scopo è liberare l'organismo da una cosa che non serve più. Perché quindi dovremmo immetterla nuovamente nel nostro corpo? L’unico caso in cui questa pratica è medicalmente raccomandata è quando si rimane senza cibo né acqua per molti giorni”. Ma in questo caso si tratta di sopravvivenza. Altrimenti come spiegano i nefrologi, primi tra tutti il dottor Jeff Giullian, è come bere l'acqua di mare. Fa più male che bene. Non a caso la pipì in campo medico è utilizzata per fini diagnostici attraverso, appunto, l'esame delle urine!

Cosa dice la scienza a proposito dell’urinofagia? Secondo l'American Cancer Society non esiste nessuno studio scientifico che affermi che può prevenire o invertire la diffusione del cancro. "La minzione è un modo in cui il nostro corpo elimina i sottoprodotti tossici”, spiega il dottor Zubair Ahmed alla BBC. “È opinione comune che l'urina sia sterile, cosa che accade normalmente se non si hanno problemi al tratto renale. Tuttavia, una volta espulsa dall’organismo, può essere contaminata da alcuni batteri che, ingeriti, possono portare gravi complicazioni”. Inoltre secondo la dottoressa Helen Andrews, della British Dietetic Association, come si legge su The Independent, "ogni volta che la immetti nuovamente nell’organismo, uscirà ancora più concentrata e questo potrebbe danneggiare l'intestino. Quando si tratta di urinoterapia le ricerche indicano l'assenza di effetti positivi e la possibilità di effetti negativi. Tuttavia esiste una bevanda che, secondo la ricerca, è un farmaco miracoloso. La bevo tutti i giorni e credo fermamente che la mia salute soffrirebbe se mancasse. Onestamente, nessuno dovrebbe farne senza. Si chiama acqua”.

Nell'attesa di avere nuove risposte scientifiche sui benefici di bere urina quello che potremmo fare, forse, è seguire il consiglio di Gwyneth Paltrow come si legge su goop.com: «sotto la doccia, accovacciatevi e fate pipì. Questa pratica allenerà i muscoli del vostro pavimento pelvico, migliorando notevolmente la vostra vita sessuale». Se non avremo tonificato il perineo avremo prevenuto qualche fungo per dirla con Madonna. L’uso topico, già praticato dagli aztechi e dai seguaci della medicina ayurvedica e in quella cinese in particolare come disinfettante e antinfiammatorio, come si legge in La Fontana d’oro: La guida completa di terapia dell’urina di Coen Van Der Kroon (Edizioni Il Punto d’Incontro), è infatti scientificamente provato. Nell'urina, infatti, c'è l'urea, una sostanza ricreata (identica) in laboratorio presente in molte creme e pomate che curano acne, eczema e psoriasi.

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