La medicina ha sempre ignorato le donne e non ci abbiamo mai fatto caso

Una ginecologa americana svela in un libro rivoluzionario perché la ricerca medica non si è mai dedicata (volutamente) abbastanza alle malattie femminili

Close-Up Of Pills On White Background
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La medicina ha sempre ignorato la salute femminile? Un dubbio nuovo di zecca su cui non avevamo mai riflettuto. Esempio: una visita ginecologica. La paziente di 34 anni con un certo, saggio anticipo, chiede al dottore se c’è uno stile di vita per rimandare il più possibile la menopausa e cosa dovrà fare dopo che sarà arrivata. Il dottore esita e poi confessa: “signora, la medicina in realtà, di menopausa ne sa molto poco e tutto quello che si propone oggi è sperimentale”. True story. E di botto ci rendiamo conto che mentre la civiltà progrediva, il ciclo vitale delle donne consisteva solo nel fare figli, a volte così ravvicinati da non avere mai le mestruazioni. Poi, se non morivano prima di parto, evento guardato con ineluttabilità, alla menopausa ci arrivavano stremate dalle gravidanze e non vivevano a lungo. Oppure, se longeve, a nessuno interessava perdere tempo in ricerche sulla salute per loro, abitanti del pianeta che avevano già svolto la loro funzione. Brividi, eh?

Dopo aver ringraziato più volte il proprio santo protettore/amuleto/ciò in cui crediamo per essere nate in epoche più favorevoli, prendiamo atto della situazione attuale. Una che lo sta facendo con accanimento è Jennifer Gunter, più nota come Jen, una ginecologa metà canadese, metà statunitense molto popolare in America per una docu-serie intitolata Jensplaining, ma anche per la sua intensa attività su Twitter in cui “blasta” le bufale sulla salute femminile, tipo quella che consiglia di mangiare la propria placenta dopo il parto. Bersaglio preferito: il sito Goop di Gwyneth Paltrow. Jen Gunter ha appena pubblicato un libro intitolato The Vagina Bible che The Atlantic, in un’intervista, ha definito “il manuale fondamentale per chiunque ne possieda una”. Gunter è orgogliosa della funzione che si è ritagliata nell’opinione pubblica americana perché per lei è importante ricevere messaggi del tipo “il mio medico mi aveva detto che non potevo mettere la spirale perché non ho mai avuto figli, gli ho mostrato il suo articolo in cui dice che invece posso averla, e si è dovuto arrendere”.

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Jen Gunter, nell’intervista, racconta come già la scelta del titolo del libro dimostra l’insufficiente considerazione della scienza nei confronti dei genitali femminili. Tecnicamente, infatti, per vagina si intende solo il canale interno. Tutto il resto all’esterno è la vulva, una parte del corpo a cui non viene attribuita la giusta dignità. “Il mio editore ha detto che il titolo The Vulva Bible, che desideravo io, non avrebbe avuto alcun impatto, e ha ragione. È inutile scrivere un libro se poi non lo legge nessuno”, spiega la dottoressa. La vulva diventa così il simbolo di tutto ciò che delle donne la medicina ha trascurato. Sappiamo tutti quando ancora venga sottovalutata, ad esempio, la depressione post partum, come le donne che ne soffrano vengano incitate a “pensare al bambino, invece che a cose brutte”.

The Vagina Bible: The vulva and the vagina - separating the myth from the medicine (English Edition)
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Questo tipo di ginecologa senza paura di dire le cose come stanno piacerebbe a tutte, o spaventerebbe? Eppure, in una società dove tutto è stato detto e fatto, dice cose che suonano nuove e illuminanti. Nell’intervista concessa ad Atlantic, la dottoressa Gunter spiega ad esempio che fra tutti i problemi femminili, quello delle famigerate perdite vaginali è uno di quelli che si manifestano meno frequentemente di altri, soprattutto uno dei meno gravi. Eppure, la medicina, la letteratura medica, l’industria dei tamponi si sono concentrate molto sulle soluzioni per evitarle, e l’unica spiegazione che si è saputa dare è che si tratta di una manifestazione fisica delle donne che non piace agli uomini.

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Il successo di siti di pseudoscienza come Goop, secondo Gunter, dipende proprio dalla sensazione delle donne di essere state abbandonate dalla medicina. Per cui cercano costantemente qualcuno che dia una risposta ai loro sintomi. “La disinformazione sul corpo della donna risale alla notte dei tempi”, spiega la ginecologa. “È così che le donne sono state controllate: ‘Sei sporca e impura perché hai il ciclo’ è un esempio. L’obbligo alla purezza è stato sempre usato come un’arma contro le donne”. Ed è per questo che l’industria del naturale & genuino, l’ossessione per il detox fanno più presa sulle donne che sugli uomini, così come il concetto molto ricorrente negli States della “goddess” la dea interiore. Come se le donne dovessero essere sovrannaturali, mentre gli uomini aspirano a paragonarsi a tori, leoni, stalloni: tutte bestie. “Non ci trovo niente di male a sentirsi divine”, spiega Jen Gunter, “ma non è corretto dire a una donna che si sentirà una dea usando queste costosissime pietre. Questa è disinformazione”. Per la dottoressa, ogni cosa associata al benessere fisico dovrebbe essere corredata da un consenso informato. Persino per un integratore, che ad alcuni soggetti potrebbe fare più bene che male. Solo dopo aver saputo esattamente cosa comporta l’uso di quel prodotto si decida se acquistarlo o no.

Negli ultimi mesi, in Italia, ha circolato molto sui social il post di una ragazza sofferente di forti dolori cronici al ventre che dai medici venivano liquidati come “dolori mestruali”. Quando finalmente le è stata diagnosticata una forma gravissima e annosa di endometriosi, la situazione era così avanzata da aver dovuto subire pesanti interventi invalidanti. Jen Gunter affronta anche questo problema troppo diffuso, la sottovalutazione di malattie femminili come l’endometriosi, che nella sua clinica per donne a San Francisco vengono prese in considerazione immediatamente. Per quanto riguarda l’aborto, la sua posizione è ben salda sulla facoltà della donna di avere un figlio o no. Incoraggia però fortemente la conoscenza e l’uso della contraccezione, e dice la sua sugli antiabortisti: “Per definirsi davvero “pro-life” dovrebbero lottare per l'assistenza sanitaria pubblica, fare picchetti contro le aziende del tabacco e adoperarsi per la vaccinazione universale contro il morbillo”. Come smentirla?

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