"Grazie alle regole anti Covid a scuola ho imparato a ridere con gli occhi"

Gli esperti spiegano l'importanza di ripassare le buone pratiche e di fare esprimere ai bambini emozioni e sensazioni.

Da marzo i bambini hanno imparato una nuova parola, Coronavirus. Hanno imparato a disinfettarsi le mani come chirurghi e a lavarsele con acqua e sapone per almeno un minuto cantando due volte Tanti auguri a te, a resistere alla voglia di abbracciare i nonni e a uscire di casa indossando sempre la mascherina. Poi a settembre, tornati tra i banchi di scuola, obbedendo alle regole Covid hanno dovuto imparare a restare seduti per ore, a parlare (più) forte e chiaro e a ridere anche e soprattutto con gli occhi mettendo in standbye molti aspetti fondamentali della loro socialità proprio negli anni in cui il suo sviluppo è in continua espansione.

Se l’opinione pubblica spesso è distratta e poco empatica verso i più piccoli molto sensibili e attenti al loro benessere fisico e psicologico sono i sociologi, gli psicologi e i pediatri che hanno ben chiaro come il Covid stia incidendo e inciderà sulla loro emotività. I loro consigli? Non negare o minimizzare i loro sentimenti, ma rassicurarli e spiegare loro che è normale avere paura ma che occorre combattere per sconfiggere il Covid schermandosi da lui e mettendolo alla porta o isolandosi. Spiegare loro che ci sono persone preparate e fidate, come i medici e gli infermieri, che si occupano di curare chi viene colpito dal virus. La loro immensa plasticità mentale li fa adattare ai cambiamenti meglio di noi adulti e spesso li aiuta a prendere tutto come un gioco - per alcuni di loro la mascherina è come un super potere - ma hanno bisogno di essere rassicurati spesso, di potere esprimere le proprie emozioni, di avere ben presente i rischi che corrono e di conoscere le armi per evitarli e tenerli alla larga ovvero le regole.

Se da una parte il Covid ci ha tolto molte certezze dall'altra ci ha anche lasciato in eredità tre insegnamenti importanti. Per prima cosa ci ha fatto comprendere che i nostri comportamenti corretti all’interno della società sono importanti, anche un piccolo gesto come igienizzarsi le mani. In secondo luogo ha accresciuto il nostro senso civico, l’attenzione al bene e alle proprietà comuni che come le proprietà personali hanno la necessità di essere curate e protette. Infine ci ha insegnato che se tutti contribuiamo a questa protezione e cura i risultati saranno migliori. Insegnamenti che in questi giorni sono stati ribaditi in un centinaio di scuole italiane dove è partito il progetto La protezione tiene banco grazie al quale 30mila persone tra alunni, insegnanti e personale non docente stanno ripassando le buone pratiche anti Covid, quasi 300mila metri quadri sono stati sanificati da Anticimex e oltre 15mila gel mani distribuiti da Lysoform.

Il progetto è stato realizzato da Lysoform insieme a Fondo Scuola Italia, associazione no profit con l’obiettivo di costruire in ottica sussidiaria un legame forte e duraturo tra Scuola e Impresa, in seguito all’aumento dei contagi delle ultime settimane che hanno reso necessario alzare ulteriormente i livelli di sicurezza anti Covid all’interno degli edifici scolastici. Dopo la sanificazione delle scuole, svolta nell’ultimo periodo, e la distribuzione di 1.500 litri di gel mani, l’evoluzione del progetto che parte in questi giorni è il #CleanTogetherDay, un momento che insegnanti e alunni dedicano a imparare, anche divertendosi, le buone pratiche anti Covid attraverso giochi, quiz, racconti, video, fiabe e con i consigli degli esperti che partecipano al progetto.

“Il bambino è un terreno fertile ed è opportuno cominciare a coltivarlo sin dall’età prescolare, soprattutto di fronte alla necessità di veicolare norme igieniche, di cui le regole per la prevenzione della diffusione del Covid-19 sono un esempio quanto mai esplicito e attuale. Gli educatori e gli insegnanti sono per lui un riferimento autorevole, ed è per questo che la scuola è la sede ottimale per promuovere l’apprendimento di modelli comportamentali che devono poi consolidarsi e trovare un riscontro di coerenza nell’ambito familiare”, afferma il dottore Piercarlo Salari, pediatra che partecipa al progetto che mette a disposizione delle scuole diversi materiali, anche in formato digitale (su fondoscuolaitalia.it) preparati con il supporto degli esperti.

“Il ruolo degli insegnanti è centrale in questa fase. Le loro parole e soprattutto il loro esempio hanno un’efficacia fondamentale. Per i più piccoli, per esempio, è utile istituire anche una volta alla settimana un momento di confronto per ripassare le buone pratiche, ma soprattutto per fare esprimere liberamente emozioni e sensazioni. Per questo, racconti, fiabe, disegni rappresentano gli strumenti più idonei. Per i ragazzi più grandi si possono utilizzare articoli con dati e numeri per avviare la discussione. Tutto questo con lo scopo di tenere alta l’attenzione e esplicitare la loro emotività”, aggiunge la dottoressa Elena Urso, pedagogista che partecipa al progetto.

"In questo particolare momento storico, in cui alcune scuole sono chiuse e altre hanno adottato una didattica a distanza, risulta ancora più vitale, per garantire la continuità all’istruzione di bambini e ragazzi, cercare di lavorare insieme a istituzioni, famiglie e impresa”, prosegue Ugo De Giovanni, Marketing Director Home & Personal Care Unilever Italia. “Ci è sembrato, quindi, doveroso fare la nostra parte. Quello di Lysoform è un piccolo gesto, come quelli dell’igiene quotidiana che ora più che mai tutti noi siamo tenuti a ripetere ogni giorno. Un gesto con il quale vogliamo dare attenzione a piccole e buone pratiche in termini di sicurezza, igiene e protezione, ovvero tutte quelle caratteristiche che da sempre ci guidano nella creazione dei nostri prodotti”, conclude De Giovanni.

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