Un seno nuovo dopo il tumore

La ricostruzione del seno dopo aver sconfitto la malattia è fondamentale, non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico.

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EHStockGetty Images

Screening mammografici sospesi, diagnosi e attività chirurgiche dei centri di senologia ridotti. Si stimano oltre 2 mila tumori al seno non diagnosticati causa Covid-19, ma non è tutto: anche le operazioni chirurgiche di ricostruzione mammaria immediate alla mastectomia, hanno subito nuovi rallentamenti per far fronte all’emergenza. Eppure non si tratta di un vezzo, ma di un passo fondamentale verso la guarigione e l’accettazione del proprio corpo.

Naturalmente l’obiettivo primario è sconfiggere la malattia, ma le pazienti devono affrontare anche la complicata fase della ricostruzione, non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico. L’intervento è a carico del Servizio sanitario nazionale ed è considerato parte integrante della cura del tumore. Tuttavia, soltanto il 30% delle donne che ne avrebbe diritto si sottopone alla ricostruzione mammaria immediata. La maggior parte rinuncia o procrastina e così l'intervento diventa complesso e con continui ritocchi successivi.

Il comitato promotore e le firmatarie del Progetto Donna X Donna, che riunisce le specialiste in chirurgia plastica e senologica di 75 Breast Unit italiane, fa un appello alla continuità e alla completezza delle cure contro il cancro.

Il progetto, giunto alla seconda edizione e coordinato dall’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus (Babc), informa le donne partendo dai loro dubbi e perplessità, raccolti dalle specialiste durante le visite nei centri di senologia. Le donne medico, riunitesi più volte in videoconferenza, hanno discusso e raccolto oltre una trentina di domande legate all’emotività, alle paure razionali e irrazionali, alla propria bellezza prima e dopo il tumore, ai pregiudizi, alle tecniche operatorie, all’informazione sui materiali usati oggi per le protesi mammarie e alla mancanza di informazioni sulla ricostruzione del seno, al timore delle cicatrici e al desiderio di tornare a essere se stesse il prima possibile.

Uno degli schizzi che le donne medico usano fare durante le visite con le pazienti per spiegare i punti più complessi dell’intervento di ricostruzione del seno.
courtesy donnaXdonna

Le domande delle donne e le risposte delle specialiste sono contenute nella brochure Donna X Donna che contiene anche gli schizzi e i disegni originali che le donne medico usano fare durante le visite con le pazienti per spiegare i punti più complessi e salienti dell’intervento.

L’edizione sfogliabile del progetto si può leggere su www.beautifulafterbreastcancer.it

Ne abbiamo selezionate alcune:

Se si asporta il tumore da un seno, rimarrò completamente “piatta” da un lato?
Nella maggioranza dei casi l’intervento è conservativo, si salvaguarda la pelle e spesso anche areola e capezzolo e la ricostruzione dà ottimi risultati. Nei casi di mastectomie radicali l’intervento di ricostruzione è più complesso ma no, non si resta ‘piatte’.

Il seno è sempre stato il mio punto di forza, tornerà come prima?
Potrebbe essere anche meglio di prima! Oggi ci sono molte tecniche operatorie, scegliamo le più idonee per ogni singola donna puntando al migliore risultato per restituire al seno forma e consistenza simili all’originario.

Il seno è sempre stato un problema per me, è troppo piccolo. Potrei anche farlo ingrandire o è un rischio in più per le terapie oncologiche che dovrò affrontare?
L’aumento della misura del seno non è rischioso per le terapie che seguiranno. La decisione va presa insieme al chirurgo plastico che ne valuterà la possibilità nella visita pre-operatoria. Abbiate sempre il coraggio di fare domande e di osare esponendo i vostri desideri, oltre che i timori.

La mammella ricostruita sarà diversa dall’altra? Gli altri lo noteranno?
Si, possono esserci delle disuguaglianze. Quella operata avrà delle cicatrici che con il tempo però si ridurranno. L’effetto inoltre dipende dalla tecnica scelta e dalla “simmetrizzazione” che il chirurgo esegue anche all’altra mammella. Nelle ricostruzioni con protesi il seno operato avrà un aspetto leggermente più sodo e invecchierà in modo diverso rispetto all’altro. Negli interventi con tessuti ‘autologhi’ invece l’invecchiamento sarà simile per entrambe le mammelle.

Uno schizzo che illustra le diverse tecniche di ricostruzione mammaria dopo il tumore.
courtesy donnaxdonna

Il capezzolo viene asportato con la mastectomia?
Il senologo valuterà sotto il profilo oncologico se è possibile conservare il complesso areola-capezzolo. Qualora si debba asportare però si potrà comunque ricostruire, solitamente a distanza dal primo intervento ricostruttivo del seno.

La mammella operata perderà la sensibilità?
L’intervento di mastectomia insieme alla ghiandola mammaria rimuove anche i nervi che l’attraversano, per- tanto la sensibilità risulta fortemente alterata. La percezione è inoltre soggettiva e col tempo c’è un recupero parziale della sensibilità locale. Con le ultime tecniche di microchirurgia ricostruttiva possiamo però ripristinare una parte delle connessioni nervose perse.

Dopo la ricostruzione, potrò indossare la mia biancheria preferita?
Nell’immediato postoperatorio si consigliano reggiseni specifici, contenitivi ed elasticizzati. A guarigione ultimata si potrà scegliere liberamente la lingerie, preferibilmente senza il ferretto.

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