Cosa fare nei primi minuti di astinenza da sigaretta, i più difficili

I più preziosi consigli degli esperti per impegnarsi a smettere di fumare.

Imaxtree

C'è chi ci mette 60 secondi, chi se la gusta fino a impiegarci sette minuti, la maggior parte la finisce in cinque. Cercare una o più attività da svolgere in alternativa all'assunzione di nicotina può aiutare chi desidera smettere di fumare? Tentare non nuoce. E dopo essersi dedicato a fare, sondare e scoprire nuove opzioni più o meno della durata della famigerata pausa sigaretta l'aspirante ex fumatore oltre a essere fiero di sé e positivamente sorpreso sarà felice di ricordare al proprio organismo di avergli evitato di perdere dai 10 ai 15 minuti di vita. Secondo uno studio condotto nel 2019 dalla James Cook University di Townsville questo sarebbe, infatti, l'arco di tempo di esistenza "bruciato" per ogni sigaretta consumata. Ovviamente nulla è eguagliabile al piacere di una sigaretta per chi ne ha il vizio, ma quali potrebbero essere i primi faticosi, ma preziosi, passi verso la disintossicazione? Secondo gli esperti un modo efficace per non lasciarsi tentare dall'accendere una sigaretta, quindi per ridurre e poi smettere di fumare, sarebbe quello di restare calmi e tenere a mente che il desiderio passa, in genere nell’arco di pochi minuti, durante i quali è importante saperlo ingannare grazie (anche) alla strategia delle 4 D: delay ovvero darsi un tempo limite prima di arrendersi; deep breathing ovvero respirare profondamente cercando di rilassarsi; drink water, bere acqua non solo tiene le mani impegnate - ricordiamo che fumare è anche e soprattutto una questione di gestualità - ma inoltre depura l’organismo; do something else, fare qualcosa come per esempio camminare, ballare, fare un gioco antistress, guardare un video, gustarsi delle primizie, ascoltare una canzone o una meditazione guidata, eseguire qualche asana o qualche esercizio di stretching, riordinare o pulire la scrivania, in sintesi "immergersi" in un’attività che distragga dall’idea momentanea del fumo. Tutte attività quelle appena elencate perfette per raggiungere lo scopo del contrastare o eliminare la dipendenza da nicotina perché chi è in astinenza da questa sostanza sviluppa sintomi quali irritabilità, agitazione, cattivo umore, rabbia, aumento dell'appetito e insonnia. Quel che è certo è che è necessario sforzarsi, darsi da fare per arrivare a potere fare a meno delle sigarette e soprattutto non arrendersi o sentirsi frustrati e/o perdenti al primo fallimento. Impègnati a smettere è, infatti, il titolo/invito del No Tobacco Day, giornata mondiale che si celebra il 31 maggio nata nel 1988 per volere dell'OMS, ma ancora necessaria se si pensa che secondo gli studi condotti dal gruppo di lavoro Global Burden of Disease, nel mondo fumano un miliardo e 300 milioni di persone (in Italia 10 milioni) il 60% delle quali vorrebbe uscire dal tabagismo, un vizio che miete più di sette milioni di persone ogni anno. Perché smettere di fumare? Perché l'OMS ci dice che i benedici della cessazione del fumo sono numerosi e immediati. Entro tre mesi da quando si spegne l'ultima sigaretta la circolazione e la funzione polmonare migliorano. Dopo nove mesi, tosse e mancanza di respiro diminuiscono. A partire da cinque anni dopo avere smesso il rischio di ictus si riduce per raggiungere quello di un non fumatore. Entro 15 anni, il rischio di malattie cardiache è pari a quello di chi non fuma. Così se l’aumento del prezzo delle sigarette disincentiva soprattutto a iniziare a fumare, la garanzia di un futuro migliore aiuta e motiva ad abbandonate il vizio. Il vero segreto è quindi trovare attività piacevoli e/o rilassanti anche di breve durata per ingannare il desiderio di accendere una sigaretta, desiderio che secondo la scienza si spegne in pochi minuti. Non solo, passo dopo passo - la crisi acuta dell'astinenza si manifesta dopo tre giorni dalla salutistica decisione e comincia a risolversi dopo due/tre settimane - si centrerà il bersaglio, ma sicuramente si scoprirà di trovare piacere in passatempi più sani. Provare per credere.

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