La paura dell'abbandono, l'altra faccia della dipendenza affettiva

La psicoterapeuta spiega come combattere il timore abbandonico lavorando (anche) sull'autostima.

paura abbandono
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Reazione naturale e umana alla perdita di un legame affettivo importante, la paura dell'abbandono quando diventa una fragilità cronica e un pensiero fisso, negativo e soprattutto immotivato non solo può comportare stati di forte ansia, angoscia, tristezza e rabbia innescati dall'assenza reale, minacciata o immaginata dell'altro, ma il più delle volte finisce con il rovinare le relazioni esistenti o con l'evitare l'instaurarsi di nuovi rapporti. Sensazione di ansia legata alla separazione dai genitori la paura dell'abbandono nei bambini va affrontata e superata attraverso un accudimento sereno e coerente. Chi ha avuto relazioni instabili o ha vissuto molte perdite o abbandoni, credendo siano la normalità, finirà per stabilire perlopiù rapporti con persone inaffidabili, non rassicuranti e/o poco accessibili. Abbiamo incontrato la dottoressa Angela Pellecchia, psicologa, psicoterapeuta e terapeuta EMDR presso il Centro Medico Unisalus (centromedicounisalus.it) per conoscere più da vicino la paura dell'abbandono e capire come prevenirla e/o combatterla anche e soprattutto lavorando sull'autostima.

Cos’è la paura dell’abbandono e quali sono le cause?
Consiste fondamentalmente nel timore di restare soli e di affrontare le prove della vita in solitudine. Le persone che soffrono di questa paura vivono con la costante convinzione che la persona più cara possa lasciarli in qualsiasi momento. Il loro tormento è rappresentato dalla convinzione che passeranno la loro vita in totale solitudine, convinzione che si traduce e si manifesta nelle relazioni affettive, esasperando le manifestazioni emotive più semplici, mettendo in atto una serie di comportamenti che anziché portare all’avvicinamento della persona amata, inevitabilmente la allontanano. Le cause potrebbero essere correlate all’essere cresciuti in ambienti emotivamente instabili e costellati da perdite o abbandoni. Qualsiasi contesto in cui la persona percepisce una reale o fantasticata perdita del contatto emotivo potrebbe attivare la paura dell’abbandono.

Chi ne è affetto?
A soffrire della paura dell’abbandono sono le persone che per loro caratteristiche personali o per la loro storia fanno fatica a prendere in considerazione la possibilità che le relazioni possano finire, che l’altro possa allontanarsi o addirittura lasciarci.

Avviene solo nei bambini e nelle relazioni amorose o anche nei rapporti familiari e di amicizia?
È comune, anzi normale, che un bambino piccolo sperimenti paura se l’adulto che si prende cura di lui si allontana ed è normale che agisca con comportamenti orientati alla soddisfazione del proprio bisogno di vicinanza emotiva. Se all’interno della relazione tra bambino e adulto di riferimento si verifica una "sintonizzazione emotiva positiva" il bambino imparerà a tollerare, gradualmente, le separazioni. Se questo non accade invece sperimenterà ansia da separazione in età evolutiva e paura di essere abbandonato in età adulta.

Come si può contrastare questa paura?
Essere consapevoli di questa fragilità è il primo passo per affrontarla. Occorre poi lavorarci iniziando dalle circostanze infantili che hanno generato la paura dell'abbandono, siano esse separazioni reali o emotive, in modo da fare emergere da dove nascono le paure odierne e quali strumenti adottare per affrontarle e superarle. Chi vive la paura dell’abbandono teme la solitudine ed è per questo che risulta prezioso imparare a tollerarla e successivamente anche ad apprezzarla.

Quando ci si deve preoccupare e a chi ci si deve rivolgere?
Se non si riesce a mantenere la propria identità all’interno delle relazioni si rischia di perdere se stessi. La cosa fondamentale da fare, dunque, è imparare prima a stare bene con se stessi per poi istaurare relazioni sane. Rivolgersi a uno psicologo aiuta a rendersi consapevoli del proprio disagio facendo emergere emozioni, sentimenti, pensieri e riflessioni che verranno poi rielaborati in modo funzionale. Con un percorso guidato è possibile iniziare a costruire quella parte di sé nascosta, diventare consapevoli di chi si è, di cosa si vuole dalla vita e soprattutto con chi si vuole instaurare relazioni importanti.

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