Il forest bathing è la connessione più potente con la natura

Annusare il fogliame o abbracciare un albero può veramente rigenerare corpo e mente. Un agronomo racconta.

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Photo by Peng Chen on Unsplash

Potremmo sviscerarvi N motivi per trascinarvi nei boschi e sorprendervi. Ma iniziamo con una sola parola: forest bathing. Okay, ripetetelo a occhi chiusi. E poi innamoratevi. Perché se andare al mare migliora umore e respirazione, camminare in alta montagna tiene lontano il burnout, fare un bagno nella foresta, oltre a regalare uno stato di "zenitudine" ineguagliabile, migliorerebbe anche la creatività e secondo il dottor Qing Li, autore di Forest Bathing: How Trees Can Help You Find Health and Happiness (15,50 euro su Amazon.it), aumenterebbe anche la produzione di proteine anti-tumorali.

«Il tiglio emette segnali molto favorevoli soprattutto per il sistema nervoso, quello linfatico e le mucose. Il faggio presenta le sue migliori affinità con prostata, ovaie, sistema cardiocircolatorio e intestino tenue. Anche palma, magnolia e agrifoglio favoriscono il sistema nervoso, mentre il castagno aggiunge quello cardiocircolatorio e le ghiandole surrenali», spiegano Marco Mencagli, agronomo, e Marco Nieri, bioricercatore, esperto in eco-design e salute dell'habitat, in La terapia segreta degli alberi.

Non stiamo parlando dell'ennesimo pseudo elisir del momento, privo di fondamenti scientifici, anzi. A intuire le potenzialità di questa "pratica botanica" furono i giapponesi che al forest-bathing, o shinrin-yoku per dirlo nella loro lingua, riconoscono già dagli anni 80 poteri preventivi e terapeutici.

Unsplash (Jake Ingle)

«Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte. Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità. Essi non predicano dottrine e precetti, predicano, incuranti del singolo, la legge primigenia della vita», diceva giù un secolo fa Hermann Hess. Ora studiosi e riviste di settore confermano i benefici del bagno nella foresta. Su Spafinder Wellness, una delle riviste più autorevoli nell’industria del benessere a livello mondiale, si legge, infatti, che inalare e assimilare sostanze naturali in un contesto ambientale puro come il bosco regala una vera e propria carica di energia per corpo e anima.

Ma, entrando nello specifico, in che modo il bagno nella foresta sarebbe così benefico? Prima di tutto immergendoci nel bosco miglioriamo la nostra ossigenazione. Gli studi condotti da Marco Nieri, poi, hanno dimostrato che l’uomo e le piante emettono campi bio-elettromagnetici e che quelli degli alberi, anche se di debole intensità, sono di elevatissima affinità biologica. In terzo luogo in mezzo a una foresta beneficiamo dell’effetto dei monoterpeni, sostanze aromatiche rilasciate dalle foglie degli alberi, e dei fitoncidi, oli essenziali presenti nel legno, che gli alberi rilasciano sotto forma volatile per difendersi dai parassiti.

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Per regalarci un autentico “bagno” terapeutico, secondo gli esperti, dovremmo però respirare profondamente usando il diaframma, come insegna lo yoga, cercando di assorbire tutti gli aromi del bosco almeno per tre ore, facendo una passeggiata di almeno 3 km, alternando il cammino a momenti di relax e polisensorialità. Non intimiditevi di fronte a una fronda. Ascoltatela. Non abbiate paura di un tronco. Toccatelo. Abbracciatelo.

Dove immergersi nella foresta? In Italia a breve aprirà il primo parco italiano dedicato al forest-bathing al FAI della Paganella in Trentino, all’interno di una splendida faggeta, pernottando al vicino Alp & Wellness Sport Hotel Panorama, certezza di rilassatezza (lussuosa e discreta).

Courtesy Photo Fai della Paganella

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