Fare yoga indossando lana merino migliora le prestazioni (<3)

Se il cotone trattiene il sudore, la lana, al contrario, (re)spinge l'umidità all’esterno. Risultato? SUPER.

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I benefici della lana sulla pelle sono LA coccola della vita. Lo sanno bene (anche) gli amanti dello yoga che praticano volentieri su materassini realizzati in questa fibra tessile e lo sanno bene anche Mandarin Oriental e The Woolmark Company che si sono uniti per proporre alcune sessioni di yoga (i prossimi appuntamenti chiamati Oriental Saturdays saranno il 23 e il 30 giugno, info sul sito dell'hotel) durante le quali ai praticanti viene chiesto di indossare un outfit completo (t-shirt + pantaloni che resteranno in omaggio agli ospiti) in lana merino australiana.

Perché la lana merino? Secondo lo studio Wool is good for skin condotto dai ricercatori vicini al team The Woolmark Company indossare capi intimi in questa fibra superfine è terapeutico per le persone che soffrono di eczema, reazione dermica infiammatoria che colpisce circa dal 20% al 30% dei bambini e in aumento tra gli adulti in molti Paesi. Ma come e perché indossare lana merino fa bene (anche) alla pelle con dermatite? Questa fibra funziona come un tampone dinamico che aiuta a mantenere un livello stabile di umidità e di temperatura corporea tra il tessuto e la cute. I capi in lana riescono, infatti, ad assorbire il vapore acqueo fino a due volte in più del cotone e tre volte in più del poliestere. Ma cosa succede quando si indossa lana merino e si fa sport? Questa fibra morbidissima a contatto con la pelle dà la sensazione immediata di leggerezza e traspirabilità.

L'insegnante, Lavinia Cometti, ci chiede di utilizzare la respirazione ujjayi pranayama, una tecnica respiratoria che consiste nel restringere consapevolmente l’apertura della glottide che, oltre a rallentare il ritmo cardiaco, aiuta il rilassamento e la concentrazione e facilita l’allungamento muscolare. La temperatura corporea aumenta. La lezione prosegue con il saluto al sole (Surya Namaskara), la posizione dell'albero (Vrksasana), quella del triangolo (Trikonasana), quella del guerriero (Virabhadrasana), quella delle mani sotto i piedi (Padahastasana)... Il calore della lana avvolge il corpo e lo accompagna nei suoi movimenti ritmati dal "respiro del vittorioso". Seguono altre posizioni da quella del cane a testa in giù (Adho Mukha Svanasana) a quella della pinza (Pascimottanasana) fino ad arrivare alla posizione del cadavere (Savasana), l'asana finale del rilassamento. La lana che fino a quel momento aveva tenuto i muscoli piacevolmente caldi ora diventa... fresca. Questa fibra, infatti, termoregola naturalmente. Se il cotone è idrofilo, quindi trattiene il sudore, la lana al contrario è idrofoba, quindi (re)spinge l'umidità verso l’esterno. S-u-p-e-r.

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