Come iniziare a correre senza maledire il mondo (sì, si può)

Ci sono almeno due scelte da prendere prima di cimentarsi nel running, parola di due esperti della corsa.

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Photo by Tirza van Dijk on Unsplash

Siete yoga-addicted o fanatici degli sport acquatici, ma cominciate a sentire il bisogno di diversificare il vostro allenamento? O siete forse super annoiati dai vostri 10mila passi quotidiani? Sì? Perfetto, è arrivato (anche per voi) il momento di iniziare a correre. Sport indicatissimo per raggiungere il peso forma, stimolare il metabolismo e il buonumore, il running, però, è potenzialmente pericoloso per le articolazioni.

Abbiamo chiesto allora qualche consiglio a due esperti di Area #RED, la temporary area con cui per la prima volta la catena di sportwear Maxi Sport è arrivata a Milano (in Corso di Porta Ticinese 60) con l'obiettivo di avvicinarsi e avvicinare l’universo del fitness al femminile anche attraverso eventi tra running, bra e yoga day e sessioni di allenamento in partnership con i migliori brand sportivi. Quindi come iniziare a correre? Segreti in atto...

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"Fondamentale prima di iniziare a correre è conoscere l'appoggio del proprio piede. Possiamo avere questo tipo di informazione facendo un test dell'appoggio che, nel caso del sistema GaitWizard, si divide in tre parti: una prima parte che va a indagare l'appoggio statico, una seconda che studia l'appoggio durante la camminata, entrambe si eseguono su una pedana baro-podometrica resistiva, e il terzo che consiste in una corsa eseguita su un tapis roulant, anche in questo caso a piede nudo, e ripresa da una telecamera dotata di sistema GaitScan. A seconda dei risultati che otterremo andremo a individuare le scarpe più adatte e comode che saranno scelte anche in base a quanto corre la persona, da quanto tempo e se ha qualche problematica fisica. Spesso, per esempio, dal test emerge che il malleolo interno tende a cedere e quindi la tibia e il perone non sono in asse con il suolo. In questo caso sarà necessario scegliere delle scarpe da pronatore con un rinforzo interno onde evitare possibili infiammazioni al ginocchio o al bacino o alla zona lombare. Per avere un'idea del possibile danno basta pensare che ogni volta che impattiamo al suolo con il tallone l'urto equivale a quasi tre il peso del nostro corpo", spiega Gabriele Villa, responsabile iniziativa Running Day in Area #RED.

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"La scelta del bra - aggiunge Elisa Sala, responsabile iniziativa Bra Day in Area #RED - "invece, avviene tenendo conto dello sport praticato e della tecnologia di supporto. Quindi esiste un binomio per cui in base alla tipologia di attività sportiva che si esegue bisogna associare un reggiseno sportivo con il giusto supporto calibrandolo sulla donna e sulla sua taglia. Una donna che ha dalla prima alla terza di reggiseno che pratica uno sport poco fisico e che non richiede un supporto eccessivo come yoga, pilates, esercizi funzionali, passeggiate e golf potrà optare per un bra a sostegno leggero. Se veste dalla prima alla quarta e pratica allenamenti di media intensità come tonificazione, cardio fitness, ciclismo, running, tennis e danza opterà per un bra a medio sostegno, mentre infine una donna che porta una terza, una quarta o una quinta che pratica attività ad alto impatto come CrossFit, boxe, calcio e running userà delle coppe sagomate tipiche dei bra a sostegno alto. Sulla base di queste informazioni, poi, vado a proporre un bra fitting, ovvero la misurazione della circonferenza toracica e del giro seno nudo o con una canottiera, così da andare a individuare in modo più puntuale la taglia e il modello più indicati. Per esempio il bra di chi corre dovrà essere contenitivo, non avere spalline troppo strette e non essere troppo stretto altrimenti salirà troppo sulla schiena scaricando male il peso sulla schiena", conclude Sala.

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