La storia della pallavolista che vuole cambiare lo sport "ancora troppo lontano dalla sostenibilità"

"Allenarsi bevendo acqua in bottiglie di plastica purtroppo lascia indifferenti ancora moltissime persone".

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Mirja Geh (mirjageh.com)

Lo sport può/deve/riesce ad abbracciare lo sviluppo sostenibile? Esistono progetti e/o accordi per salvaguardare l'ambiente attraverso le discipline sportive? Se all'Aia esiste uno stadio che produce energia per l'auto-consumo e per le abitazioni limitrofe in Italia ad aprile il Coni e Sport e salute Spa hanno fatto squadra con il Governo firmando un protocollo di intesa per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali. Gli obiettivi si focalizzeranno verso la valorizzazione della natura e la diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free, punti cardine condivisi dai Sustainable Development Goals (SDGs) approvati dalle Nazioni Unite. Ma in questo momento qual è realmente la sinergia tra questi due mondi? Abbiamo incontrato Margareta Kozuch, pluripremiata pallavolista di origine polacca, nata in Germania nel 1986 e amante della pallavolo dall'età di 11 anni, che ha giocato in veste di giocatrice tedesca, polacca e italiana, per conoscere il rapporto tra sport e sostenibilità almeno per quello che riguarda il suo mondo (anche) sportivo.

"Si dice che lo sport ti fa crescere poi ti fa rimanere giovane. Nel mio caso mi ha anche permesso di riflettere sullo stile e sulla qualità della mia vita e di diventare un'atleta attenta all'ambiente", spiega Margareta. "Vorrei essere più attiva e abbracciare progetti legati alla sostenibilità, ma essendo molto impegnata negli allenamenti e nei campionati purtroppo per ora riesco, o meglio cerco, solo di essere da esempio. Lo sport potrebbe veicolare molti messaggi su questo tema, ma per ora in questo mondo non vedo ancora nessun cambiamento mentale. Essere più sostenibili al giorno d'oggi è necessario. Non deve essere una moda, ma una consapevolezza, un desiderio responsabile di cambiare in modo olistico tutto il nostro stile di vita".

Margareta Kozuch ha giocato come capitana nella squadra nazionale tedesca di pallavolo femminile con la quale ha vinto due argenti agli Europei e un bronzo al Grand Prix. Nella stagione 2012-2013 ritorna in Italia acquistata dalla Futura Volley Busto Arsizio, con la quale di aggiudica la Supercoppa italiana; con la Nazionale vince la medaglia d'oro all'European League 2013 e quella d'argento al Campionato Europeo 2013.

"Molte persone ancora non si fidano dell'agricoltura biologica o di quella biodinamica. Penso, quindi, che sia importante investire, anche nel mondo dello sport, per sensibilizzare le persone sull'importanza di questo cambiamento. Faccio un esempio: purtroppo nel mondo della pallavolo esistono ancora solo bottiglie di plastica. Tutti ormai sappiamo quanto sia urgente eliminare o almeno ridurre l'impiego e l'utilizzo della plastica sia per l'ambiente sia per la nostra salute. Non è sano bere da bottiglie di plastica soprattutto, come spesso avviene, purtroppo anche nel mondo dello sport, se queste vengono abbandonate per ore, giorni, a volte settimane, sotto il sole. Capisco che sia impossibile avere acqua viva e di fonte in campo, ma certo si potrebbero utilizzare bottiglie di acqua in vetro e/o borracce di acciaio", prosegue Margareta.

Giocatrice più spettacolare nel 2016 in Europa (CEV), Margareta Kozuch è stata nello stesso anno miglior opposto della Champions League dove ha vinto l'oro con la sua squadra Pomì Casalmaggiore.

"Giocare a beach volley e bere dalla plastica per me è un controsenso. Siamo a piedi nudi in mezzo alla natura e ci dissetiamo bevendo acqua contenuta in materiali che ci stanno distruggendo", continua Kozuch. "Siamo atleti professionisti, ci alleniamo per rendere al massimo, seguiamo un dieta per ottenere le migliori performance e poi facciamo questo scivolone? Io a questo gioco non ci sto. Da anni mi porto l'acqua in bottiglie di vetro da casa. Ed è un problema perché il vetro oltre a essere pesante è guardato di malocchio perché va contro le regole di sicurezza. Quando non posso allora uso la plastica bpa free, ovvero senza bisfenolo A, sostanza di sintesi utilizzata nella produzione della plastica che avrebbe conseguenze gravi sulla salute, ma sempre di plastica si tratta".

Tra i premi individuali di Margareta Kozuch: Migliore sportiva di Amburgo nel 2006, Miglior Servizio e Miglior Attaccante nel Campionato Europeo 2013, Migliore Giocatrice di Pallavolo in Germania dal 2010 al 2014 e Miglior Opposto della Champions League nel 2016. Nel 2019 ha vinto gli FiVB "World Tour Finals" a Roma insieme a Laura Ludwig, campionessa olimpica di Rio 2016.

"Il problema non riguarda solo l'idratazione e l'alimentazione, ma anche l'abbigliamento. A parte la collaborazione di Adidas e Parley che realizza sneakers con i rifiuti riciclati dagli oceani conosco pochissime realtà e/o progetti sostenibili che coinvolgono lo sport che secondo me sarebbe un ottimo veicolo del messaggio ambientalista. Tra questi c'è il recente progetto Good Net della Federazione Mondiale Pallavolo che prevede di usare le reti da pesca buttate negli oceani come reti da pallavolo. Io non l'ho ancora provata. Ho visto che sono bellissime soprattutto per il messaggio che veicolano. Tornando allo sportwear purtroppo noto anche che non c'è molta attenzione e voglia di creare capi sportivi in tessuti naturali come il lino che sarebbe sicuramente migliore per la pelle che, ricordiamolo, è l'organo più grande del nostro corpo. Immagino che sia difficile creare per esempio un reggiseno sportivo performante in canapa, ma forse si potrebbe un giorno arrivare a realizzarlo. Io sono una sognatrice. Il mio sogno più grande, in veste di sportiva, è che le prossime Olimpiadi siano plastic free. È uno dei punti su cui sta lavorando Sport for Future, un'organizzazione creata in Germania da un gruppo di sportivi, anch'io ne faccio parte, uniti dal desiderio di "utilizzare" lo sport per sostenere, abbracciare e promuovere lo sviluppo sostenibile".

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