"Il rugby è uno sport adatto a chiunque voglia mettersi in gioco al di là del genere"

Il vice capitano delle Rocce del ChickenCUS Pavia ci racconta quel #qualcosadivero che accade fuori e dentro il campo.

Close-up of rugby team cheering after game
Klaus VedfeltGetty Images

Martina Pinetti ha imparato a "fare meta" prima di gattonare, suo papà da giovane giocava a rugby e suo fratello gioca tuttora. È però all'età di 19 anni che decide che il rugby femminile sarebbe diventato il suo sport. Ora Martina è una delle due vice capitano delle Rocce del ChickenCUS Pavia e l'abbiamo incontrata grazie a Meetic, sponsor ufficiale della franchigia di Serie A Femminile di Rugby. Il servizio di dating online che in Italia finora ha fatto incontrare più di un milione di coppie affiancherà, infatti, le ragazze per tutto l'arco della stagione 2019/2020 comparendo sulle nuove uniformi rosanere e unendo i propri valori a quelli di cui si fa portatore il rugby.

Come ti dividi tra studio e sport?
Nel 2012, anno in cui ho iniziato a giocare, ho iniziato l'università a Bergamo e facevo avanti e indietro verso Pavia dove raggiungevo la squadra. Ora che sono laureata in Lingue Orientali e Scienze Politiche sto cercando lavoro nel mondo della cooperazione internazionale.

Quanto ti alleni da sola e quanto con Le Rocce?
Ci alleniamo quattro volte a settimana. Il mercoledì e il venerdì ci vediamo una volta a Rozzano e una volta a Pavia e in questa occasione sono presenti sia le giocatrici del Chicken di Rozzano sia quelle delle Fenici del CUS Pavia e Lodi (Le Rocce del Chicken CUSPavia nascono nel 2016 dalla fusione di due squadre, ndr). Il martedì rimaniamo ognuna nel proprio centro sportivo per fare sia palestra sia campo dove ci concentriamo su passaggi e placcaggi. Il giovedì, infine, ci dedichiamo totalmente alla palestra dove rafforziamo soprattutto le spalle, ma anche le gambe, fondamentali per realizzare le touche (una sorta di rimessa laterale in cui due alzatrici alzano una terza giocatrice, ndr).

Qual è il tuo ruolo?
Sono uno dei due vice capitano. Entrambe dobbiamo aiutare il capitano nella gestione della squadra cercando di non perdere di vista l'obiettivo in campo. Poi facciamo da filtro tra le ragazze e gli allenatori. Il mio ruolo preferito come giocatrice, invece, è quello di alzatrice nelle touche. Questo meccanismo di dovere impiegare due persone per alzarne una terza mi ha sempre affascinato.

Illustrazione Rugby OFF-ON by Cecilia Castelli
Courtesy photo

L'illustrazione firmata da Cecilia Castelli per supportare la sponsorship tra Le Rocce del ChickenCUS Pavia e Meetic

La federazione mondiale World Rugby ha recentemente annunciato che le coppe del mondo maschili e femminili d’ora in poi avranno la stessa denominazione, cessando quindi di differenziare i tornei a seconda dei generi. È finita l'epoca del cliché rugby = sport (solo) maschile?
Io credo che il rugby sia uno sport adatto a chiunque abbia passione, spirito di sacrificio e voglia di mettersi in gioco, qualità che vanno al di là del genere. Il rugby è sempre stato visto come uno sport violento perché gli impatti di gioco sono presenti e a volte anche duri, ma ci viene insegnato come placcare e come cadere a terra nel modo corretto in modo da limitare al minimo gli infortuni. Molti ancora ritengono che il rugby un sport maschile come che la pallavolo sia uno sport femminile. C'è bisogno di uscire da questi vecchi schemi mentali.

Quali sono i valori del rugby?
L'umiltà, l'aiuto, il sostegno ai propri compagni di squadra sia in campo sia fuori.

Il tuo modello in campo.
Mi piace molto il modo di giocare dell'ex capitano della Nazionale di rugby femminile Sara Barattin. È sveglia, molto presente, riesce a gestire molto bene la squadra, ha una perfetta visione di gioco, ma allo stesso tempo riesce con azioni personali a portare avanti la squadra. Nel periodo in cui è stata capitano della nazionale di rugby femminile ha portato molte vittorie e molta visibilità alla squadra. Molte ragazze grazie a lei si sono avvicinate al movimento rugbistico femminile.

La prima cosa cui pensi subito dopo una vittoria o una sconfitta?
Dopo una sconfitta io e le mie compagne cerchiamo di capire sia a livello personale sia a livello di squadra dove abbiamo sbagliato e le carenze da colmare. Ovviamente la delusione c'è sopratutto se sappiamo di avere giocato bene e abbiamo perso con un punteggio molto alto. Dopo una vittoria, invece, siamo fiere del lavoro fatto e dei frutti che ha portato, ma cerchiamo di pensare a quegli obiettivi che ci eravamo prefissate prima di entrare in campo per capire quali sono stati raggiunti e quali non ancora.

Le Rocce del ChickenCUS Pavia
Courtesy photo

Da quest’anno Le Rocce potranno contare sul sostegno del leader europeo del dating e di una delle community più numerose e attive in Italia: i single. Per tutti loro, ogni partita rappresenterà quell’occasione in più, concreta e reale, per conoscere nuove persone e provare a dare inizio a #qualcosadivero.

Il posto più bello dove ti sei allenata?
In Trentino. Due anni prima dell'inizio del campionato fa abbiamo fatto un ritiro di tre giorni in montagna. Tre giorni dedicati al rugby e al team building durante i quali abbiamo cercato di creare un gruppo solido e coeso dentro e fuori dal campo.

In campo mai senza...
Un filo di mascara e la coda che continuo a disfare e rifare dopo ogni azione. La maggior parte delle mie compagne invece preferisce le trecce perché durano di più.

Cosa fanno Le Rocce prima di una partita?
L'allenatore legge i nostri nomi e riceviamo dal capitano la maglia. Durante questa consegna avviene un abbraccio che dice più di molte parole. Poi c'è il discorso del capitano. Prima di entrare in campo infine per caricarci ci diamo delle pacche sulle spalle (ride).

Il video realizzato dal videomaker Gianluca Miotto per supportare la sponsorship tra Le Rocce del ChickenCUS Pavia e Meetic. In Italia il numero delle rugbiste tesserate è cresciuto esponenzialmente nel corso degli ultimi anni: dal 2005 a oggi, data d’istituzione del Settore Femminile, si è registrata una crescita percentuale superiore al 1000%, passando da 600 ad oltre 8mila tesserate.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito