Martina Carraro: "durante il lockdown mi sentivo un pesce fuor d'acqua"

La nuotatrice italiana ci parla in esclusiva delle sue passioni, dei suoi luoghi del cuore e di come si sta preparando per Tokyo.

martina carraro
Mattia Morgavi

"Mi sono avvicinata al nuoto grazie a mia mamma. Da piccola ero una peste e per farmi sfogare mi portava nella piscina davanti a casa". Anche ora la nuotatrice italiana 27enne Martina Carraro è un vulcano. L'anno scorso durante il lockdown tra un allenamento e l'altro per rilassarsi e non sentire la mancanza della vasca preparava manicaretti e ha imparato a fare il pane. "Sono riuscita perfino a tenere vivo il lievito madre!". Specializzata nella rana, nel 2019 ai Mondiali di Gwangju Martina ha conquistato il bronzo nei 100 metri. Il 2 aprile ha vinto l’oro agli Assoluti di Nuoto di Riccione nel 100 rana facendo il nuovo record italiano e ottenendo la qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo. L'abbiamo contattata per conoscerla meglio e per sapere come si sta preparando alle Olimpiadi di Tokyo.

Cos'è la piscina per te? Come ti alleni fuori dall'acqua?
La piscina per me è casa. Non c’è altro posto al mondo in cui io mi senta a mio agio come in piscina. Accompagnati dagli allenamenti in acqua ci sono quelli in palestra, ai quali mi sto affezionando solo negli ultimi anni.

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Quando ti sei sentita un pesce fuor d'acqua?
Il momento in assoluto in cui mi sono sentita un pesce fuor d’acqua è stato il periodo del lockdown. Passavo giornate a casa e mi sentivo davvero inutile! Con quei pochi allenamenti che io e Fabio (convive con Fabio Scozzoli, capitano della nazionale italiana di nuoto dal 2019, con il quale è legato a Martina dal 2016, ndr) facevamo a casa non riuscivo ad andare a dormire soddisfatta.

Cosa fai prima e dopo una gara?
Prima di una gara visualizzo la gara e mi concentro. Quando guardo la mia corsia prima di salire sul blocco sono così contenta di quello che sto per andare a fare che tutta la tensione scompare. Dopo una gara mi sciolgo e analizzo gli errori insieme al mio allenatore.

Il tuo modello in vasca.
Federica Pellegrini. Ho l’onore di condividere con lei le trasferte in nazionale. È seria quando serve, ma divertente e scherzosa fuori dall’acqua.

A cosa pensi quando nuoti?
Il più delle volte al lavoro che devo fare a come farlo al meglio e subito dopo, verso fine allenamento, a cosa preparare per cena.

Un atleta deve sempre... Un atleta non deve mai...
Un atleta deve sempre avere una vita da atleta con regole e, ahimè, molte rinunce. A me non è mai pesato più di tanto. Un atleta non deve mai sentirsi arrivato o abbattersi per una sconfitta.

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Il posto più bello dove ti sei allenata e quello più bello dove hai gareggiato?
Il mio posto del cuore per gli allenamenti è Tenerife. È l’isola che ha fatto scoppiare l'amore tra me e Fabio e per allenarsi ha un clima e delle strutture perfette. La piscina più bella per gareggiare è il Foro Italico a Roma. Quando si gareggia orario tramonto è uno spettacolo.

Qualche anno fa la nuotatrice cinese Fu Yuanhui, medaglia di bronzo nei 100 metri dorso femminili alle Olimpiadi di Rio, diede la colpa di una sua brutta performance in una staffetta alle mestruazioni. Cosa ne pensi?
Io per fortuna ho sempre avuto problemi subito dopo la gara, quindi a cose già fatte. Ma non è mai bello gareggiare con il ciclo. Devo dire che più vai avanti più impari a conoscere il tuo corpo e come reagisce, quindi trovi anche delle soluzioni.

Che consigli daresti alle giovani ragazze che si avvicinano al tuo sport?
Il nuoto è uno sport tosto, ma a me è servito un po’ come un genitore. Mi ha formata caratterialmente. Chiede molto, ma regala anche soddisfazioni grandi.

Come ti stai allenando per Tokyo?
I miei allenamenti sono sempre quelli, Olimpiadi o no. Ho cambiato da dicembre preparatore atletico e ne ho subito giovato tantissimo. Sono tranquilla perché sono seguita da persone super competenti.

La sfida più grande che hai dovuto affrontare.
Il lutto di mia mamma. Morì quando avevo otto anni e mia sorella quattro. Ancora oggi sto lavorando per superare quel trauma.

Libro, canzone e piatto preferiti.
Open di Andre Agassi, Ti dedico il silenzio di Ultimo, tagliatelle al ragù.

Prodotto beauty feticcio.
Con me ho sempre una crema nutriente per il viso e una per il corpo. Il cloro è una brutta bestia!

Se non fossi diventata una nuotatrice ora saresti una...
... ostetrica, sono affascinata dal mondo dei neonati.

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