Un pied-à-terre a New York

Concepito come una suite presidenziale: lusso e comfort metropolitano per appaganti soggiorni dal risvolto business.

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Gianni Franchellucci

Nella fotografia in alto, l'imponente divano che campeggia nel living è On the Rocks, Edra. A sinistra, coppia di sedute Lui 5, di Fratelli Boffi, con tavolino DeMarco in marmo bianco, KGBL, e scultura di Ayano Ohmi; a destra, lampada da terra Vorr, Charles Tassin; lampadario Eclat, Jean de Merry. Tappeto in seta di Dufner Heighes.


Daniel Heighes Wismer e Greg Dufner, soci dello studio di architettura che ha curato gli interni.
Gianni Franchellucci

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Side table Nuage, di Sophie Lafont per Christian Liaigre; seduta Nepal, di Paola Navone, Baxter.
Gianni Franchellucci

Un angolo del salone collegato all’area cucina. Poltrone Fire Side Plinth, Vladimir Kagan; tavolino basso in bronzo patinato Pulpe, design Eric Schmitt per Christian Liaigre, con un artwork a fiore di Lee Kaliner. L’opera a muro è parte della serie dal titolo Higher Being, dell’artista giapponese Mariko Mori.
Gianni Franchellucci

La cucina su progetto con tavolo dalla base in bronzo, di BDDW, e la serie di 3LC T-Chair, design William Katavolos & Ross Littell; il piano è ornato con due coppie di candelieri Ginkgo, creati da Marc Bankowsky; sospensione Eclat, Jean de Merry. A sinistra, il disco solare è un pezzo di Arnaldo Pomodoro.
Gianni Franchellucci




Un layout anticonvenzionale rende questo appartamento newyorkese simile all'elegante suite di un hotel. Il concept – curato da Daniel Heighes Wismer e dal suo socio Greg Dufner, anime del brand di architettura omonimo – prevede che la totalità delle funzioni sia concentrata nella zona giorno, sviluppata in un unico spazio. Appartenente a un edificio completato nel 2012, il pied-à-terre è abitato da un esponente dell'alta finanza, la cui residenza principale è invece a Greenwich, Connecticut. Duecentocinquanta metri quadrati tra Broadway e Bowery, lungo quella Bond Street dove Robert Mapplethorpe aprì il primo studio fotografico. «Il living, spalancato sullo scenario metropolitano attraverso le vetrate, ingloba area dining, relax e cucina. Due camere collegate da una parete scorrevole possono trasformarsi in un ambiente ultraconfortevole, destinato agli ospiti e affiancato dalla stanza padronale», spiega Daniel.

Divano Dune, Poliform; tavolo Atlantis, Glas Italia; sedia Standard, di Jean Prouvé, Vitra; luce da terra AJ, Arne Jacobsen per Louis Poulsen; foto dei Rolling Stones, Dominique Tarlé.
Gianni Franchellucci
Poltrone Fire Side Plinth, Vladimir Kagan; artwork Spotty Complexion, firmato Alyse Solomon.
Gianni Franchellucci

Lo stile dominante è di stampo europeo, tanto amato dai committenti americani più sofisticati, nonché dalla stessa coppia di professionisti, che qui ha puntato su un gioco di contrappunti tra rigorose linee geometriche e morbide forme organiche. Il soggiorno costituisce la massima espressione di un intrigante contrasto dialettico: i tagli del tappeto poligonale custom-made e delle sedute Lui 5 di Fratelli Boffi incontrano le sinuosità del divano di Edra, del coffee table di Eric Schmitt per Christian Liaigre e delle due poltrone giallo narciso di Vladimir Kagan.

«Protagonisti sono i pezzi della collezione personale del proprietario, appassionato d'arte contemporanea e arredi ricercati», sottolinea Daniel. Il padrone di casa, infatti, è un assiduo frequentatore delle più note gallerie: May a Parigi (tempio della decorazione del XXI secolo), Cocobolo Design (con focus sulle ceramiche) e Cristina Grajales (indirizzo d'elezione per i grandi classici del pensiero progettuale), entrambe a New York. Arrivano da quest'ultima la sedia firmata Jean Prouvé e l'iconica serie 3LC T-Chair di William Katavolos & Ross Littell, abbinata al tavolo da pranzo in legno e bronzo; accanto, rifulge su un piedistallo il disco solare di Arnaldo Pomodoro, in ideale sintonia con un tondo di Mariko Mori. Sopra il camino esplode Spotty Complexion, di Alyse Solomon: fotografa e graphic artist capace di trasformare le immagini in ammalianti astrazioni. Tutti autentici tocchi di classe, inseriti con nonchalance nel tessuto abitativo.

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