Chill out: atmosfere rigeneranti e sublime relax in una villa americana

Una casa dove il rigore formale è scaldato dal sole della Florida.

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Marie Claire Maison

Nella foto in alto, a bordo piscina, lettini Piano, di Harbour Outdoor, come il tavolo in vetro e la serie di sedie nel patio a sinistra; tavolini in ceramica Soixante 3, di Thomas Rodriguez per Ligne Roset. Sullo sfondo, sofà e poltrona firmate Restoration Hardware e rivestite in tessuto Sunbrella.

Ascoltare il respiro dell'oceano circondati dal rigoglioso vigore della natura tropicale, lasciando vagare lo sguardo sulla mondana South Beach e su Downtown Miami, con il suo fantasmagorico skyline. Un'antinomia che diventa seducente realtà alle Venetian Islands, il microarcipelago di sei isole nella baia di Biscayne. San Marco, la seconda dalla terraferma, ospita una comunità esclusiva di celeb, uomini d'affari e facoltosi rentier alla ricerca di quiete indisturbata. Qui hanno trovato una location paradisiaca per la loro abitazione principale Isabelle Peribere – poliedrica designer francese con diploma in Belle Arti, master in Economia, una clientela high-class anche a New York – e il marito Jérôme, già amministratore delegato di una società quotata nel settore del packag-ing. «Desideravamo al contempo una casa di vacanza per i nostri cinque figli, frutto dei nostri precedenti matrimoni e ora residenti in Europa. L'atmosfera vibrante di Miami Beach, con i suoi locali alla moda, era allettante per i ragazzi, ma eccessiva per noi. Alla fine abbiamo trovato il compromesso ideale». Il terreno sul quale sorge la villa – cinquecentottanta metri quadrati disposti su due piani – ha imposto un'ardua sfida allo studio locale Strang Architecture. Su un lotto di dimensioni venti per settanta, infatti, era volontà dei committenti ricavare una residenza con sei stanze da letto. Isabelle si era però detta contraria alla soluzione progettuale di un lungo corridoio buio che corresse dal lato della strada al soggiorno; la luce, uno degli elementi con cui adora confrontarsi nei suoi interni raffinati, oltre alla superba visuale sul mare rappresentavano per lei i must imprescindibili. L'esito finale è un edificio di pura geometria e nitore formale, sviluppato intorno a una corte centrale, dalla quale si accede all'abitazione: una bomboniera di cristallo racchiusa in una struttura di cemento dalle vetrate scorrevoli, ad allentare i confini tra in & out. Le camere con i relativi servizi si affacciano così su un cuore verde, dove troneggia un albero d'arancio carico di fiori dal profumo inebriante. Il tono generale è all'insegna di un design elegantemente minimalista, impreziosito da una cospicua presenza di opere d'arte, di cui Isabelle Peribere non solo è esperta ma pure firma, essendo appassionata pittrice. Sopra l'entrata, sistemato sul soffitto del secondo livello e proteso verso il basso attraverso un'apertura del pavimento, si esibisce in un assolo uno chandelier di sublime antiquariato francese, che genera un'inattesa contrapposizione. «È un esempio di quanto amo definire "Barocco contemporaneo", cioè un'intrusione di elementi fastosi e d'antan, a volte ai limiti dell'ironia, in composizioni di sobria ricercatezza. Può trattarsi di una carta da parati antica o di un artwork, di un mobile oppure di un lampadario, collocati in modo da apparire totalmente fuori posto, ma in realtà promotori di un effetto a sorpresa e catalizzatori di una perfetta armonia degli opposti», spiega Peribere.

Linee nitide dominano le stanze, rese autorevoli da pezzi d’antiquariato integrati con ironia

Il living è stato lasciato aperto sulla cucina e sulla sala da pranzo, inondato dalla luminosità prorompente del sole della Florida. Assieme al dehors, questo ampio open space rappresenta l'ambiente condiviso dai proprietari con gli ospiti. Ovunque, le tende in lino a tutta altezza proteggono la privacy, sintonizzate sui toni del décor, in una prevalenza di nuance neutre: bianco, grigio chiaro e beige, con alcune eccezioni quali il tavolino in acciaio scuro e le sculture in bronzo dell'artista Hélène Jousse. Il richiamo al passato, che interrompe l'allure understated e attualissima, è rappresentato dallo splendido tappeto turco restaurato da Dhoku, prestigioso marchio con varie boutique a Istanbul e un'esperienza tramandata da generazioni; e di nuovo si innesca lo studiato contrasto con il pavimento in cemento levigato e i complementi lineari di Ligne Roset. La suite padronale è il capolavoro dell'intera zona notte, pensata come un'oasi di assoluto benessere e collegata a un immenso bagno simile a una Spa. La vasca freestanding e la cabina doccia, posate su un vellutato parquet in rovere chiaro europeo, contemplano il golfo donando un senso di fluidità rilassante. Sul balcone assolato, una griglia in alluminio collocata su entrambi i lati protegge l'intimità domestica senza tuttavia disturbare la scenografia da sogno. Le palme svettano lussureggianti, dispiegando verso l'alto chiome generose. Il patio/solarium, vera e propria estensione del salone, è votato alla convivialità e al riposo. Kitchen corner, barbecue e tavolo da pranzo invitano a lente colazioni en plein air e a cordiali cene tra amici al chiaro di luna. I lettini promuovono momenti di ozio pieds dans l'eau; l'infinity pool pare allungarsi fino a sfiorare Hibiscus Island e il porto. Poco profonda, ha il compito di regalare refrigerio nelle giornate più calde, al pari delle fitte siepi di clusia. Da qui lo spettacolo, riservatissimo, è a tutte le ore, dall'alba agli ultimi bagliori del tramonto.

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