La casa di Jean-Louis Deniot a Miami Beach

La gamma degli azzurri che scorre in & out e un open space "liquido".

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Stephan Julliard

Nella foto in alto, la piscina, progettata su un livello inferiore, sfoggia lo stesso terrazzo alla veneziana visibile all'interno della dimora, per conferire armoniosa continuità agli spazi. Qui sotto, bar in quarzo verde e specchi, corredato di una serie di sgabelli mid-century modern in ferro battuto e vimini, di Arthur Umanoff.

Brilla come un raro zaffiro questa villa in stile mid-century a Miami Beach, località iconica baciata dal sole, con un'anima divisa tra cultura americana e ispanica, in un mix di contesti residenziali di stampo Déco e soluzioni edilizie all'avanguardia. Sicuramente inusuale questa dimora progettata nel 1951 dall'architetto Robin M. Nordin, nel distretto di Indian Creek, abitata da un imprenditore del settore tecnologico, che per il restyling si è affidato a Jean-Louis Deniot. Il guru francese dell'interior design non ha esitato ad accettare, poiché la struttura gli è parsa subito una "bella addormentata" da risvegliare e consegnare a nuova vita, cogliendone appieno le potenzialità.

Sofà custom-made in tessuto Signal, di Kirkby Design; i coffee table (in primo piano quello di legno e pietra fossile) sono di Jean-Louis Deniot, ornati da una scultura vintage e candelieri da West Elm. Il tappeto è di Solstys.
Stephan Julliard

La missione consisteva nell'offrire al committente ambienti chic e al contempo cordiali. Per raggiungere lo scopo, Deniot è intervenuto in modo sostanziale sui quattrocentotrenta metri quadrati. Le pareti sono state ripulite dall'obsoleta carta da parati floreale, sostituita da vernici e wallpaper nei toni tenui del grigio, preferiti al bianco accecante. Il muro che separava il giardino dalla master bedroom è stato abbattuto, in modo da promuovere una comunicazione fluida. Da ultimo, il corridoio di collegamento tra le zone giorno e notte, in origine angusto e buio, ha guadagnato un soffitto più alto, oltre a una serie di lucernari, eleggendo così a protagonista la prorompente luminosità naturale. «Ho voluto esprimere il fluttuare della casa tra mare, sabbia e cielo, in un'ideale armonia con il panorama circostante. Di notte, i punti luce delle stanze e della terrazza duettano con i luccichii della città e i candelieri sembrano stelle», commenta Deniot, facendo trasparire le emozioni che l'hanno guidato nelle scelte.

Divano di Vladimir Kagan rivestito con tessuto Mélange, di Dominique Kieffer by Rubelli; poltrone Carnelian, side table in resina Sphalerite e specchio Tourmaline (a parete), tutto di Deniot per Baker. Suo anche il disegno dei lampadari, di Barbara Billoud. Tappeto Solstys. A sinistra, busto di Angel Ortiz.
Stephan Julliard

Un chiarore speciale si diffonde ovunque, anche per merito delle ampie vetrate del living, con accesso diretto alla piscina. Concepita su un livello inferiore rispetto al building, è ad esso connessa attraverso gradinate dolcemente digradanti verso l'acqua cristallina. Il rivestimento è in terrazzo alla veneziana, lo stesso degli interni: un'opzione che innesca un dialogo serrato in & out e conferisce all'atmosfera generale un côté rilassante, per una casa da vivere "a piedi nudi" in completa libertà. Il bar open-air è un capolavoro in quarzo verde e superfici specchianti, completato dagli sgabelli di Arthur Umanoff, maestro nella lavorazione dei metalli. Accoglienti lounge vista swimming pool invitano alla conversazione nelle serate miti. Le suggestioni dell'oceano sono interpretate tramite flash di un colore che Deniot adora: il blu. «È bellissimo e versatile, talmente ricco di gradazioni da apparire sempre diverso perfino a me, che lo uso spesso», confida. Sfilano la nuance petrolio, il profondo e ammaliante Klein dell'armadio di Hervé Van der Straeten e la sfumatura Prussia nell'ingresso.

Un ritratto di Jean-Louis Deniot in look informale.
Stephan Julliard

Coffee table Citrine di Jean-Louis Deniot, per Baker.
Stephan Julliard

Da Gio Ponti a Vladimir Kagan, il vintage ricercato è uno degli attori protagonisti della decorazione, con un focus sulle forme sinuose degli anni Cinquanta. Jean-Louis ha selezionato di persona i pezzi, mettendoli in relazione virtuosa con quelli della sua prima collezione disegnata per Baker, inizio di una proficua collaborazione con il brand americano. La linea comprende mobili e accessori liberamente ispirati al Ventesimo secolo: toni e materiali seducenti, soprattutto ferro battuto dorato e ottone, silhouette confortevoli avvolte nelle tonalità avorio e grey. «Sono mobili "camaleontici", capaci di restare nel background o di spiccare, a seconda delle finiture». L'idea del divano sartoriale nel soggiorno invece – cinque metri di lunghezza e scultorei schienali a sbalzo – gli è venuta visitando la Brody House a Beverly Hills, un progetto del 1951 di A. Quincy Jones, esempio interessante di modernismo.

Comodino di Gio Ponti con lampada Iron Eye, design Deniot per Baker; testiera in tessuto misto lino e viscosa Gaufres, firmato Dominique Kieffer by Rubelli; copriletto scelto a Tangeri; specchio rotondo Ametrine creato da Jean-Louis Deniot, di Baker; a destra, armadio Partition, di Hervé Van der Straeten. Tappeto Solstys.
Stephan Julliard

Il mood misurato è vivacizzato da un'eclettica raccolta d'arte contemporanea. L'autore, anche fumettista, cubano Enrique Riverón (in esilio a Miami per un lungo periodo) è presente con un dipinto XL, a cui si aggiunge uno dei volti astratti di Ross Ford. Di notevole rilievo è l'opera firmata Angel Ortiz, pittore e writer statunitense già allievo di Keith Haring; suo il busto neoclassico nel foyer, "violato" da schizzi rosso vermiglio simili a ideogrammi. Deniot lo ha posizionato su un piedistallo da lui creato: affettuosa stretta di mano tra art & décor.

Nel bagno della piscina, vanity in marmo Statuario, su disegno, con rubinetteria Sigma; specchio Anni 50 su wallpaper Limba, Casamance; dipinto di Ross Ford (2007).
Stephan Julliard

Nell’ingresso, scultura di Angel Ortiz; piedistallo Heliodor e specchiera Topaz, entrambi di Deniot per Baker.
Stephan Julliard
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