Una splendida casa a Londra, tra vintage, antiquariato e arte

Esotici bagliori illuminano un pied-à-terre, dove l’ornamento lussuoso si stempera nella sobrietà delle silhouette.

image
Stephan Julliard

Nella fotografia in alto, il primo accessorio arrivato nel soggiorno è stato il tappeto pittorico in seta, realizzato su disegno e ispirato al Giappone. Le poltrone sono anni Sessanta; composizione di tre tavolini in bronzo e vetro di Murano, scelti presso la Galerie Glustin Paris, come i paraventi. A sinistra, vaso Seventies, opera di Pino Signoretto.

Nella sala da pranzo, madia degli anni Quaranta in quercia, con lampade vintage in ceramica, dalla Francia. A parete, paravento giapponese del XVI secolo, al quale sono stati applicati, come ulteriore decoro, ritagli di antiche lettere d’amore. L’imponente chandelier in bronzo e vetro è un lavoro di Gaetano Sciolari.
Stephan Julliard

Sul camino, specchio bespoke con cornice dorata e stampa del pittore russo Oleg Kudryashov.
Stephan Julliard

Qui, tavolo in pelle laccata, di Karl Springer, e sedute in paglia di Vienna, design Milo Baughman.
Stephan Julliard

Divanetto francese degli anni Settanta in faux bamboo, sotto l’artwork Sinuzoide, di Marc Cavell.
Stephan Julliard

Ha portato l'impetuoso vento dell'Est nell'architettura d'interni. Nato in Georgia e cresciuto sui libri di Lev Tolstoj, Irakli Zaria ha scoperto il mondo del décor sulle pagine di una rivista patinata, quando aveva diciassette anni. Uno di quegli incontri fatali destinati a cambiare il corso dell'esistenza e che l'ha indotto a riporre in un cassetto la laurea in economia, per studiare design. Regista di audaci scenografie, è noto per il talento nel tenere in equilibrio trame, colori e volumi, calibrando inclinazione bespoke, vintage, antiquariato e arte (elemento, quest'ultimo, irrinunciabile). «L'obiettivo è la creazione di spazi carismatici e articolati, piacevoli da abitare e contemplare», sintetizza. Oggi Zaria ha casa e studio a Mosca, città nella quale vive anche la maggioranza dei suoi clienti. La residenza londinese illustrata in queste pagine è pensata appunto per una coppia moscovita: lui uomo d'affari, lei famosa fashion blogger. Pendolari di lusso tra le due capitali, hanno deciso di regalarsi un'isola felice a Kensington, dove trascorrere in serenità i giorni da expat assieme ai loro tre bambini. Il regale pied-à-terre è celato dietro la facciata di un palazzo moderno, contornato dagli edifici neoclassici che fronteggiano Hyde Park. Dopo la ristrutturazione, tuttavia, di anglosassone è rimasto solo il contesto.
La dimora è avvolta nell'oro degli splendidi paraventi giapponesi antichi e nel bronzo di alcuni arredi e lampadari: bagliori ricchi di fascino, che illuminano preziosi intarsi e ricami. Come spesso nei suoi lavori, Zaria ha usato inoltre wallpaper tessili (seta, lana e rafia), in un gioco armonioso di consistenze. «Adoro i metalli, ma il loro utilizzo impone di concentrarsi sulle texture. Perciò alterno superfici lucide e opache, ruvide e lisce. Solo così l'effetto non risulta troppo abbagliante».

Un piccolo scrittoio in bronzo arreda l’angolo studio, nella medesima camera.
Stephan Julliard

Letto rivestito in velluto cipria, di Holland & Sherry; comodini anni Settanta e lampade in pelle, di Paul Dupré-Lafon. A muro, paravento giapponese, XVII secolo; wallpaper in rafia, di Phillip Jeffries; tappeto in seta su disegno.
Stephan Julliard

Lampada di Paul Dupré-Lafon e paravento secentesco dal Giappone.
Stephan Julliard

Volutamente eclettiche sono le molteplici fonti d'ispirazione: le geometrie Art Déco contrapposte alle forme essenziali di Jean-Michel Frank; il glamour hollywoodiano di Vladimir Kagan versus il rigore di Milo Baughman, fautore di una semplicità sofisticata e maschile. Molti mobili risalgono ai Settanta: il decennio di riferimento, «per imprimere freschezza». Infine, un tripudio di quadri, sculture e vetri da collezione, «in grado di donare espressività e magnetismo», conclude Irakli. La palette è graduata sul gusto dei committenti, che la chiedevano accogliente e al contempo vibrante. Ecco, dunque, sfumature talcate e pastello in contrasto con toni più accesi, come quello del tappeto capolavoro nel living: un esotico, opulento verde oceano.

Nella camera della figlia dei proprietari, letto bespoke con copriletto Pierre Frey; panca Milo Baughman; cassettiera anni Settanta; chandelier Carlo Scarpa.
Stephan Julliard

Dormeuse di Vladimir Kagan e set di tavolini firmati Kam Tin.
Stephan Julliard
Pubblicità - Continua a leggere di seguito