Una casa a Milano, dove protagonista è l'arte italiana

Nel prestigioso appartamento in zona Brera sfilano i grandi del Novecento: Mario Sironi, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro e Luigi Caccia Dominioni.

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Lorenzo Pennati

Un romantico giardino pensile incastonato tra i tetti di Brera dona respiro a questa dimora. Qui, nel prestigioso design district milanese, il rintocco delle campane, i ballatoi dalle ringhiere in ferro e i voluttuosi tralci di piante ricadenti delineano un'atmosfera quieta, protetta dal silenzio. «È un angolo di pace che ha davvero il potere di stregarti», assicura l'architetta Patrizia Giacometti, proprietaria dell'appartamento acquistato in passato dal padre Gianfranco, imprenditore brianzolo ora scomparso. Un forte legame – affettivo e nelle comuni inclinazioni estetiche – univa genitore e figlia, al punto da indurre quest'ultima a occuparsi in prima persona dell'elaborata ristrutturazione.

Poltroncine Déco in tessuto Dedar, come il cuscino; sopra il camino dell’Ottocento, dama cinese, dinastia Tang; scultura firmata Arnaldo Pomodoro e orologio Europa anni Trenta, da Robertaebasta; tela Pittrice e modella, di Massimo Campigli. Sulla consolle, vasi di É. Gallé e G. Argy-Rousseau.
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Divano su misura completato da cuscini in seta firmata J. Robert Scott e a stampato orientale, di Dedar; luce Lte 10, Luigi Caccia Dominioni per Azucena; a muro, Composizione, tela di Mauro Reggiani.
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Attraverso un progetto sartoriale, Giacometti si è affrancata dalle controsoffittature preesistenti e dalla penalizzante scala cromatica di grigi resi glaciali dai neon. Ha cercato, al contrario, un'illuminazione sofisticata, inserendo lampade originali di Luigi Caccia Dominioni e superfici specchianti incorniciate da boiserie in gesso: «Servono a nascondere strategicamente mensole e armadi; appartengo al segno dellaVergine e divento maniacale se si parla di ordine». Gli elementi d'epoca – quali il maestoso camino fine Ottocento in marmo Calacatta oro, nel living aperto sul terrazzo – si stemperano nel dialogo con arredi Déco.

La proprietaria Patrizia Giacometti con il marito, l’esperto d’arte Stefano Civati.
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Sul tavolo della collezione di famiglia una sofisticata mise en place con calici in cristallo francesi e veneziani; piatti di Pomellato abbinati a sottopiatti in ottone forgiati a mano.
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Una parete della sala da bagno padronale sapientemente decorata con due vetrate Liberty.
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Sofà bespoke realizzato da i Segni del Tempo, in velluto Jim Thompson; side table da Robertaebasta con oggettistica di Salvatori; tappeto di Sahrai.
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Il vero coup de théâtre, tuttavia, è innescato dalle opere del Novecento italiano presenti in ogni stanza. Capolavori firmati Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Mauro Reggiani, in parte raccolti dall'amato papà, collezionista fin da quando Patrizia era bambina, altrimenti selezionate, più di recente, per questa abitazione da lei e dal marito, Stefano Civati: art consultant che vanta un'esperienza presso la galleria newyorkese Annina Nosei, scopritrice del geniale Jean-Michel Basquiat, nonché la prima a coglierne la tormentata dirompenza creativa.

Nell’ingresso, mobile a specchio di Patrizia Giacometti; pouf in stile anni Trenta e, a parete, Concetto spaziale, di Lucio Fontana.
Lorenzo Pennati
Nello studio in soggiorno, scrivania degli anni Quaranta proveniente dall’Eliseo, ornata da un cavallo in bronzo (1979) e da vasi di Lalique e Gabriel Argy-Rousseau. Sia la poltroncina in cuoio francese sia la lampada da terra, di FontanaArte, sono state acquistate da Robertaebasta
Lorenzo Pennati

Nella loro totale assenza di colore, le tele acromatiche risultano in simbiosi con l'ensemble domestico. Il compito di creare un piacevole contrasto spetta al pavimento scuro in parquet di rovere tinto, fil rouge dall'ingresso al soggiorno e sintonizzato su rari mobili in legno, come la scrivania di Jacques Quinet degli anni Quaranta; proviene dall'Eliseo ed è stata acquistata presso la boutique antiquaria meneghina Robertaebasta. L'armonia classicheggiante pervade pure la zona notte. Nella camera il letto bespoke convive con il paravento americano della prima metà del XX secolo, mentre il bagno padronale è un'alcova scintillante di dettagli preziosi, dalle applique di Luigi Brusotti alle due vetrate Liberty a parete. Puro décor dal gusto ineccepibile.

Sofà Boccaccio, design Romeo Sozzi, Promemoria, rivestito in velluto di Mark Alexander; pouf custom-made; lampada modello LP11, Luigi Caccia Dominioni, Azucena; sulla parete, tela Il mito, di Mario Sironi.
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Il letto nella camera padronale, vestito in lino Society,è una creazione della proprietaria; sullo sfondo, paravento in lacca e oro anni Trenta, di Donald Deskey; tela Capriccio spagnolo (1983), di Carla Accardi.
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Armadio dalle ante a specchio profilate in ottone e vasca in marmo Statuario Michelangelo (con rubinetteria Dornbracht), tutto su misura; applique di Luigi Brusotti, datate anni Trenta.
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